Novità

home

Qui potete consultare il catalogo della Libreria Bonardi

Traduzioni dal nederlandese
Letteratura italiana
Audiolibri
Classici

Poesia

Gialli/thrillers/noir/fantascienza/fantasy
Libri per ragazzi - jeugdboeken
Fumetti

Critica letteraria/saggistica letteraria
Linguistica
Apprendimento della lingua - taalverwerving
Dizionari, enciclopedie - Naslagwerken

Storia dell'arte/arte visive/design
Architettura

Fotografia
Teatro
Cinema
Musica
Storia - geschiedenis

(Auto)biografie, lettere, interviste
Bere, mangiare, dormire - eten, drinken, overnachten

Agriturismo & Camping
Attualità
Politica
Filosofia
Varia

 

È uscita il 22 novembre 2009

la nostra seconda pubblicazione bilingue:


GIRO D'ITALIA - VAN GEWEST TOT GEWEST

20 autori italiani contemporanei scrivono della propria regione.
21 traduttori neerlandesi hanno tradotto i loro contributi.

ISBN/EAN: 978 90 812213 2 0
pp. 352
prijs: € 19,50

*****

Se capitate ad Amsterdam, non mancate di fare un salto
alla Libreria Bonardi, a due passi dal centro della città, tra
lo zoo (Artis) e il Museo marittimo (Scheepvaartmuseum).
La sua scelta di narrativa italiana contemporanea
è la migliore che abbia mai vista.

Giulio Mozzi
05.12.07

[www.vibrissebollettino.net]



*****

Traduzioni dal nederlandese:

[5/6] Stefan Brijs, DUE VITE (Twee levens, 2001), tradotto da Franco Paris (Fazi, 2009, p. 77, €15,95). Immaginate una casa con le finestre a riquadri, in una fredda campagna del nord. Fuori cade la neve e, dall'esterno, quelle stesse finestre rimandano una luce calda, un'atmosfera di serenità casalinga: è la vigilia di Natale. Qui, in questa rassicurante cornice, Stefan Brijs restringe il suo campo visivo fino al punto in cui la superficie serena degli oggetti s'increspa e si lacera. In questo punto abitano un uomo e una donna. Sono sconosciuti l'una all'altro, vivono due vite del tutto diverse. Lui è un uomo in carriera, è sposato, e questa sera lo vediamo in casa dei suoceri: si appresta a prendere parte alla cena di sempre, con menu di sempre, immerso nelle conversazioni di sempre. Nella sicurezza dei riti ripetuti e delle tradizioni familiari, l'uomo sente dilagare una strana ansietà, il mistero di un desiderio che non ha nome ma che gli parla d'altri luoghi, di altre e diverse notti.

[5/6] Paul Verhoeven, L'UOMO GESÙ. LA STORIA VERA DI GESÙ DI NAZARET (Jezus van Nazaret, 2008), tradotto da Franco Paris (Marsilio, 2010, p. 380, € 25,90). Paul Verhoeven fin dall'infanzia ha provato per la figura di Gesù Cristo un fascino che non escludeva dubbi e domande cruciali. Se nei suoi film ha esplorato le zone oscure della società e della psiche, lo stesso atteggiamento ha adottato nella stesura del suo primo libro. Chi fu realmente Gesù di Nazaret? Quale fu la sua vita, e che cosa arrivò a rappresentare? Queste sono le domande che si pone l'autore. Nel corso di duemila anni, la realtà di questo straordinario personaggio è passata attraverso la coloritura dei racconti mirabili, degli atti di fede, dei miracoli, che hanno finito per ridurlo a poco più di un'icona rassegnata e dolente. Niente di più lontano dall'immagine del Cristo proposto da Verhoeven. Verhoeven punta l'obiettivo su particolari trascurati dell'uomo Gesù, fornendoci il seducente ritratto di un Gesù affabulatore, brillante e appassionato, ribelle e provocatore, per molti aspetti assai contraddittorio. Il suo è l'approccio coraggioso e critico del libero pensatore, che non può fare a meno di porre domande. Fu Gesù a scegliere i suoi dodici apostoli? Credeva realmente di dover morire? E cosa è avvenuto davvero al suo corpo? Le risposte di Verhoeven riescono a rendere L'uomo Gesù un libro assolutamente originale e provocatorio.



Letteratura italiana:

[16/7] Paola Romagnoli, AGNÈS CHE RIDEVA E MANGIAVA AMARENE (Corbo, 2010, p. 213, € 19,95). Frutto carnoso e denso, simbolo di estate e libertà, ma anche scrigno che spilla un siero aspro, l'amarena condensa in sé con incastro perfetto il destino dei cammini incrociati di Maud, solitaria padrona di una maison d'hòte nella campagna della Borgogna, di sua figlia Agnès, donna ribelle e tormentata, onnivora di erotismo e corpi che non possono certo riempire le sue voragini esistenziali, e di Cesare Claudio, primo amore giovanile di Maud che a sorpresa ritorna dal passato. Tre le voci che raccontano e si alternano in un coro dove la complicità va rincorsa con affanno, mentre le pagine sondano l'anima dei personaggi in un crescendo di scabrose rivelazioni.

[13/7] Cosimo Calamini, LE QUERCE NON FANNO LIMONI (Garzanti, 2010, p. 295, ril., € 23,40). Montechiasso è un borgo toscano arroccato sulle colline: nelle giornate di cielo nitido, scarno di nubi e con l'aria frizzante e pulita, si scorgono le vette delle Apuane, il mar Tirreno, le colline Metallifere, gli Appennini tosco-emiliani, il Casentino. Lì vive Sara, diciannove anni, figlia di Attilio, un tempo militante comunista nonché voce e chitarra del gruppo rock I Timidi. Ma a Montechiasso sono arrivati anche nuovi abitanti: per esempio il suo amico Averroè, giovane promessa dell'atletica nonché figlio dell'imam. Tutto sembra andare per il meglio, finché non arriva la notizia bomba: nel paese verrà costruita una gigantesca moschea, un'astronave aliena edificata tra le vigne e i campanili. Verranno tutti coinvolti in una discussione che rischia di degenerare, tra razzismi e idealismi, solidarietà e diffidenze: anziani con il pannolone e casalinghe disperate, preti troppo intraprendenti e affaristi senza scrupoli, politicanti di provincia e giornalisti ficcanaso, vecchi militanti e giovani rampanti, sciampiste pettegole e commesse della Coop.

[13/7] Rosanna Campo, LEZIONI DI ARABO (Feltrinelli, 2010, p. 135, € 17,30). Betti vive a Parigi, è appena uscita da un divorzio e per arrotondare lo stipendio lavora nella rosticceria araba di Hassan. Tra i clienti abituali spicca Suleiman - algerino, professore in un liceo di periferia, musulmano praticante e depresso. Betti e Suleiman si guardano, si scrutano, lanciandosi occhiate di sfuggita e sperando che prima o poi uno dei due faccia un passo avanti. Ma quando finalmente si incontrano casualmente a una festa e si parlano per la prima volta entrambi rimangono delusi. Si immergono di nuovo nelle rispettive solitudini concedendosi qualche altro appuntamento. Ed è proprio la solitudine che alla fine salda il loro rapporto, che all'inizio ruota attorno alla voglia di Betti di soggiacere alle fantasie erotiche dell'uomo, spesso al limite della violenza, ma che poi si tramuta in sincera intesa. Betti riesce così a rielaborare il trauma legato alla sua prima storia d'amore: ha solo quattordici anni quando si innamora di Ennio - un meccanico trentenne sposato - con il quale, in cambio della sua innocenza, impara a conoscere i segreti del proprio corpo e del sesso. La moglie di Ennio li scopre e denuncia il marito per pedofilia. Betti e Ennio scappano, vanno a Torino, ma la polizia li blocca, nasce uno scontro a fuoco e Ennio perde la vita. Da allora Betti non è più riuscita a voltare pagina, ma soprattutto non è più stata capace di ammettere con se stessa di meritare un futuro migliore. E forse con Suleiman, un uomo così diverso, ha l'ultima possibità.

[13/7] Gaetano Cappelli, CANZONI DELLA GIOVINEZZA PERDUTA (Marsilio, 2010,
p. 331, € 25,25). Racconti. Un giovane alla moda costretto a fare il cameriere in un cafonissimo matrimonificio dove viene scoperto dalla ricca ragazza che sta corteggiando. L'inesperto medico romano spedito in un paesaccio del Meridione che insieme all'amore troverà una nuova e assai inquietante famiglia. L'ambizioso pittore che, finalmente sul punto di diventare famoso, scopre il critico che doveva lanciarlo in fin di vita. E ancora il rocker venditore di pentole Continental che il destino fa finire tra le braccia della "donna più bella del mondo" rendendolo intanto impotente come l'aspirante scrittore, suo amico, rivelerà nel romanzo d'esordio, zeppo di altri imbarazzanti segreti. Questi e altri ancora i protagonisti che, rincorrendosi di racconto in racconto, danno vita a un travolgente romanzo sul fondale di una provincia del Sud dagli orizzonti mai così vasti e luminosi. Grazie a loro, alle loro storie intessute di illusioni e inganni, avventure e sogni, comiche acrobazie sessuali e tragici equivoci del cuore, Gaetano Cappelli evoca, come in una struggente canzone, quel particolare momento della vita di ognuno che coincide con il sospirato debutto nel mondo del lavoro e la malinconica fine della giovinezza.

[13/7] Ruggero Cappuccio, FUOCO SU NAPOLI (Feltrinelli, 2010, p. 254, € 21,30). Napoli non sarà più la stessa. I Campi Flegrei stanno per esplodere e la città sarà presto invasa dall'acqua e dal fuoco. Nessuno ne è al corrente, tranne Diego Ventre - avvocato, affascinante e raffinato affabulatore, amico di politici potenti e di boss della camorra. Trenta giorni non sono molti, ma a Ventre sono sufficienti per progettare l'affare del secolo: vendere e comprare immobili strategici. Una volta superata l'emergenza, i profitti saranno eccezionali. Napoli sarà un'altra città, sarà la Las Vegas del Mediterraneo. Diego Ventre si muove con agilità, convince imprenditori, camorristi e affaristi, ridisegna il piano regolatore e determina il futuro di Napoli. Ricatta, ammalia, seduce, e trova il tempo per corteggiare la bellissima Luce, figlia di nobili decaduti e attratta da quest'uomo sicuro di sé e colto, che dice sempre le cose giuste e sa sorprenderla regalandole un libro rarissimo o facendo aprire per lei le residenze più inaccessibili. Ma Diego Ventre è anche la coscienza della città: ama Napoli e la vuole vedere in cenere, distrutta e purificata, liberata finalmente dall'ingordigia umana e dalla violenza estetica che per secoli l'ha devastata. Intorno a Diego e Luce, ruotano personaggi che sembrano interiorizzare le ombre che tra poco copriranno la città. Donne in cerca di affetto ma che trovano corpi che sublimano questo bisogno con il sesso, capiclan alla resa dei conti, pittori che tentano un ultimo assalto all'immortalità inseguendo sfumature impossibili.

[13/7] Carlo D'Amicis, LA BATTUTA PERFETTA (minimum fax, 2010, p. 363, € 19,95). Le rivoluzioni, di solito, si fanno nelle strade e sono intrise di sangue. Quella che ha trasformato l'Italia negli ultimi cinquant'anni è avvenuta nel salotto di casa, e si è svolta in un clima di festa. A provocarla, e nello stesso tempo a raccontarla, è stata la televisione. Alla televisione appartengono i sogni dei protagonisti di questo romanzo, Filippo Spinato e suo figlio Canio. Ma mentre il primo parte dal profondo Sud per diventare, oltre che un solerte funzionario della Rai, l'apostolo della missione educativa intrapresa (e fallita) dalla tv pubblica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il secondo si ribella al suo modello pedagogico per aderire anima e corpo alla televisione commerciale dei decenni successivi, diventando dapprima venditore di "consigli per gli acquisti", e poi addirittura consigliere dello stesso Berlusconi. Attraverso il conflitto generazionale tra il qualunquismo euforico di Canio e l'ideologia ipocrita di suo padre, si rivela la ridicola tragedia di un paese che, dopo essersi nascosto per anni sotto la maschera grigia di un perbenismo borghese, cerca ora rifugio dietro il cerone di un capo del governo che "vuole solo piacere". Ognuno, in questo apocalittico ed esilarante romanzo, vuole solo piacere. Ma che si insegua il consenso attraverso una dignitosa serietà o attraverso il riso dionisiaco, folle e disperata sarà la missione, e destinata a rivelare l'irredimibile solitudine dell'essere uomo.

[13/7] Alessandro Fabbri, IL RE DELL'ULTIMA SPIAGGIA (Bompiani, 2010, p. 332,
€ 23,25). Carlo Neri lavora in una discoteca di Marina di Ravenna, il Black Out, un locale che in realtà è un centro ben organizzato per lo spaccio di droga. E il compito di Carlo, in questo ambiente, è proprio quello di piazzare cocaina ai giovanissimi in cerca di sballo. Ma Carlo non vuol certo continuare a lavorare in un locale di second'ordine della riviera romagnola. No, lui vuole cambiare vita e approfitta di un provino per un reality; mesi prima, mollata in tronco la sua ragazza Elisa, s'è portato a letto Vanessa, la responsabile del casting, ed è ormai sicuro di essere selezionato. Ma all'ultimo minuto qualcosa va storto e Carlo deve aggrapparsi a un piano B. E per procurarsi i trentamila euro necessari per realizzarlo è disposto a tutto. Anche a tradire chi gli è più vicino. Anti-eroe solo, senza lavoro, indebitato con la mala, attratto da un mondo luccicante plasmato dai sogni televisivi, animale notturno in una riviera caotica e febbrile, Carlo costruisce uno spericolato castello di bugie e si lancia contro un muro di guai che aumentano in modo esponenziale, di pari passo con la sua faccia tosta. Ma lui, abituato a vivere sempre all'ultima spiaggia, perso in un labirinto di scommesse alla cieca e fughe a perdifiato, tra colpi di fortuna e svolte comicamente disastrose, non molla. E nel suo universo dai valori rovesciati, l'amore di Elisa, una ragazza che gli vuole bene davvero, può rappresentare una tentazione irresistibile.

[13/7] Romana Petri, TI SPIEGO (Cavallo di ferro, 2010, p. 200, ril., € 21,95). Mario e Cristiana hanno superato i sessant'anni e sono divorziati da quindici. Lui è un ingegnere idraulico che si è appena trasferito a Rio de Janeiro con una giovane moglie e un figlio di poco più di un anno. Lei è rimasta a Roma con i loro due figli ormai grandi e un secondo, felice matrimonio. Un giorno, Cristiana riceve una strana lettera di Mario dal Brasile. Le scrive che si sta sentendo vecchio, che vorrebbe ritrovare un po' della perduta giovinezza scambiandosi delle lettere con lei. Dice che solo così, tornando indietro con chi si è stati giovani davvero, si può esserlo ancora. Ma quali sono, in realtà, le sue intenzioni? Attraverso le risposte di Cristiana, il lettore vedrà sfilare davanti ai suoi occhi, insieme alla storia del loro amore naufragato, i tic e i malesseri di un'intera generazione: le false utopie, la crisi del rapporto tra uomo e donna, le rivoluzioni fallite, il terrorismo, la fede politica, i molti ideali sfumati per non lasciare spazio ad altro che alla banale concretezza. E poi i rancori, i tradimenti reciproci, tutte le cose non dette che finalmente tornano a galla in modo violento, brutale, sempre senza pietà. Fino a una vera e propria resa dei conti nella quale tutte le carte, ormai, sono in tavola.

[13/7] Antonio Petrocelli, IL CARATTERISTA BASILISCO DEL CINEMA SCATURCHIO (Hacca, 2010, p. 318, € 18,60). Jonio Castellucci è davvero un personaggio che dice qualcosa di profondo sul nostro tempo. E un caratterista, un attore "minore", uno che fa cammei. E, insomma, un precario dell'arte. Quelli di Jonio Castellucci sono i pensieri nascosti e segreti di un saltimbanco del nostro tempo, di un artista epicureo che oscilla continuamente tra la massima "vivi nascosto" e l'impulso a trionfare sulle scene. Il romanzo di Antonio Petrocelli è la voce limpida e consapevole di un uomo del sottosuolo, è la spietata e divertente radiografia delle miserie, delle cattiverie, dei rancori, delle frustrazioni di un attore che, per troppe ingenuità e per troppi ideali, rimane ai margini dello star-system. Non mancano però scene esilaranti, fantastiche, surreali, a riprova del fatto che, probabilmente, la maschera di Jonio Castellucci è anche questo: quasi un cliché della istrionica tristezza del dietro le quinte di un attore "minore", poco ricordato dalle folle e spesso sottopagato da produttori rapaci. Il caratterista basilisco del Cinema Scaturchio è un inno al cinema e al teatro, ma anche un anatema contro la crisi del lavoro in Italia e contro le troppe meschinità della vita. È un romanzo sul disincanto dei primi venti autunnali. E sul disamore crescente. È, insomma, la storia di Jonio Castellucci, un personaggio indimenticabile dei bassifondi di Cinecittà.

[13/7] Sandra Petrignani, E IN MEZZO IL FIUME. A PIEDI NEI DUE CENTRI DI ROMA (Laterza, 2010, p. 132, € 13,30). "Rispetto alla città il Tevere va al contrario della Senna. La Senna si butta nella Manica, il Tevere nel mar Tirreno, e dunque l'una si volge al nord, l'altro procede da nord a sud. Per questo la rive gauche di Roma è geograficamente la rive droite. E Trastevere, che incarna il quartiere intellettuale, artistico e bohémien della capitale si trova sulla sponda destra." Su e giù per i ponti, in compagnia di artisti e clochards, Sandra Petrignani ascolta i racconti intimi portati dal fiume e si fa pellegrina della bellezza maestosa o discreta di Roma.

[13/7] Lidia Ravera, A STROMBOLI (Laterza, 2010, p. 103, € 18,60). "Mi pare riduttivo nominarla. Preferisco il nome comune di luogo: l'isola. Appartata, inaccessibile. Eccentrica. Approdo e punto di fuga. Invece parlo proprio di Stromboli. Mi è sembrata un'eccellente idea fermarmi sotto il vulcano. Al culmine della mia carriera di irrequieta. Dato che nulla è permanente, nemmeno una casa, nemmeno le cose, nemmeno la vita umana. Mi esercito alla provvisorietà. Cerco un senso d'impermanenza. Una marcia di avvicinamento al distacco. È la lontananza, la chiave di questa ottusa felicità. Sono, finalmente, lontana. Da che cosa esattamente non lo so, ma mi pare che non abbia importanza. Dalla terraferma. Dalla città. Dalla realtà. Non lo so. Mi sento lontana e basta". Lidia Ravera ha eletto Stromboli a suo domicilio rifugio, una scelta non casuale, adeguata a chi come lei è 'in conflitto perpetuo col suo tempo'. Un'isola per casa per sperimentare una temporalità diversa, quella del presente e non quella di un futuro da rincorrere. Per appropriarsi del tempo della natura, il tempo della contemplazione. Solitario. Da contrapporre al tempo che fugge, delle carriere e delle ambizioni, delle seduzioni, dei confronti e degli impegni di militanza politica e culturale. Un tempo nuovo, di qualità, contrario al tempo dell'ansia dell'esserci, testimoniare, essere visti, darsi da fare.

[13/7] Vitaliano Trevisan, TRISTISSIMI GIARDINI (Laterza, 2010, p. 139, € 13,30). "Una rotazione completa del tamburo rotante della betoniera intorno al suo asse: su questa unità di tempo è tarato l'orologio degli umani e dei flussi relativi; o viceversa, in fondo la cosa ha poca importanza: animali, vegetali, persone, sentimenti, pensieri, ovvero merci e flussi di merci, e in definitiva tutto ciò che si muove in e per questo territorio, si regola sullo stesso metronomo, 'lavora' con gli stessi secondi, o meglio, nel caso umano, ne ha impressione; ma negli interstizi, nelle pieghe, nei bordi, negli spazi residui, abbandonati, ai margini, fuori dal flusso, un altro tempo lavora e così in ogni caso moriamo. Curioso: i luoghi in cui più intensamente se ne percepisce la presenza sono le fabbriche abbandonate. La prima impressione che si ricava, esplorando questi spazi, è che lì il tempo si sia improvvisamente fermato, ma naturalmente no, non è così, solo non scorre, non fluisce, soggiorna, abita il luogo, ne pervade l'atmosfera, si fa respirare, toccare, pensare, e nel mentre lavora, indifferente, con ostinata determinazione."

[13/7] Chiara Valerio, SPIAGGIA LIBERA TUTTI (Laterza, 2010, p. 160, € 13,30). Scauri è veramente un bel posto, non c'è niente ma puoi arrivare facilmente a Roma o a Napoli e in fondo, all'inizio o alla fine della bella stagione, il mare è da godere. Scauri è sempre a tre gradi di separazione da chiunque e da qualsiasi posto, tutti ne hanno sentito parlare o hanno sentito qualcuno parlarne. E il luogo obbligato della nostalgia di chi ci è cresciuto, ed è pure un non-luogo perché tutti pensano che sia già Campania. Gaeta era quasi Repubblica Marinara, Formia ha avuto il primo grattacielo del litorale. Baia Domizia ha il camping delle svedesi e Sperlonga è la costa Smeralda del Lazio. Scauri invece ha un lungomare infinito ma non è mai diventata Rimini, e ha lo stesso microclima delle Isole Cayman ma non è un paradiso fiscale. Tutto quello che volete sapere di un pezzo di costa quasi intimo che si è trasformato in una scomposta Las Vegas borghese con le palme intermittenti di plastica. Da Fabrizia Ramondino a Winston Churchill, dalle spiagge affollate alla roulette con i porcellini d'India, all'abuso all'immaginazione, la grazia del vivere in provincia.

[13/7] Paolo Zanotti, BAMBINI BONZAI (Ponte alle Grazie, 2010, p. 231, ril., € 22,60). In un futuro non così remoto, i bambini sono creature diafane e solitarie, costrette a ripararsi dal sole perenne e feroce, ricche di una fantasia acutissima, a noi sconosciuta. Pepe è cresciuto in una baraccopoli ai margini di Genova, alle prese con una madre soavemente irresponsabile e un padre smarrito nelle droghe musicali. Per anni sue confidenti sono state le antiche figure borghesi del cimitero di Staglieno e una vecchia zia eccentrica, ultima testimone della scomparsa dei gabbiani. Ma Pepe adesso scruta i cieli, sa che il momento è vicino: tra poco non sarà più solo, dopo anni di calura sta per tornare la grande pioggia. Un evento così catastrofico che la vita ordinaria sarà sospesa, gli adulti si rifugeranno in letargo nelle loro stanze, e i bambini potranno invece avventurarsi liberi per le strade del mondo. Assieme a Primavera, compagna precoce e ficcanaso, Pepe è finalmente pronto a partire per il viaggio di tutta una vita. Non sa ancora che nella pioggia troverà l'appuntamento struggente e definitivo con Sofia e Petronella, l'amicizia, il mare, la morte, la ribellione, l'amore. Non sa ancora che in quelle poche settimane si giocherà per intero il senso del suo destino.

[19/6] Leonardo Sciascia, IL FUOCO NEL MARE. RACCONTI DISPERSI (1947-1975) (Adelphi, 2010, p, 210, € 23,95). A cura di Paolo Squillacioti. Presentando, nel 1973, la silloge di racconti "Il mare colore del vino", Leonardo Sciascia ne rivendicava, oltre che la necessità, la profonda coesione interna. Una coesione, possiamo oggi precisare, ottenuta a prezzo di esclusioni molto più drastiche e dolorose di quanto Sciascia non lasciasse trapelare. Basterà leggere in questo volume, tra i quindici racconti lasciati allora cadere, la storia di Calcedonio Fiumara ("Il lascito"), che, trasformatosi da zolfataro in ricco e rapace possidente, vive solo come un cane, senz'altro amore se non quello per la sua pura e intoccabile ricchezza e finirà per lasciarla, anziché ai detestati nipoti, a un manicomio, dove nessuno potrà trarne godimento o sollievo. O "Una commedia siciliana", che dietro una vicenda in apparenza rocambolesca e a lieto fine, lascia trasparire la faccia terribile e cupa di un paese "circonfuso di limoni e mare". A completare il panorama della produzione dispersa di Sciascia, il lettore troverà qui un nucleo di mirabili prose e "cronachette": come "I tedeschi in Sicilia", dove è ricostruito l'eccidio che nell'agosto del 1943 un reparto tedesco in ritirata compì a Castiglione di Sicilia: eccidio rimasto impunito, giacché in Italia "quel che accade in Sicilia è cosa d'altro pianeta".

[12/6] Giuseppe Culicchia, SICILIA, O CARA. UN VIAGGIO SENTIMENTALE (Feltrinelli, 2010, p. 136, € 17,30). "Ogni volta che torno in Sicilia da qualche parte dentro di me continuo ad arrivare in Sicilia per la prima volta, bambino, negli anni settanta". Questo è il racconto del viaggio del Culicchia bambino, un viaggio che prepara mesi prima, dopo aver "ascoltato" la Sicilia attraverso le favole - "la favola del nonno, la favola della nonna, la favola dei cavalli da corsa, la favola della maestra severa, la favola delle sfilate in uniforme da Ballila. E poi c'era la mia favola preferita, e cioè la favola dei due soldati dell'Afrikakorps" - e averla "vista" dalle sbiadite foto in bianco e nero. Ed ecco allora l'arrivo alla stazione di Torino, il treno che taglia di netto l'Italia, la nebbia che dirada, i paesaggi al di là del finestrino, le prime avvisaglie di odori e colori. Quando il piccolo Giuseppe arriva in Sicilia, le fiabe prendono vita, i racconti diventano volti, città, parole. Palermo, Trapani e finalmente Marsala, dove i parenti lo accolgono con una frase che diventa formula di rito - "Ma tu Peppe sei! Peppe come tuo nonno Giuseppe Culicchia! Pippinu! Pippinu Piruzzu!". L'orizzonte si allarga sul mare e Torino sembra appartenere a un'altra vita. Giuseppe Culicchia mette in gioco la propria memoria e si affida allo sguardo di un bambino - innocente, curioso, pieno di meraviglia - per raccontare un viaggio che non ha ancora terminato.

[12/6] Giorgio Vasta, SPAESAMENTO (Laterza, 2010, p. 118, € 13,05). re giorni a Palermo, alla fine dell'estate, come occasione per prendere le misure del presente italiano. Perché se davvero la parte è in grado di descrivere il tutto, allora immergersi in fenomeni quotidiani apparentemente irrilevanti - andare in spiaggia al mattino e a spasso per la città durante il pomeriggio - può diventare un modo per confrontarsi con la tragicomica brutalità del nostro paese. Un paese "spaesato" nel quale i paradossi si mescolano ai miraggi, le intenzioni concrete alle velleità, i bar del centro spariscono e i bagnanti in spiaggia fabbricano tutti insieme un idolo di sabbia. E Berlusconi, il fantasma di Berlusconi, pervade ogni cosa rivelandoci il processo in atto: la disponibilità nazionale a rassegnarsi, senza rabbia, con stucchevole fierezza, alla propria miseria.

[11/6] AA.VV., SEI FUORI POSTO. STORIE ITALINE (Einaudi, 2010, p. 213, € 23,25). Da
quando l'eccesso di informazioni ha reso opaca la società, la letteratura si è di nuovo arrogata il compito di andare a cercare quello che non riuscivamo più a vedere. Ed ecco che un gruppo di scrittori, Roberto Saviano, Carlo Lucarelli, Valeria Parrella, Piero Colaprico, Wu Ming e Simona Vinci, ci offrono in forma breve uno straordinario "romanzo italiano". Dentro il presente anche quando parla di ieri.

[11/6] Cosimo Argentina e Fiorenzo Baini, MESSI A 90. LE PARTITE PIÙ RACCAPRICCIANTI DELL'ITALIA AI MONDIALI E ALTRE STORIE DI ORDINARIA FOLLIA CALCISTICA (Manni, 2010, p. 164, € 18,60). Per ogni Maradona, centinaia di brocchi senza talento. Per ogni numero 10, migliaia di mediani e stopper dai piedi di legno. Per ogni Italia Germania 4-3, decine di 0-0 con la palla che non si muove dal centrocampo. Questi racconti entrano nel mito del calcio a gamba tesa, diritti sugli stinchi neanche fossero Marco Materazzi. Quelli di Baini, a ricordare ciò che sarebbe bene dimenticare; e le storie surreali e folli di Argentina, che dalla verità, quella della zona d'ombra e dei calci d'angolo, prendono piede. Moviole di cronaca dal passato, scarti dai mondiali di tutti i tempi che aiutano a non prendere troppo sul serio lo sport più serio che c'è.

[11/6] Angela Bubba, LA CASA (Elliot, 2009, p. 365, € 21,95). A Petronà, un freddo e screpolato solco della Calabria, vive la famiglia Manfredi: il padre Anselmo e la madre Lia, le quattro figlie Maria, Pina, Mina e Aurora, e l'unico figlio maschio Benio. La casa è il teatro delle loro storie, un teatro costruito per vivere ma anche per nascondere, un palco "fragile e ballante" fatto di nascite, morti, riti, preghiere, petrosi silenzi e baraonde domestiche, di parole strane e fantasiose che rotolano veloci dalle bocche, di un Sud che sembra immaginato ma che in realtà è verissimo. L'esordiente Angela Bubba, vent'anni appena, con una scrittura vitale e sorprendente, inzuppata di un dialetto che prende l'energia di una lingua nuova, racconta in modo epico e poetico la storia di una famiglia calabrese, spassosa e infernale, piena di uomini scriteriati e molli, "dagli occhi stretti e vinosi", di donne antiche e virili, primordialmente femminili, che arrivano da un passato favoloso come attraverso una seduta spiritica. "La casa" è un'orchestra di voci, cadenze, urla, pianti, rimbrotti, un'animata e stupefacente concertazione.

[11/6] Gianrico Carofiglio, NON ESISTE SAGGEZZA (Rizzoli, 2010, p. 249, ril.,
€ 18,60). Racconti. Un poliziotto esperto di interrogatori, il singolare maestro di un'antica disciplina, uno scrittore di noir in cerca di informazioni per i suoi libri, una bambina scomparsa, una prostituta, un editor sono alcuni dei personaggi che vivono in queste pagine. Nello scenario roccioso e affascinante della Murgia, un vecchio saggio insegna a un ragazzino i segreti del combattimento e della vita. All'aeroporto di Amsterdam un poliziotto incontra una giovane donna che ha molto da nascondere. Una scrittrice di talento sfugge al suo editor per paura di morire. Una lunga notte alla stazione Termini sarà il preludio a incontri molto particolari. La sospetta sparizione di una cooperante in Colombia mette un procuratore sulle orme di qualcosa di molto più grande di lei. Tex Willer in persona parla della sua vita singolare. Per tutti i lettori di Gianrico Carofiglio un mondo di uomini e donne, fughe e verità celate, morti violente e tradimenti, suspense e magia, in una rappresentazione narrativa di rara compiutezza.

[11/6] Vincenzo Consolo, IL CORTEO DI DIONISO, illustrazioni di Cecilia Capuana (Le
Lepre, 2009, p. 61, € 13,30). Due racconti: Neró Metallicó e Il teatro del sole.

[11/6] Carlo Fruttero, MUTANDINE DI CHIFFON. MEMORIE RETRIBUITE (Mondadori,
2010, p. 244, ril., € 24,60) .Il giovanissimo Carlo va tutti i mesi a pagare l'affitto al dottor Francini, un anziano signore che abita un buio e tetro appartamento insieme a una scialba moglie. Quale meraviglia quando un giorno scoprirà che quello stesso dottor Francini deve il suo benessere alle maliziose canzoni "Si fa ma non si dice" e "Mutandine di chiffon", che ha composto sotto lo pseudonimo di Bel-Ami. Oppure la volta in cui Fruttero, giovane redattore, è costretto a recarsi insieme a Giulio Bollati in un ufficio postale notturno per inviare all'Onu il telegramma di protesta dei dipendenti dell'Einaudi contro l'invasione sovietica della Cecoslovacchia... salvo che poi, sul più bello, i due si rendono conto di non avere abbastanza soldi... Una esilarante, irriverente, commossa narrazione che inanella avventure, incontri, aneddoti, ricordi, tutti trasfigurati da uno stile inconfondibile.

[11/6] Massimo Gramellini, L'ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE (Longanesi, 2010, p. 263, ril., € 22,05). A Tomàs, giovane professorino con ferite mai sanate nel cuore, piace Arianna. Ma di fronte a questo sentimento che lo spaventa, sceglie di scappare. Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. E durante la fuga cade in acqua e finisce alle Terme dell'Anima, un universo parallelo in cui vengono accolti coloro che scappano dalla vita, ma covano ancora un desiderio irrealizzato in fondo al cuore. Qui Tomàs imparerà a fare i conti con il suo passato e a morire per ricominciare a vivere. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri.

[11/6] Pietro Grossi, MARTINI (Sellerio, 2010, p. 64, € 12,60)). Con la grata nostalgia di chi sa di aver compiuto l'incontro irripetibile della vita, Frank - voce narrante di questo racconto - ricorda il "grande" Martini, l'amico trovato e perduto. Era andato a intervistarlo, giornalista alle prime armi, nel lussuoso albergo dove Thomas J. Martini, già acclamato scrittore di un primo capolavoro, era sceso per le solite tournée del successo. Era subito scoccata la scintilla dell'amicizia. I due s'erano capiti nel profondo: il giornalista aveva letto la condanna finale di quella grandezza, del destino di essere "tutto ciò che chiunque avrebbe voluto essere", così come l'artista aveva intuito la verità nella solitudine del suo interlocutore: "Tu vedi le cose, Frank". E nel corso del tempo, attraverso un altro paio di incontri casuali, s'era preparata una specie di silenziosa intesa. Poi Martini, improvvisamente, era uscito dal suo mondo luccicante, e Frank aveva continuato a cercarlo, per scoprire forse che non era una fuga, che non era un rifiuto, ma un più completo abbandono all'autenticità di una vocazione. "Non era lei che spariva. Ero io". Delle storie di Grossi colpisce sempre l'intensità, la massa narrativa, la forza attrattiva di condensare in poco temi e sviluppi molteplici e carichi di simbolismi. Esperienze avventurose tessute dai fili esili degli eventi quotidiani, che sollevano pensieri tanto tenaci, insistenti, quanto oggi troppo alti per dedicarvisi.

[11/6] Rosetta Loy, CUORI INFRANTI (Nottetempo, 2010, p. 65, € 9,80). Due favole nere, due storie di sangue nella provincia italiana, dove famiglia e buon vicinato dettano i tempi di vite in apparenza normali. Rosetta Loy racconta gli omicidi di Novi Ligure e di Erba: una figlia dal viso paffuto e il suo ragazzo un poco più sotto nella scala sociale che usano di tutta l'energia dei loro corpi ben compattati dallo sport per trucidare la mamma e il bambino-fratello; e un'ex cascina di campagna dove l'erba del vicino diventa rossa per la mattanza.

[11/5] Giusi Marchetta, NAPOLI ORE 11 (Terre di mezzo, 2010, p. 185, € 9,80). Dalle lussuose case al Vomero con vista sul vesuvio ai bassi Quartieri spagnoli, storie di piccole guerre quotidiane, di verità taciute, di parenti in galera e nessun futuro davanti: come quel ragazzino muto con un grande talento per la scultura che è pronto a sfidare il padre e tutto il quartiere pur di dichiarare il proprio amore a un coetaneo, oppure Mario, un adolescente sfregiato da un petardo che per una notte soltanto riuscirà a prendersi la sua rivincita sul mondo.

[11/6] Francesca Melandri, EVA DORME (Mondadori, 2010, p. 350, ril., € 25,25). Eva è una quarantenne altoatesina, una donna libera e affermata nella sua professione di PR. Alla vigilia di Pasqua riceve una inattesa comunicazione da Reggio Calabria. Vito è molto malato e vorrebbe vederla per un'ultima volta. Ma chi è Vito? E' un carabiniere che ha prestato servizio per anni in Alto Adige. Anni cupi, di tensione, di attentati, quelli di fine Sessanta. Anni che non impedirono l'amore tra uno smarrito giovane carabiniere italiano e una ragazza madre altoatesina, una giovane cuoca, Gerda, sorella di un terrorista e mamma di Eva. Vito è l'unico uomo che Eva abbia mai sentito come possibile padre. Ma perché è tornato in Calabria? Che cosa è stato del grande, struggente, forse impossibile amore tra lui e Gerda? Per Eva è arrivato il momento di sapere.

[11/6] Roberto Moroni, I MIGLIORI DI NOI (Feltrinelli, 2010, p. 239, € 21,30). Se si vuole fare carriera, bisogna fare i conti con la grande città - Roma in questo caso - e accettare qualsiasi compromesso. Almeno così sembrano pensarla Amelia e Titì, coppia trentacinquenne appena trasferitasi nella capitale da Napoli perché le opportunità, là, non ci sono. Entrambi provengono da famiglie altoborghesi. Titì potrebbe addirittura essere un nipote segreto di Benedetto Croce, votano centrodestra e credono in Berlusconi. Amelia e Titì entrano in contatto con Augusto lannacchione, un untuoso personaggio infiltrato nei meandri della politica, che prima li invita a un festino in un lussuosissimo appartamento del centro e poi procura a Titì un appuntamento con un personaggio in Rai per un posto nel consiglio di amministrazione. Ed è la mattina del colloquio di Titì che tutto comincia. Mentre il suo compagno fa anticamera aspettando il turno per parlare con chi conta, Amelia pranza con le sorelle che criticano le sue scelte di vita. L'attesa di Titì si protrae per ore, tra un "adesso tocca a lei" e un "quasi ci siamo". Amelia, invece, incontra Sandrone, ex regista di spot pubblicitari e ringhioso uomo di sinistra, sovrappeso, sciatto, che in qualche modo la mette in crisi aprendo scenari interiori di generose contraddizioni a lei ignoti. Tra feste di scambisti, pseudorigori manageriali, vacue esibizioni di potere, Titì e Amelia accettano l'invito a una nuova festa mentre Sandrone mette silenziosamente fine ai suoi giorni lasciando un messaggio.

[11/6] Francesco Pacifico, STORIA DELLA MIA PUREZZA (Mondadori, 2010, p. 285, ril., € 25,25). Piero Rosini è un giovane integralista cattolico. Con una bella moglie altrettanto cattolica, una casa vista Ikea a Porta di Roma, tanti amici uguali a lui, "intellettuali organici in golf a strisce e mocassini da tranviere", e un lavoro come redattore alla casa editrice Non Possumus - ultracattolica, naturalmente. Diretto ormai a testa bassa verso la santità, eroe della rinuncia e dell'astinenza sessuale, Piero è costretto suo malgrado a realizzare che dentro di lui si sta facendo largo un io sepolto e rimosso che lotta per tornare in superficie. Gli basta vedere ballare sua cognata Ada, florida ventiquattrenne fiera della propria verginità, per non togliersi più dalla testa quelle tette immacolate. Ed è seguendo questa versione ruspante di sé che Piero abbandona Roma e il libro a cui sta lavorando - un controverso saggio contro Giovanni Paolo II -, per trasferirsi da solo a Parigi, città tentatrice per eccellenza. Dove le sue certezze si sgretolano in un vortice di "vorrei ma non posso" che lo conduce a una fatale, esilarante schizofrenia.

[11/6] Piersandro Pallavicini, A BRACCIA APERTE (Edizioni Ambiente, 2010, p. 211,
€ 21,30). Samuel Badjang non è più africano e non sarà mai italiano. E nonostante questo, il dottor Bad è oggi un bravo e rispettato chirurgo ospedaliero, laureato in medicina a Milano. La sua vita da «bianco acquisito» procede senza strattoni sino all'incontro con Gaelle, la figlia mai conosciuta, camerunese come lui, anche lei arrivata in Italia per studiare ma in procinto di scivolare inesorabilmente verso la clandestinità. Lui si batterà per lei, per darle un lavoro, per trovarle una sistemazione, infilandosi nel ginepraio della burocrazia, delle leggine, delle circolari, delle mani rapaci di certo volontariato, della diffidenza e chiusura degli italiani, del rancore e dell'invidia degli altri immigrati. In un paese in cui solo l'ironia ti permette di dire che uno straniero è accolto a braccia aperte.

[11/6] Valeria Parrella, MA QUALE AMORE (Rizzoli, 2010, p. 127, € 19,95). Una scrittrice parte per Buenos Aires per comporre un libro che le è stato commissionato in gran fretta da un editore esigente. Lei accetta il lavoro solo perché è l'unico modo che ha per fare un viaggio con Michele, l'uomo che ama ma che non la ama più. Nelle strade argentine si consumerà tra i due un definitivo distacco silenzioso. La donna vive con lucidità il dolore dell'indifferenza che Michele le dimostra. E anche le parole di Borges, che aleggiano nell'aria di Buenos Aires, diventano feroci armi scagliate contro il suo amore. E la scrittrice racconterà lo strazio della fine di un amore e lo farà per ogni donna, perché in fondo gli amori si assomigliano tutti. Tutti iniziano tra le rose, finiscono tra le lacrime e si raccontano agli amici con risate amare.

[11/6] Emiliano Poddi, ALBORÁN (Instar Libri, 2010, p. 193, € 17,95). Luca ha cinque anni e un compito ben preciso: controllare le lancette. Quando suo nonno gli allunga il microfono e lo inchioda alla sedia con una trafila di domande, Luca deve non solo rispondere, ma anche verificare che le lancette del registratore si muovano sotto i vetrini. Non è un nonno come gli altri, quello di Luca. Smonta i lampadari e dentro ci costruisce presepi sferici; assembla modellini di cannoni che sparano davvero; allena i pesci dell'acquario a resistere in apnea. Che succede se tutto questo, all'improvviso, si interrompe? Adesso Luca ha trent'anni e lavora in radio, ma al microfono non parla più. Circondato da pareti acustiche, protetto dal vetro della regia, cerca di tenere a bada i suoni, di annullare la possibilità dell'errore. Il rischio è incontrare la ragazza giusta - un amore che si chiama come la notte - e farsela sfuggire. Per evitare che questo accada Luca dovrà tuffarsi in un tempo che per definizione non torna indietro: quello della diretta. Al suo fianco c'è Ezio, il tecnico che in carriera ha sbagliato una volta sola. C'è Bruce Springsteen, con la sua voce ruvida e incandescente. E c'è infine un nastro, il più prezioso tra tutti i tesori che al momento buono tornano a galla e fanno schizzare in alto le lancette.

[11/6] Tiziano Scarpa, LE COSE FONDAMENTALI (Einaudi, 2010, p. 167, ril., € 23,95). "Da pochi giorni un uomo è diventato padre. Inizia a scrivere in un quaderno per il figlio Mario. Vuole parlargli delle cose importanti della vita: che cos'è l'amore, che cosa sono i soldi, che cos'è il potere, raccontandoglieli per come li ha conosciuti lui, personalmente. Gli consegnerà questo scritto quando Mario compirà quattordici anni: l'età in cui i figli cominciano a detestare i padri, anche perché si accorgono che i padri non gli hanno detto come funziona veramente il mondo. Il piccolo Mario però nei primi mesi di vita si ammala gravemente: una delle cure possibili è il trapianto. Il principale candidato donatore è il padre. Si fanno le analisi, ma si scopre qualcosa di inaspettato... E questa la prima parte di un romanzo che mette alla prova la paternità, dopo l'esperienza di un trauma doppio, a scatole cinesi, trauma nascosto dentro un altro trauma: malattia e scoperta di una verità primaria che, nonostante tutto, non riesce a intaccare i legami affettivi. Ma il libro ha come caratteristica quella di intrecciare avventure sorprendenti ed esperienza profonda della parola: per esempio, quando il protagonista si lancia alla ricerca del padre naturale di Mario, spinto dall'emergenza medica; e nel momento in cui si ritrova completamente solo di fronte alle parole che pensava di scrivere per Mario quattordicenne, convinto che sarebbe stato proprio lo sguardo futuro di suo figlio adolescente a leggerle e a dare loro una luce nuova." (T. Scarpa)

[11/6] Domenico Starnone, FARE SCENE. UNA STORIA DI CINEMA (minimum fax, 2010, p. 193, € 17,95). Seguendo il filo rosso della settima arte, Starnone racconta una vicenda individuale che pagina dopo pagina si allarga fino ad abbracciare la parabola dell'Italia negli ultimi sessant'anni. Nella prima parte del libro, un bambino cresciuto nella Napoli proletaria dell'immediato dopoguerra scopre il mondo e compie la sua educazione sentimentale circondato dall'atmosfera irripetibile delle sale cinematografiche di allora: luoghi magici, fumosi, dove si entrava anche a metà dello spettacolo e non era raro che - tra un James Stewart vestito da cowboy e i turbamenti suscitati da Deborah Kerr - dei perfetti sconosciuti scambiassero due chiacchiere e stringessero amicizia. Sullo sfondo, una famiglia che cerca di lasciarsi alle spalle la miseria e un intero popolo in procinto di cavalcare l'inaspettata onda del benessere. Nella seconda parte del libro, quel bambino, diventato un adulto di inizio XXI secolo, non si limita a guardare i film, li fa. E diventato uno scrittore di sceneggiature. Ma il cinema di oggi non è più quello di Rossellini, Totò, Fellini, Anna Magnani. E così - mentre assistiamo alla trasformazione di un ambizioso progetto cinematografico in un prodotto dolciastro e scontato - ci rendiamo conto che non è solo il protagonista ad aver perso lo sguardo incantato, ma tutto un paese sempre più desolante.

[11/6] Andrea Tarabbia, LA CALLIGRAFIA COME ARTE DELLA GUERRA (Transeuropa, 2010, p. 219, € 21,95). In una scuola posta al confine tra due stati in guerra, alcune bambine imparano "l'arte del messaggio, della disciplina e dell'amor patrio" calligrafando messaggi bellici sopra le testate dei missili. Sono orfane di una guerra di cui non si vede la fine, e le guida un maestro di calligrafia dal passato oscuro, Horatio. Sotto la scuola e la città che la ospita - il cui nome non è mai rivelato - c'è una seconda città speculare alla prima e le cui pareti sono dipinte di vernice al fosforo. Come in una spietata partita a scacchi, gli abitanti della città attendono la prossima mossa dell'avversario: un missile inoffensivo, che una notte porta al di qua del confine un misterioso messaggio. Il compito di interpretarne il contenuto è affidato a Horatio, ma non tutto andrà come dovrebbe.

[11/6] Sebastiano Vassalli, LE DUE CHIESE (Einaudi, 2010, p. 316, ril., € 26,60). A Rocca di Sasso - un paese di fantasia "imitato dal vero" sulla base dei tanti paesini sotto il Monte Rosa - il tempo sembra non passare mai. La montagna, immobile, domina, rispettata e temuta. Sotto le sue pendici formicola la vita degli abitanti del paese, con i suoi piccoli e grandi andirivieni, dalla Prima guerra mondiale ai giorni nostri. Vassalli disegna i caratteri e tesse i destini, facendo di questo piccolo mondo un frammento di vita universale. Nel coro spiccano il maestro Prandini, socialista, volontario in guerra, mutilato, poi legionario a Fiume, poi gerarca fascista; e Ansimino, autista di corriera e più tardi meccanico, sposato con una pittrice e padre di Leonardo, che farà il partigiano. Intorno a loro vive tutta la comunità, tra pettegolezzi, tradimenti, cene dei coscritti, aspre scene di guerra, lutti: un mondo fatto di tante storie che si incrociano e che Sebastiano Vassalli annoda, con sapienza e ironia, in un'epica umanissima; un'intera civiltà, brulicante di vite, che si anima sulla pagina poco prima di sparire per sempre inghiottita dall'oggi.

[11/6] Dario Voltolini, FORAVÌA. UN TRITTICO (Feltrinelli, 2010, p. 95, € 11,-). Comincia tutto con un disguido - un appuntamento che salta. C'è una festa in un casolare sulle colline torinesi, e un invitato, Dario, che nonostante le precise indicazioni ricevute, non lo trova ed è costretto a passare la notte in macchina. Niente di più banale, se non fosse che Dario, nella lettera che oggi scrive a Luca, l'amico che lo aveva invitato alla festa, arriva a una inquietante e paradossale conclusione: quel giorno, quel sabato 27 ottobre 1990, non può essere esistito, eppure c'è stato. Ma nella lettera c'è di più: ci sono tutte le eccezioni, come le chiama il protagonista intendendo gli strappi alla regola nella quotidianità, di quella lunga giornata di quasi vent'anni prima. Soprattutto, c'è la constatazione che la Torino di una volta non esiste più: i capannoni appartengono all'archeologia industriale, i sindacalisti sono animali in via di estinzione, la volontà di cambiare volto alla città è un ideale abbandonato. Cosa rimane? Rimane solo il centro del racconto di quella lunga giornata, quando Dario, addormentandosi nel gelo della macchina in attesa che la luce del mattino gli indichi il punto in cui ha sbagliato, capisce di aver imboccato un'altra eccezione.

[11/6] Ornella Vorpsi, BEVETE CACAO VAN HOUTEN (Einaudi, 2010, p. 133, € 16,65).
I protagonisti di questi racconti sono colti nel momento in cui stanno compiendo una scelta difficile, mentre cercano di lasciarsi tutto alle spalle per poter ricominciare. Per piccoli tocchi concreti Ornela Vorpsi attraversa le molte facce dell'esilio, sia che si tratti di un incontro con la follia, del confronto con la morte che strappa brutalmente la vita di chi è giovane mentre rifiuta di prendere con sé chi è sfinito e non desidera che il riposo, sia che si tratti di un reale esilio geografico e culturale... Con la sua scrittura spaesata e sferzante, la scrittrice albanese racconta storie di uomini e donne, di paesi e di case, di vite svuotate, dell'energia di chi non ha più niente da perdere e tenta il tutto per tutto: vendere il poco che rimane per andarsene a Roma, lasciare l'amato soltanto perché è troppo bello, lasciarsi divorare dai sogni, o perdere il lume della ragione.

[5/6] Cristina Guarducci, NONCHALANCE (Fazi, 2010, p. 174, € 21,30). Una donna senza nome, con un bambino nato da un amore ormai finito. Un musicista nero, Jean Marie, spazzino di giorno e clarinettista jazz di notte. Due solitudini che s'incontrano una mattina in un parco, a Parigi, prima che lei si volti e ritorni al suo elegante quartiere, il Marais. In questo piccolo villaggio ritagliato nella metropoli, rifugio di inguaribili romantici e agiati bohémien, la sua vita prosegue lenta e tranquilla: c'è il piccolo Diego da accompagnare all'asilo; l'atelier che espone i suoi lavoretti in ceramica; ci sono George e Bess, la coppia di americani ricchi e alla moda. E c'è, soprattutto, l'imperturbabile "signore di Nation", l'amato-odiato psicanalista che in cambio delle sue confessioni le offre soltanto frustranti silenzi. Immersi in una routine apparentemente tranquilla, la donna e il musicista spazzino si cercano e si ritrovano in sale cinematografiche abbandonate a metà film per la fretta di gettarsi l'uno sull'altra, o nella penombra dei jazz club dove Jean Marie suona e coltiva altre mille relazioni parallele, senza che i due possano però rinunciare a un legame che, inizialmente esile come il caso, si rivela presto un nuovo, tenace motivo di speranza.

[5/6] Fabio Geda, NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI. STORIA VERA DI ENAIATOLLAH AKBARI (B.C. Dalai, 2010, p. 155, € 21,30). Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l'incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l'Iran, la Turchia e la Grecia. Un'odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l'ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia.

[5/6] Sebastiano Mondadori, UN ANNO FA DOMANI (Instar Libri, 2010, p. 254,
€ 19,30). Ambientato in una borghesia ricca e annoiata, "Un anno fa domani" comincia con un incidente d'auto (su cui rimarranno molti dubbi) in cui muore la moglie del protagonista del romanzo, Vittorio Congedo, medico affermato. Pochi mesi dopo, la sua vita sarà completamente trasformata: oltre a scoprire un'inattesa eredità milionaria lasciata dalla moglie, molto presto Vittorio si risposerà con una giovanissima paziente dalla quale avrà una figlia. Attorno a questo personaggio ossessionato e cinico si intrecciano le storie di sesso, amanti, aziende, denaro, lusso e uomini imprigionati in un'infelicità dorata in cui la famiglia ha perso ogni valore consolatorio. La storia si snoda su più livelli temporali, alternando al racconto principale le immagini delle vite dei suoi protagonisti. Ne esce un mosaico in cui la capacità di scrittura di Mondadori riesce ad affondare la lama nelle ipocrisie dei nostri giorni. Un romanzo contemporaneo che fa i conti con la perdita dei valori della nostra società.

[5/6] Antonio Moresco, GLI INCENDIATI (Mondadori, 2010, p. 182, ril., € 24,60). Un uomo "completamente infelice", nauseato dal mondo e dall'esistenza, prende la macchina e parte senza una meta. Si ferma in una località di mare, in un grande albergo, dove si nasconde e, come un insetto, spia la vita delle famiglie, delle persone in vacanza. Fa caldo, il mare è oleoso, l'atmosfera viscida e appiccicosa, l'afa genera piccoli incendi lungo la costa arida. Ma una notte scoppia l'allarme: un incendio gigantesco si avvicina, le fiamme incombono, i villeggianti fuggono dall'albergo. Così il protagonista, che riesce a mettersi in salvo su una collina da dove può rimirare lo spettacolo terribile del fuoco. Ma si sente osservato, si gira. Dietro di lui c'è una donna meravigliosa, che gli dice: "Guarda... ho incendiato il mondo per te!". E, subito dopo: "Vuoi bruciare con me?". Un istante ancora, e la donna è scomparsa. Comincia un'ossessione, un inseguimento.

[5/6] Elisa Ruotolo, HO RUBATO LA PIOGGIA (Nottetempo, 2010, p. 159, € 18,60). L'affresco di una provincia campana superstiziosa, una terra di mestieri inverosimili da tempi immemorabili. Storie di gente che vive tra le coppe di latta dei tornei di paese e l'oro, comprato nei vicoli di Forcella per rivenderlo in casa. Nel primo racconto il figlio dell'allenatore di una squadra che perde sempre entra al posto del centravanti e la squadra comincia a vincere. E vince tanto che cominciano a chiamarlo "Molto Leggenda". L'osservatore di un club lo seleziona, ma nei campi di serie A il ragazzo si perde. "Il bambino è tornato a casa" racconta di due sorelle, una lenta e una veloce, che preparano conserve piccanti e sognano con le telenovelas sudamericane, e del nipote Matteo, che scompare a nove anni e forse un giorno ritorna. Il ragazzino senza madre di "Guardami" abita con il padre e con Silvia, una ragazza che vive pulendo le case degli altri e nella loro si ferma. Cesare, l'amico di famiglia, si innamora di lei ma non riesce a dirlo. Il giovane narratore s'insinuerà in modo decisivo nello scambio silenzioso.


Audiolibri

[19/6] Giorgio Tirabassi legge Niccolò Ammaniti, CHE LA FESTA COMINCI (Emons, 2010, CD MP3, € 26,45)Durata complessiva 7 ore e 55 minuti,

[12/6] Michela Murgia legge ACCABADORA (Emons, 2010, CD MP3, € 26,45). Durata complessiva: 4 ore e 37 minuti.


Classici

Poesia


Gialli/thrillers/noir/fantascienza/fantasy:

[31/7] Valentina Pattavina, LA LIBRAIA DI ORVIETO (Fanucci, 2010, p. 244, € 21,30). Matilde, una quarantenne romana solitaria e dall'animo ferito, si reca a Orvieto per cercare rifugio. Viene accolta da una comunità semplice e compatta, da un gruppo variegato ed eterogeneo di persone le cui esistenze si intrecciano a formare una catena indissolubile. Al centro della vita di Matilde ci sono da sempre i libri, e adesso anche la libreria in cui le offrono lavoro, per metà antiquaria e per metà moderna. Le sue giornate si dipanano secondo ritmi lenti, a piedi o in sella all'inseparabile bicicletta, alla continua scoperta di scorci della città e dell'animo umano. Gli eventi e i passaggi di tempo sono scanditi dalle sue letture, come se tra le righe di un racconto o i versi di una poesia si nascondesse il mistero del suo dolore, i suoi bubboni mai risolti. Ma anche Orvieto ha i suoi segreti, celati nelle case, nelle viscere dei pozzi, nei boschi di castagni che la circondano. Sarà un castagno millenario e maestoso ad aprire e chiudere la storia, a mostrarci il corpo di un impiccato appeso a uno dei suoi rami, in una cornice oscura e dai contorni imperscrutabili; un fatto accaduto dieci anni prima e ormai dimenticato, che torna alla ribalta per un caso fortuito e condizionerà pesantemente le sorti dell'intera comunità.

[24/7] Luciano Marrocu, IL CASO DEL CROATO MORTO UCCISO (B.C.Dalai, 2010,
p. 172, € 17,30). 1934. Eupremio Carruezzo e Luciano Serra, poliziotti della Divisione Affari Generali e Riservati, conducono l'inchiesta sull'assassinio di un ustascia trovato morto nel suo appartamento romano. Della faccenda si interessa anche il loro capo supremo, Arturo Bocchini. Dai rapporti di un informatore politico - che nella sua veste pubblica è un esponente di punta dell'antifascismo italiano a Parigi - è infatti emerso un piano per uccidere il re Alessandro di Jugoslavia, che i nazionalisti croati considerano il principale ostacolo alla conquista dell'indipendenza. Tra discussioni metafisiche e incontri stravaganti, le indagini portano Carruezzo e Serra nella capitale francese, città fosca e misteriosa, popolata di fuoriusciti e spie internazionali, in una Barcellona inquieta, dove tutto pare alludere alla guerra civile lì da scoppiare, e infine a Marsiglia, teatro degli avvenimenti decisivi. A Roma, ad attenderli al rientro dalla missione, ci sarà Mussolini in persona.

[13/7] Domenico Cacopardo, AGRÒ E LA DELIZIOSA VEDOVA CARPINO (Marsilio, 2010, p. 253, € 21,95). Agli inizi del 1991, al sostituto procuratore Italo Agrò, appena trasferito a Roma, viene assegnata come primo caso l'inchiesta sulla morte del commerciante di gioielli Abramo Carpino, trovato morto nella sua Mercedes davanti all'ingresso di casa. I sospetti del fratello del defunto, Aaron, si indirizzano sulla vedova, vista teneramente abbracciata a un uomo. Ma le indagini fanno scoprire ad Agro che non tutto è come sembra nella vicenda e che la verità potrebbe essere assai più complessa. Sarà durante una forte nevicata che blocca tutti gli indiziati nella villa di famiglia che Agrò, interrogandoli uno alla volta e incrociando le deposizioni come nella migliore tradizione del giallo classico, risolverà il caso.

[13/7] Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, ACQUA IN BOCCA (mimimum fax, 2010,
p. 108, € 13,30). l commissario Salvo Montalbano incontra l'ispettrice Grazia Negro in un gioco, un esperimento, una collaborazione letteraria senza precedenti: i due "re" del giallo italiano contemporaneo, entrati in contatto durante le riprese del documentario "A quattro mani" (Minimum Fax Media 2007), uniscono le forze e regalano ai lettori una storia che vede protagonisti i loro personaggi di maggior successo. A metterli in contatto è un insolito omicidio in cui la vittima viene ritrovata con un pesciolino in bocca: il caso è nelle mani di Grazia Negro, che, resasi conto di non trovarsi di fronte a un delitto di ordinaria amministrazione, chiede aiuto al collega siciliano. Un romanzo dalla struttura insolita e non convenzionale: un collage di lettere, biglietti, ritagli di giornale, rapporti e verbali, "pizzini" che fanno rocambolescamente la spola fra i due detective,stimolando e accompagnando il lettore nella ricostruzione dell'indagine, che si conclude con un finale mozzafiato. Una jam session fra due narratori geniali che si divertono a far interagire il loro immaginario e il loro stile, una lettura unica per gli amanti del poliziesco e del noir. Gli autori hanno scelto di devolvere i proventi derivati dai diritti d'autore per sostenere progetti di beneficenza.

[13/7] Gabriella Genisi, LA CIRCONFERENZA DELLE ARANCE. LA PRIMA INCHIESTA DELLA COMMISSARIA LOLÌ (Sonzogno, 2010, p. 218, € 22,60). Se avesse paura delle maldicenze di colleghi e notabili, non avrebbe certo scelto di fare il poliziotto. E invece ha deciso di seguire con spavalderia la propria vocazione: combattere le prepotenze, riportare l'ordine nella vita degli altri, farsi rispettare dai maschi senza rinunciare a nessuna delle vanità del proprio sesso. Perché mai dovrebbe rinunciare alla cura della bellezza e della cucina, doti di una vera donna del Sud? Ma in quella vigilia natalizia anche per lei le cose si fanno terribilmente complicate. E sì che tutto era cominciato alla grande: da anni non si ricordava un dicembre così caldo, se n'era andata in questura scoperchiando il tetto della sua Bianchina con un CD di Roberto Murolo a tutto volume. Al commissariato, però, l'attende una sorpresa. C'è un arrestato, le dicono, uno stimato professionista, con il golfino di cachemire e le mani tanto curate, accusato di violenza sessuale. Ordinaria amministrazione. Almeno finché Lolì non incrocia lo sguardo dell'incriminato. Quell'uomo lei lo conosce bene. E subito capisce che, oltre a far trionfare la giustizia, questa volta dovrà anche difendere se stessa.

[13/7] Paolo Roversi, PESCEMANGIACANE (Edizioni Ambiente, 2010, p. 167, € 19,95). Un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po. È qui che uccide le sue vittime con un macabro rituale e le fa ritrovare con la testa infilata nella sabbia. A indagare sugli omicidi sono il magistrato Federica Della Lovere, bella e grintosa, e il burbero maresciallo Barillà, del Cta, il Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente di Milano. E sullo sfondo, il grande fiume malato, il "cocaine river" nelle cui acque si concentra tutta la cocaina consumata nell'Italia settentrionale. Un fiume depredato e sfruttato: dai furti sistematici di sabbia alle discariche abusive nelle golene, dai rifiuti tossici alle secche che danneggiano le colture, fino alle piene, ogni anno più terrificanti e disastrose. E poi ancora i ricordi della gente del fiume, e le parole di un vecchio pescatore che ha negli occhi la piena del 1951 e nelle mani una canna per catturare il pesce siluro, il nuovo Marlin del Po.

[12/6] Andrea Camilleri, LA CACCIA AL TESORO (Sellerio, 2010, p. 273, € 18,60). Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.

[12/6] Fulvio Ervas, FINCHÉ C'È PROSECCO C'È SPERANZA (Marcos y Marcos, 2010, p. 301, € 21,95). Ferragosto di fuoco per l'ispettore Stucky: in gita tra le colline del prosecco con le belle vicine di casa, si sveglia in un letto non suo, in posizione non consona. Unica certezza, le stelle. Di ritorno a Treviso, cercando conforto tra i calici, trova il suo oste di fiducia malinconico: non si capacita del suicidio plateale del conte Ancillotto, fornitore di vini d'eccellenza. Perché dovrebbe suicidarsi, un uomo che ama le donne, camminare, guardare il fuoco e, naturalmente, il vino? Mentre Stucky indaga a modo suo, conversando con la governante, l'amante a cottimo e il prete, piomba in paese Celinda Salvatierra, tellurica come le terre andine da cui proviene. I l'unica erede del conte Ancillotto, e semina il panico tra i viticoltori minacciando di sradicare le vigne per impiantare filari di banani a perdita d'occhio. In una notte di temporale, tre colpi di pistola si confondono con i tuoni. L'ingegner Speggiorin, direttore del cementificio, cade nel fango per sempre. Stucky intravede i soliti intrighi mondani dietro queste morti innaturali corna, rivalità, vendetta - ma sa che la vera risposta è nei gas, nel vento. Nelle bollicine del prosecco, nella polvere che si innalza dai camini del cementificio e si posa su insalate, acque, grappoli dorati. Nella ruggine che il matto del paese gratta sulle tombe dei concittadini, impartendo benedizioni, ma anche "fra-gnoccole a destra e a sinistra con palo di robinia..."

[12/6] Giancarlo Narciso, SOLO FANGO (Edizioni Ambiente, 2010, p. 271, € 21,30). Chi ha ucciso chi e perché. Questi gli interrogativi che dominano l'ennesima indagine di Butch Moroni, nello scenario apparentemente rassicurante di Arco e Riva del Garda. Incaricato di ritrovare una persona scomparsa, Butch deve ben presto fare i conti con una catena di omicidi in cui niente è come sembra. Attivisti ambientali impegnati a scongiurare disastri ecologici, presunti colpevoli e colpevoli dichiarati, vecchi amici e nuovi arrivi, politici corrotti e protagonisti dal colposo passato. E al centro, una discarica di rifiuti in procinto di spazzare via interi paesi. Un'indagine serrata che svela un Trentino differente, anch'esso risucchiato nella melma della criminalità ambientale e degli interessi politici, che sembra aver dimenticato duecentosessantotto persone morte venticinque anni fa. In uno scenario tragicamente reale, tra sospettati eccellenti e inquirenti poco interessati a scoprire la verità. Perché "la verità è la fuori, di fronte agli occhi di tutti. Basta volerla vedere".

[11/6] Giuseppe Pederiali, CAMILLA E IL RUBACUORI (Garzanti, 2010, p. 313, ril.,
€ 23,40). Camilla Cagliostri ha due problemi. A Modena è arrivato il nuovo questore, la bolognese Caterina Bergonzini, che vuole rimetterla in riga, perché Camilla è una poliziotta molto brava (fin troppo) ma conduce le indagini alla sua maniera, con molta spregiudicatezza - per non parlare della sua vita privata. Secondo problema, c'è una nuova difficile inchiesta: due belle ragazze ferocemente mutilate e uccise. Per fortuna c'è una nota positiva: da Napoli è arrivata Danila, la sorella minore del suo collega Donato, e sta cercando lavoro a Modena. L'indagine porterà l'ispettore Cagliostri alla scoperta di un traffico losco e terribile. E tuttavia, nel corso di giorni e notti assai difficili e ricche di eventi imprevedibili (e malgrado la rivalità con "la questora"), Camilla continuerà a godersi la vita, e tutti i suoi piaceri.

[11/6] Hans Tuzzi, L'ORA INCERTA FRA IL CANE E IL LUPO (Bollati Boringhieri, 2010, p. 165, € 19,95). Marzo 1985: nei campi ancora innevati alla periferia sud di Milano, sotto l'antico campanile dell'abbazia di Chiaravalle, viene trovato il cadavere sfigurato di una giovane donna. Inizia così la nuova inchiesta del commissario Melis, un'inchiesta che porterà passo dopo passo lui e i suoi uomini nel mondo del giornalismo e della più o meno alta finanza. E dei suoi legami più o meno occulti. Ma se, una volta appurata l'identità della vittima, le domande fondamentali sono quelle classiche - chi e perché - altri più sottili e inquietanti interrogativi tormentano Melis, sullo sfondo di una Milano che reca ancora ben visibili le tracce della grande nevicata che in gennaio bloccò per giorni le attività cittadine. E questi dubbi chiamano in causa gli affetti, le ambizioni e il potere di una società che sembra irrimediabilmente votata al degrado: per scoprire, alla fine, che solfato nei semi delle carte i cuori sono più forti dei danari.

[5/6] Lorenzo Calza, LA COMMEDIA È FINITA
, illustrazioni di Roberto Zaghi (Robin, 2009, p. 320, € 15,95). Algo Lenzi, ex-reporter di guerra in pensione, si trova a indagare sulla misteriosa catena di delitti che insanguina una famiglia di ceceni immigrati in Italia. Con l'aiuto di Zambo - amico fidato ed eccentrico - e della moglie Bea, s'immergerà in una realtà torbida, dai risvolti oscuri. Applicherà all'indagine la grande esperienza maturata nei territori di guerra di mezzo mondo. Sulla sua vita incombe un'ombra funesta. Dietro un indizio se ne cela sempre un altro, e un altro ancora, in un gioco a incastri, costellato di vittime e carnefici, che apre sempre nuovi scenari. Fino alla scoperta della verità finale.

[5/6] Raul Montanari, STRANE COSE, DOMANI (B.C.Dalai, 2010, p. 279, ril., € 23,25). Si può essere assassini e innocenti? Danio fa lo psicologo, è separato e ha un figlio, nervoso come tutti i ventenni. Ha anche una giovane fidanzata, e le pazienti che affollano il suo studio lo adorano. Fin troppo. Ma, soprattutto, Danio ha un segreto: è un assassino. Un assassino per caso. Nessuno lo sa tranne la sua ex moglie, l'enigmatica, magica Eliana. Il ritrovamento di un diario, abbandonato in un parco da una ragazzina, rompe il delicatissimo equilibrio che governa le sue giornate. Coinvolto in un odioso dramma famigliare, pressato dalla coscienza e seguito ovunque da un bizzarro e indimenticabile detective privato, Danio dovrà difendere se stesso e le persone che ama da una minaccia inattesa, fino a una resa dei conti rivelatrice per il senso stesso della sua esistenza.

[5/6] Valerio Varesi, IL COMMISSARIO SONERI E LA MANO DI DIO (Frassinelli, 2009, p. 279, € 23,95). Un paese isolato dell'Appennino emiliano, vicino a un passo percorso un tempo dai pellegrini per Roma e ora battuto da "spalloni" della droga; una strana comunità, che ha tagliato le comunicazioni con il mondo; un losco imprenditore, legato al traffico di quella droga, trovato morto sotto il più antico ponte di Parma. Stavolta il commissario Soneri ha per le mani un caso tra i più spinosi della sua carriera, anche perché le sue indagini lo mettono a confronto con un uomo di Dio, uno strano prete dalla fede eversiva, finito tra quei monti per punizione.


Libri per ragazzi

[14/7] Silvano Agosti, IL RITORNO DI PINOCCHIO (Salani, 2010, p. 126, ill., € 15,95). Una città, una bambina, una notte. Alla finestra bussa un bambino, chiede di entrare e dice di essere Pinocchio... È l'inizio di un'altra storia. Un'avventura speciale di incontri, di scoperte, di amicizia per le strade della città e della vita. "Il ritorno di Pinocchio" celebra la scoperta del mondo con occhi infantili, ribelli alle convenzioni della società e della cultura. Un viaggio notturno e visionano con lo sguardo del bambino che è in tutti noi, il distillato di tutti i temi più cari a Silvano Agosti. Età di lettura: da 10 anni.

[14/7] Silvia Forzani e Gianni Tacconella, GIRO GIROTONDO. FILASTROCCHE E CONTE (Girotondo, 2009, p. 32, ill., € 13,25). Rime, suoni, ritmi, magiche parole: Giro girotondo, Ambarabà ciccì coccò, Pimpirulin piangeva, C'era un gatto! Una divertente raccolta di alcune delle più belle conte e filastrocche della tradizione popolare italiana, illustrate con spirito giocoso e ironico, con colori vivaci, allegri e scoppiettanti. Si sfidano in gare di abilità, reinventano, modificano e giocano con le parole, creando percorsi di fantasia fondati sul ritmo, il suono, la rima, le assonanze, il nonsense e il corpo, che stimolano la creatività e consentono di conservare e mantenere vive le tradizioni popolari e divertirsi allegramente!Come antiche formule magiche tramandate per secoli, ancora oggi quando i bambini si trovano per giocare usano le conte e le filastrocche per decidere a chi tocca o chi deve dare inizio al gioco.

[14/7] Franz Kafka, LA METAMORFOSI (Gallucci, 2010, p. 101, ill., € 17,30). Nella traduzione di Franco Fortini e disegni di Filippo Sassòli.

[14/7] Fabian Negrin, FAVOLE AL TELEFONINO (Orecchio acerbo, 2010, p. 28, ril., ill., € 17,95). "Con la loro estrema malleabilità e capacità di trasformazione, le fiabe trasportano da una generazione all'altra, dall'adulto al bambino, un nucleo narrativo immortale la cui origine si perde nella notte dei tempi, fino a confondersi con l'origine dell'uomo. Sono vere e proprie forme di vita preistoriche che portiamo dentro di noi. Cercare di contenerle dentro i 160 caratteri di un sms è un omaggio giocoso e, al tempo stesso, il tentativo di dare un piccolo aiuto al loro viaggio verso il futuro. Con la speranza che le fiabe ci portino con loro. " (F. Negrin) Età di lettura: da 4 anni.

[14/7] Darwin Pastorin, I SEGRETI DEI MONDIALI (Gallucci, 2010, p. 69, ill., € 13,05).
I mondiali come non ti sono mai stati raccontati. Edizione dopo edizione, il mistero del malore di Ronaldo e quello di una borraccia avvelenata; gli 11 tocchi magici di Maradona e un gol entrato nella leggenda; il perché del rigore sbagliato da Baggio contro il Bbrasile e il motivo della testata di Zidane a Materazzi. Questi e altri segreti del grande calcio svelati in una narrazione piena di sorprese. Età di lettura: da 9 anni.


Fumetti

[12/6] Marco Rizzo e Lelio Bonaccorsa, PEPPINO IMPASTAT0. UN GIULLARE CONTRO LA MAFIA (BeccoGiallo, 2009, p. 128, € 18,60). Dai microfoni di Radio Aut, con l'arma tagliente della satira, poche settimane prima del suo assassinio Peppino Impastato attacca ancora una volta i mafiosi di Cinisi, e in particolare il terribile boss Tano Badalamenti. Come nel film "I cento Passi" e ora a fumetti, dalle reazioni degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze inedite di amici e parenti, ecco il ritratto del giovane Peppino: amico sincero in prima linea nella lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed esempio di impegno civile per i più giovani, figlio coraggioso che ha rinunciato al retaggio mafioso della famiglia, seccatura da levare di mezzo il prima possibile, nell'interesse dei mafiosi e dei politici locali.


Critica letteraria/saggistica letteraria

[31/7] Filippo La Porta, UNO SGUARDO SULLA CITTÀ. GLI SCRITTORI ITALIANI CONTEMPORANEI E I LORO LUOGHI (Donzelli, 2010, p. 123, €21,30). Ventitré interviste ad altrettanti scrittori italiani. Il tema: la città, quella in cui vivono o sono vissuti. L'intento: tracciare una mappa letteraria del nostro paese nel terzo millennio. L'assortimento degli scrittori è composito: alcuni molto noti (Culicchia, Fois, Parrella, Albinati, Pascale, Cappelli, Bettin, Covacich), altri cosiddetti "di genere" (Morchio e Vichi), altri ancora quasi esordienti (Di Iacovo, Pianesi). Il percorso lungo cui Filippo La Porta, critico tra i più rigorosi e agguerriti - a partire da un progetto di esplorazione dello spazio urbano avviato da Anci Rivista -, accompagna ogni autore, mira a intrecciare il profilo individuale di ciascuno di loro con una sorta di ricognizione storico-critica delle molteplici rappresentazioni letterarie delle città in cui vivono. Ed ecco che la letteratura, spinta ai margini nell'epoca dei linguaggi audiovisivi, si prende una rivincita e mostra la sua vocazione a rappresentare la realtà. Molti romanzi italiani di questi anni hanno saputo raccontare le complesse trasformazioni del nostro paese, e in qualche caso hanno intuito momenti di svolta e di rottura anche traumatici. Oggi i dipartimenti di architettura invitano gli scrittori per descrivere meglio il territorio, e i grandi quotidiani si affidano a loro per i reportage sui quartieri urbani.

[14/7] Massimo Onofri, IL SECOLO PLURALE. PROFILO DI STORIA LETTERARIA NOVECENTESCA (Avagliano, 2010, p. 307, € 21,30). Se c'è un secolo che è stato davvero plurale - nei valori e nei disvalori, nelle idiosincrasie, nelle opzioni culturali e stilistiche -, questo è stato il Novecento. Un secolo tutt'altro che breve e che, culturalmente e ideologicamente, non è mai finito di finire. Un secolo che, se ha celebrato la letteratura nella sua autonomia categoriale, della lettetatura ha dovuto constatare invece tutte le compromissioni con le nuove scienze umane, tutte la sua impurità. Un secolo che, nonostante gli infiniti parricidi, continua a proiettare la corrusca luce dei suoi padri fondatori sul nostro presente. Di tutto questo, in una scrittura elegante e nervosa, ellittica e risentita, Massimo Onofri ha fatto appassionato e originale racconto: narrando idee e movimenti come fossero personaggi, e le persone e i personaggi come fossero idee. Racconto che, proprio là dove più pare crescere dentro la sua narrativa fiamma, non rinuncia ai doveri, che restano sempre gli stessi, d'ogni vera e nuova storia letteraria.

[11/6] Giulio Mozzi, (NON) UN CORSO DI SCRITTURA E NARRAZIONE (Terre di mezzo, 2009, € 18,90). "Questo libro tenta di presentare l'attività dello scrivere e del narrare come una normale attività umana, buona per la vita come sono buoni per la vita il far da mangiare, l'andare a spasso e il conversare con le amiche e gli amici. Anche per questo il discorso è un po' divagante, come sono divaganti la conversazione con gli amici e l'andare a spasso. E anche per questo i discorsi più o meno teorici, i commenti a testi, l'illustrazione di regole e criteri si mischiano continuamente con ricordi di lezioni, pezzi d'autobiografia, conversazioni notturne con amici e colleghi" (G. Mozzi)


Linguistica / woordenboeken

[12/6] Gian Luigi Beccaria, IL MARE IN UN IMBUTO. DOVE VA LA LINGUA ITALIANA (Einaudi, 2010, p. 239, € 23,95). "Che lingua fa", dove sta andando l'italiano? Come si parla, come si scrive? Si governa male la sintassi, si fanno errori marchiani di ortografia. Il mare della nostra ricca, duttile, stratificata, bellissima lingua, si dissecca spesso nelle strettoie di rigagnoli magri. Nello stesso tempo molti settori stanno imboccando le vie opposte dell'enfasi, dove un italiano ipereccitato strafa e stradice. Anche la stessa "fonografia realistica" che riscontriamo nella narrativa, nei nostri romanzi che simulano tutti allo stesso modo il parlato, comincia a mostrarsi eccessiva. Meglio potare il troppo e lo spreco, riuscire a "far passare il mare in un imbuto", diceva Calvino, fissare un onesto numero di mezzi espressivi e con quelli cercare di dire qualcosa di meno generico, più ricco e complesso. Nel libro largo spazio è dedicato alla grammatica, ai dubbi quotidiani di lingua, ai momenti di "rigidezza" della norma e ai momenti di "libertà" dell'uso. E intanto si mettono in rilievo gli inganni e i sortilegi della parola, eufemismi e falsità, equivoci, etimi e storie curiose, locuzioni idiomatiche vive o malvive, parole perdute, percorsi e prospettive dell'italiano contemporaneo, contatti con altre lingue, l'anglomania in corso, le polemiche e i dibattiti attuali su lingua e dialetto, i linguaggi settoriali, dal politico allo sportivo alle parole dei giovani; infine i libri, la poesia e la prosa, il leggere e lo scrivere.


Apprendimento della lingua - taalverwerving

[14/7] R. Avvisati e.a., ITALIANO, LINGUA NOSTRA. PERCORSI DI INTEGRAZIONE LINGUISTICA. LIVELLO A2 a cura di Lorenzo Rocca (Guerra, 2010, p. 135, ill., € 31,90).

[14/7] Fabio Caon, PAROLE IN VIAGGIO + cd audio delle canzoni (Guerra, 2010, p. 154, ill., € 23,25). La collana "CDlibri" è nata per permettere di usare la musica nell'insegnamento dell'italiano.

[14/7] Carlo Guastalla e Ciro Massimo Naddeo, DOMANI 1. A1. CORSO DI LINGUA E CULTURA ITALIANA + dvd (Alma, 2010, p. 224, ill. € 23,80). Seguono ancora 2 livelli superiori: A2 e B1).

[12/6] Carlo Collodi, PINOCCHIO, IL GATTO E LA VOLPE (Hoepli, 2009, p. 74 + cd audio, € 12,45). Livello A2/B1.

[12/6] Loredana La Cifra, OMICIDIO NEL CASTELLO (Hoepli, 2009, p. 80 + cd audio,
€ 12,45). Livello A2.

[12/6] Lucilla Landolfi, LEONARDO DA VINCI (Hoepli, 2009, p. 60 + cd audio, € 12,45). Livello B1.


Arte/Architettura


Fotografia



Teatro/cabaret


Cinema; video/dvd


Musica



Storia - Geschiedenis

[31/7] Sergio Rizzo, LA CRICCA. PERCHÉ LA REPUBBLICA ITALIANA È FONDATA SUL CONFLITTO D'INTERESSI (Rizzoli, 2010, p. 265, ril., € 25,25). Quando si nomina il conflitto d'interessi il pensiero corre subito a Silvio Berlusconi, al suo strapotere televisivo, alle leggi ad personam. Ma Berlusconi è solo l'ultimo erede di un sistema consolidato, che coinvolge tutti: politici, professionisti, manager, sportivi, giornalisti... E i casi si sprecano: politici che rivestono doppi o tripli incarichi e approvano leggi per favorire se stessi o le proprie imprese; professori universitari che utilizzano gli atenei come beni di famiglia, truccando concorsi per collocare i parenti; imprenditori che siedono in CdA di banche che prestano soldi alle loro aziende. Il conflitto d'interessi fiorisce nelle aziende pubbliche, tra i magistrati, nel mondo dello sport e, inutile dirlo, in televisione, dove non averne uno, anche piccolo, significa essere destinati a non fare carriera.

[14/7] Francesco Barbagallo, STORIA DELLA CAMORRA (Laterza, 2010, p. 311,
€ 23,95). Assurta agli on ori della gloria mediatica con Roberto Saviano, soffusa di racconti e leggende sulle sue origini, a distanza di più di un secolo dalla sua nascita nei vicoli di Napoli la camorra non è mai stata studiata nel suo percorso. Questo è il primo tentativo di stilare una sua storia complessiva da inizio Ottocento fino ai giorni nostri, di seguirne i costumi, le regole, la mentalità, gli affari, gli intrecci con la politica e con le altre organizzazioni criminali, fino a tessere quella rete che oggi gestisce un enorme patrimonio e investe nei settori più redditizi dell'economia e della finanza. Dal tempo dei Borboni, quando inizia la sua attività delinquenziale e si da un'organizzazione, l'onorata società gestisce le estorsioni su quasi tutte le attività produttive, i mercati, le case da gioco, la prostituzione. La storia sembra scivolarle addosso, nonostante le repressioni postunitarie e l'impegno dei grandi intellettuali che hanno lottato per portare la questione meridionale al centro dell'interesse del nuovo Stato unitario, nonostante ogni tentativo di farle terra bruciata attorno. Nel corso degli anni non cessa di evolversi tra corruzione e clientele, accaparrando nuovi spazi di azione e nuove forme ben più consistenti e di più ampio respiro rispetto ai suoi tratti storici. Oggi la camorra ha circa 6000 affiliati, i suoi utili sono calcolati in 13 miliardi di euro, in un quindicennio il suo fatturato si sarebbe quintuplicato. Non è il frutto del sottosviluppo, tutt'altro.

[14/7] Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, L'AGENDA NERA DELLA SECONDA REPUBBLICA. VIA D'AMELIO 1992-2010. UN DEPISTAGGIO DI STATO (Ciarelettere, 2010, p. 449, € 19,95). La verità su via D'Amelio è ancora lontana perché è stata insabbiata. Un falso pentito ha retto ben sei processi e due sentenze della Suprema corte. Perché? Com'è possibile che investigatori considerati pilastri dell'antimafia abbiano dato credito a un'assurdità così clamorosa? Lo Bianco e Rizza ce lo raccontano fotografando questi ultimi 18 anni di complici mistificazioni. "L'agenda nera" si apre sul teatro della strage, ne ricostruisce i retroscena raccontandone, per la prima volta, le indagini, i processi, la fiera di dichiarazioni, ritrattazioni, arresti e minacce. E il ribaltone politico che ha portato alla nascita di Forza Italia. Fino alla nuova inchiesta di Caltanissetta che vede indagati alti ufficiali di polizia. In attesa degli esiti dell'indagine, una domanda che nasconde verità scomode si impone: agirono da soli? Dietro la falsa pista Scarantino, secondo i pm, potrebbe celarsi un progetto eversivo per nascondere i mandanti occulti della strage. La verità la chiedono i familiari e i cittadini che in Borsellino hanno visto il simbolo più alto delle istituzioni. Quelle stesse che probabilmente lo hanno tradito. Chiude il libro un'intervista al procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo.

[14/7] Corrado Stajano, L'ITALIA FERITA. STORIE DI UN POPOLO CHE VORREBBE VIVERE SECONDO LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA (Cinemazero, 2010, p. 274, € 19,95). "L'Italia ferita ricorda quel che è accaduto in un pezzetto del Novecento (quasi trent'anni) così come l'ho vissuto scrivendone sui giornali, pubblicando libri, firmando documentari, prendendo parte a dibattiti che in quel momento erano al centro della vita collettiva. Nel tentativo, soltanto, di contribuire a far sì che il Paese cancellasse antichi bubboni e imboccasse sul serio la via della democrazia inaugurata ufficialmente dopo la seconda guerra mondiale con la nascita della Repubblica, ma rimasta incompiuta. "L'Italia ferita" racconta del Sud e della mafia, delle battaglie dei giudici per l'applicazione della legge, della P2, degli attentati alla Repubblica e alla sua Costituzione costata sangue e dolore, e di molti altri momenti cruciali della storia del nostro paese. Sono pagine popolate di personaggi, uomini che portano il peso della responsabilità della regressione politica e civile del Paese, ma anche maestri dell'altra Italia degna di se stessa che non è riuscita a imporre a tutta la comunità il proprio modello di moralità e di intelligenza." (C. Stajano)

[14/7] Marizio Torrealta, LA TRATTATIVA (Rizzoli, 2010, p. 675, € 17,30). Gli attentati mafiosi a Falcone e Borsellino possono sembrare ormai lontani nel tempo e slegati dall'orizzonte di oggi, tuttavia quegli avvenimenti e il periodo di violenza che seguì non hanno smesso di riguardarci. Nonostante gli arresti illustri e la fine dell'era delle bombe, l'esistenza di una trattativa tra alcuni esponenti delle istituzioni e la mafia è un argomento assolutamente attuale. Non solo P2, Sisde, politici ormai lontani dalla scena, ma nuovi pentiti, nuove dichiarazioni e nuovi processi gettano continue ombre sulla salute della nostra vita politica. Maurizio Torrealta ricostruisce, mettendo in fila date, crimini, leggi, incartamenti e deposizioni, un affresco d'Italia inquietante e spietato. Uscito per la prima volta nel 2002 da Editori Riuniti, La trattativa viene ora riproposto in BUR in una nuova edizione totalmente aggiornata, con un'introduzione di Pietro Ingroia, tra i massimi protagonisti della lotta alla mafia. Prefazione di Walter Veltroni.

[19/6] Enrico Deaglio, IL RACCOLTO ROSSO 1982-2010. CRONACA DI UNA GUERRA DI MAFIA E DELLE SUE TRISTISSIME CONSEGUENZE (Il Saggiatore, 2010, p. 379, € 22,60). Questo libro è un lungo viaggio cominciato quasi trent'anni fa. La prima immagine viene da Palermo: un altoparlante fissato al tettuccio di una piccola Fiat 127 che diffonde l'Inno alla Gioia di Beethoven e i braccianti che si scoprono il capo di fronte alla bara. Erano gli epici funerali del comunista Pio La Torre ucciso dalla mafia. Poi vennero Dalla Chiesa, Buscetta, Falcone, Riina, Provenzano, Borsellino, Andreotti, la più spaventosa catena di bombe e delitti che un paese d'Europa abbia conosciuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Era il "raccolto rosso": la mietitura con sangue. I tempi in cui sembrava che stesse per venire giù tutto, ma anche che avremmo potuto vincere e liberarci di Cosa Nostra. Enrico Deaglio ha ripreso il viaggio da dove lo lasciò nel lontano 1993, per raccontare il più imprevisto secondo tempo del film. Un lungo inganno perpetrato ai nostri danni, la trattativa segreta tra i vertici dello Stato e quelli della mafia, la Seconda repubblica nata nel sangue e sugli schermi della televisione. Qui compaiono attori che nel primo tempo non si erano visti sulla scena: Ciancimino jr., Berlusconi, Dell'Utri, Gardini, Mangano, gli enigmatici fratelli Graviano e il loro killer di fiducia Gaspare Spatuzza. Misteri, trattative, soldi che hanno accompagnato l'ascesa economica e politica del crimine: ovvero le tristissime conseguenze di una lontana guerra di mafia. Questa è una storia d'Italia che era destinata a rimanere sconosciuta.

[19/6] Nicola Fano, GARIBALDI. L'ILLUSIONE ITALIANA (B.C. Dalai, 2010, p. 206, € 23,25). La vita di Garibaldi contiene alcuni grandi sogni (molto attuali) e alcune grandi delusioni (altrettanto attuali): gli uni e le altre nascosti nelle sue avventure che forse vanno rilette sotto nuova luce. Si tratta di parlare dell'Italia, della sua identità mancata e dell'incompletezza degli italiani. Ma anche di un Paese e una classe politica (noi, oggi, nel 2010) che hanno rotto ogni legame con la propria storia e la propria memoria comune. Insomma, la vita di Garibaldi incarna l'illusione italiana. L'educazione guerrigliera e sentimentale in America Latina come un Che Guevara di inizio Ottocento; poi la guerra solitaria del 1848 e la mitica difesa di Roma nel 1849; i Cacciatori delle Alpi e la pazzia dei Mille a regalare mezza Italia ai Savoia; e ancora, l'Aspromonte, Mentana e l'ultima vittoria, a Digione, sessantacinquenne in carrozzina sotto le insegne francesi: tutta la vita dell'eroe è segnata da due parole, Italia e Libertà. Ma davvero Italia e Libertà sono accomunabili? Garibaldi ha perso, regalando il suo Paese a un re vanitoso e a un primo ministro per cui il compromesso era tutto. Ha perso arroccandosi a Caprera, quasi un auto-esilio voluto, invece di puntare su Roma. Che cosa sarebbe successo, alla fine del 1860, se decine di migliaia di bergamaschi e napoletani, milanesi e siciliani, genovesi e calabresi fossero entrati a Roma completando finalmente la rivoluzione italiana.

[12/6] Attilio Bolzoni, FAQ MAFIA (Bompiani, 2010, p. 249, € 15,95). Che cosa è la mafia? Da quanto esiste la mafia? Quando spara? Quando tace? Come uccide e come pensa. Com'era e com'è. Le sue leggi i suoi riti, le sue donne, i suoi capi. E i suoi misteri. Dai silenzi di una Palermo "felicissima" alla morte di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino: stragi di mafia ma non solo di mafia. Attilio Bolzoni risponde alle domande più semplici e a quelle dimenticate, presentando un ritratto lucido e aggiornato di Cosa Nostra e dei suoi intrecci con la politica e gli apparati. Patti e ricatti, latitanze infinite, depistaggi di Stato. Un lungo viaggio dentro e intorno alla mafia siciliana. Come è stata difesa dalla Chiesa. Come è entrata nella finanza. Come è stata raccontata dalla letteratura e dal giornalismo. Come l'hanno rappresentata il cinema e la tivù. La trama, lunga un secolo e mezzo, di un'associazione segreta sempre favorita dal potere.

[12/6] Giovanni Fasanella e Rosario Priore, INTRIGO INTERNAZIONALE. PERCHÉ LA GUERRA IN ITALIA. LE VERITÀ CHE NON SI SONO MAI POTUTE DIRE (Chiarelettere, 2010, p. 195, € 18,60). L'indicibile della storia italiana. La domanda di fondo è: perché l'Italia dal 1969 è stata funestata dal terrorismo e dalla violenza politica con centinaia di morti e migliaia di feriti? Perché solo nel nostro paese? Tutte le inchieste giudiziarie hanno dato finora molta importanza al ruolo dei servizi segreti deviati, della P2, della Cia. Risultato: nessuna verità giudiziaria, nessuna verità storica. Rosario Priore, il magistrato che si è occupato di eversione nera e rossa, di Autonomia operaia, del caso Moro, di Ustica, dell'attentato a Giovanni Paolo II, qui prova a rispondere cambiando completamente scenario. E strumenti di analisi. Grazie ad anni di ricerche, testimonianze, prove, carte private, incontri con ex terroristi, agenti segreti e uomini politici anche stranieri, Priore ricostruisce uno scenario internazionale inedito per spiegare il terrorismo e la strategia della tensione in Italia, testimoniando la verità che finora nessuno ha potuto certificare attraverso le sentenze. Colpita la manovalanza (e non sempre), la giustizia si è infatti dovuta fermare senza arrivare a scoprire il livello più alto dei responsabili. Siamo stati in guerra, senza saperlo. L'egemonia del Mediterraneo, il controllo delle fonti energetiche ci hanno messo in rotta di collisione con l'asse franco-inglese che non ha mai sopportato il nostro rapporto privilegiato con la Libia. Ecco chi era il terzo giocatore dopo Urss e Stati Uniti.

[11/6] Antonio Gibelli, BERLUSCONI PASSATO ALLA STORIA. L'ITALIA NELL'ERA DELLA DEMOCRAZIA AUTORITARIA (Donzelli, 2010, p. 121, € 16,65). È legittimo parlare di «età berlusconiana» allo stesso modo in cui si parla di «età crispina» o di «età giolittiana»? E quando comincia questa età? Quali ne sono i precedenti, lo svolgimento, i connotati fondamentali? Quali il bilancio e il possibile epilogo? A queste domande tenta di dare risposta il saggio di Antonio Gibelli. Egli immagina di dover raccontare ai suoi studenti, in un breve corso sulla storia d’Italia dall’Unità a oggi, gli ultimi quindici anni. Il quadro che ne scaturisce legittima l’idea che Silvio Berlusconi possa ragionevolmente pretendere di «intestarsi un’epoca». Dando prova di qualità non comuni (a cominciare dalla tenacia), in contrasto con l’apparente modestia della sua figura, il leader lombardo ha portato al potere la destra proprio nel momento in cui essa sembrava più debole, scompaginata e priva di riferimenti. Espressione di tendenze profonde della società italiana ma presenti nell’intero mondo occidentale al tempo della mondializzazione, ha tentato di plasmare lo Stato a sua immagine e a misura dei suoi interessi personali. Così facendo, è certamente riuscito a essere il capo vincente e indiscusso di una fazione; non altrettanto il leader capace di governare il paese. E nel suo insieme, l’Italia berlusconiana, proiettata ormai interamente fuori della sua storia postbellica, appare teatro di un esperimento molto spinto di democrazia autoritaria, che logora gli equilibri istituzionali della compagine nazionale, minaccia i suoi fondamenti costituzionali e rischia di mettere in discussione le sue tradizioni civili.


(Auto)biografie, lettere, interviste, dialoghi, diari

[14/7] Simonetta Agnello Hornby, CAMERA OSCURA (Skira, 2010, p. 127, ril., ill.,
€ 19,95). Sappiamo tutti che Lewis Carroll amava i bambini ed era un grande affabulatore. Di mestiere professore di matematica alla Christ Church di Oxford, talvolta portava le figlie del preside Liddell a fare dei picnic. La piccola Alice Liddell era la sua preferita e per lei scrisse "Alice nel paese delle meraviglie". Il libro, si sa, fu uno strepitoso successo e Lewis Carroll fu sempre più attorniato dalle sue piccole ammiratrici, che lui, un pioniere della fotografia, amava ritrarre in costumi esotici, in tableaux vivants e, dal 1867, anche nude. Tutte le famiglie rimasero soddisfatte delle fotografie delle figlie ignude, fuorché una, che pose fine bruscamente alle sedute. In questo nuovo racconto, Simonetta Agnello Hornby narra la storia di questa amicizia interrotta attraverso gli occhi della bambina ormai cresciuta e della sua compagna Alice. Una collana dedicata ai racconti dell'arte. Storie inedite per scoprire curiosità e segreti dei grandi maestri dell'arte. Scritti da giornalisti, critici e storici dell'arte, musicisti e archivisti, questi racconti vogliono avvicinare un pubblico sempre più vasto al mondo dell'arte, alle sue curiosità e ai suoi segreti.

[14/7] Gad Lerner, SCINTILLE. UNA STORIA DI ANIME VAGABONDE (Felrinelli, 2009, p. 223, € 19,95). Gilgul, nella Qabbalah ebraica, è il frenetico movimento delle anime vagabonde che ruotano intorno a noi quando la separazione dal corpo è dovuta a circostanze ingiuste o dolorose. Tanto violenti possono essere i conflitti che attendono gli spiriti rimasti sulla terra, che la tradizione parla addirittura di "scintille d'anime" prodotte dalla loro frantumazione. Gad Lerner si addentra nel suo gilgul familiare, nelle "scintille d'anime" della sua storia personale. Suo padre Moshé reca il trauma della Galizia yiddish spazzata via dalla furia della guerra, e mai davvero trapiantata in Medio Oriente. Dietro di lui si staglia enigmatica la figura di nonna Teta, incompresa e dileggiata perché estranea alla raffinatezza levantina della Beirut in cui è cresciuta Tali, la moglie di Moshé. Ma anche la Beirut degli anni Quaranta, luogo d'incanto senza pari, si rivela un recinto di beatitudine illusoria. Vano è il tentativo di rimuovere lo sterminio degli ebrei d'Europa e la Guerra d'indipendenza nella nativa Palestina: anche se taciuti, questi eventi si ripercuotono nella vicenda familiare generando malessere e inconsapevolezza. Le anime vagabonde nel gilgul reclamano di essere perpetuate nel riconoscimento, senza il quale non c'è serenità possibile. Un'indagine sulla memoria e sui conflitti familiari si rivela occasione per un viaggio nel mondo contemporaneo minato dalla crisi dei nazionalismi. Una storia sospesa tra biografia e reportage.

[12/6] Luigi de Magistris, ASSALTO AL PM. STORIA DI UN CATTIVO MAGISTRATO (Chiarelettere, 2010, p. 297, € 18,60). Le sue indagini: legittime e fondate. La sua cacciata: illecita. Lo ha stabilito la Procura di Salerno: in questo libro dolente e appassionato, per la prima volta, de Magistris racconta tutto. Gli sgambetti dei superiori, come sono nate le inchieste, da quelle meno note ma importantissime ("Shock", "Artemide", "Splendor") fino alle più conosciute "Why not", "Poseidone" e "Toghe lucane". Ecco come opera la "nuova P2", nella complicità tra insospettabili e criminali. 'Ndrangheta, colletti bianchi e borghesia mafiosa. Oggi tanto si parla di riforma della giustizia, di durata dei processi, di stop alle intercettazioni. Questa storia esemplare dimostra cosa c'è dietro: la volontà politica di avere una magistratura programmata per servire. Conclude il testo la postfazione di Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo. In appendice tutte le lettere e i documenti del caso de Magistris. (Prefazione di Marco Travaglio)

[12/6] Oscar Luigi Scàlfaro e Gian Carlo Caselli, DI SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE. INTERVISTA DI CARLO ALBERTO DALLA CHIESA (add, 2010, p. 190,
€ 18,60). Piero Calamandrei diceva che per cercare i luoghi in cui è nata la Costituzione bisogna andare sulle montagne in cui caddero i partigiani, nelle carceri in cui furono imprigionati e nei campi dove furono impiccati: ovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità di un popolo, lì devono andare i giovani perché lì è nata la nostra Costituzione. Parole forti, che mai come oggi suonano sconosciute proprio a quei giovani che della vita democratica sono linfa vitale e che invece vivono sempre più lontani da quei luoghi del pensiero e dell'azione che i costituenti trasformarono in un grandioso inno alla convivenza civile e alla vita democratica. La Costituzione è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano. In vigore dal 1° gennaio 1948 la Costituzione non è un atto politico e non è lo strumento di una parte contro l'altra, ma un terreno di confronto pensato e strutturato per adeguarsi alle trasformazioni del paese. Oscar Luigi Scàlfaro e Gian Carlo Caselli si confrontano sull'attualità della carta costituzionale, sul suo stato di salute e sulla necessità di una rivalutazione e di una vera presa di coscienza del suo ruolo centrale nella vita democratica dell'Italia. Completa il libro la pubblicazione integrale della Costituzione della Repubblica Italiana.



Bere, mangiare, dormire - eten, drinken, overnachten

[12/6] Giovanni Bietti, VINI NATURALI D'ITALIA. MANUALE DEL BERE SANO. VOL. 1: ITALIA CENTRALE (Edizioni Estemporanee, 2010, € 16,65)


Agriturismo & Camping; turismo

[12/6] LOCANDE D'ITALIA. ANTOLOGIA DELLA BUONA ACCOGLIENZA 2011 (Slow Food, 2010, p. 658, € 23,95).


Attualità

[12/6] Oliviero Beha, DOPO DI LUI IL DILUVIO. WEIMAR, ITALIA (Chiarelettere, 2010,
p. 236, € 18,60). "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra..." scriveva Giuseppe Tornasi di Lampedusa, e dalla parafrasi dell'immortale "Gattopardo", nella quale gli "sciacalli" sono coloro che ridono al telefono del terremoto dell'Aquila, parte Oliviero Beha per una ricognizione tra le macerie materiali e immateriali del Paese. A cinque anni dall'uscita del suo pamphlet "Crescete & prostituitevi", preso alla lettera dalla classe dirigente di ieri e di oggi, l'autore si domanda che cosa succederà quando sarà finita la stagione di Berlusconi, se davvero "dopo di Lui" ci sarà "il diluvio". Perché Berlusconi è il prototipo di quel "berlusconismo" che ha attecchito a destra e a sinistra. Per arrivare a concludere che non siamo più una "democrazia", che tira aria da "Weimar" sia pure "all'amatriciana", che ogni giorno che passa è peggio e il risveglio del Paese si allontana. Ma non è detto, ci sono albori all'orizzonte.

[14/7] Filippo Ceccarelli, LA SUBURRA. SESSO E POTERE: STORIA BREVE DI DUE ANNI INDECENTI (Feltrinelli, 2010, p. 239, € 19,95). Ministre sexy, telefoni bollenti e debitamente intercettati, immondizia programmatica, ciarpame elettorale. Dal compleanno della vergine di Casoria ai massaggi del Salaria Sport Village è come se un ridicolo e osceno diavolaccio avesse piantato i suoi artigli sull'agenda d'Italia. Maiali e farfalline, coca e complotti, tatuaggi, prostata, carne fresca e chirurgia estetica. Non c'è scandalo, ormai, che non se ne trascini dietro un altro peggiore. Addio paese tollerante e disincantato. Tra le macerie della politica e i relitti del buonsenso, il casting nazionale mette in fila aspiranti imperatori della decadenza, cortigiani velenosi, teledivi capricciosi, e poi lolite, paparazzi, papponi, carabinieri marci e trans dell'altro mondo. Due anni appena e in sconsiderata allegria il Palazzo trasloca alla Suburra, destinazione malfamata per eccellenza. E qui Veronica rompe, Zappadu scatta, Gianpi procura, D'Addario registra, "Repubblica" domanda, Feltri spara, Boffo cade, in Vaticano giocano a moscacieca, Marrazzo s'inoltra nella notte infernale, Brenda va a morire ammazzata, Bologna è espugnata dal Cinziagate e tra un appalto e l'altro la Cricca codifica il tariffario della tangente sessuale. Con ironico sgomento Filippo Ceccarelli delinea i moduli della pornocrazia senza alzare il ditino del moralista; si diverte piuttosto a interpretarne segni, presagi e risonanze con l'ausilio di oroscopi, pitture, mitologia, videogiochi frammenti di diario e di poesia, da Esiodo a "Novella 2000".

[12/6] Giorgio Bocca, ANNUS HORRIBILIS (Feltrinelli, 2010, p. 159, € 19,95). La crisi economica e l'autoritarismo strisciante. Il circo berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra e il ritorno dei fascisti. L'Italia delle ronde e l'Italia dei respingimenti. Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia. Un anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui suoi atavici difetti. Giorgio Bocca racconta il nostro annus horribilis con la veemenza e l'intransigenza di cui può essere capace solo un grande "antitaliano" come lui. La sua è un'invettiva, un appassionato j'accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della nostra vita pubblica: il trasformismo, l'opportunismo, la memoria corta, la furberia diffusa, l'impunità, l'ossequio al potente di turno. La classe dirigente si adegua a quella che viene percepita come una morale corrente, che è poi la negazione della morale, la propensione a chiedere allo stato tutti i benefici e a dare in cambio il meno possibile. "E allora diciamo una buona volta che come società nazionale siamo ancora dei poveri, con il modo di pensare dei poveri: tiriamo a campare, del doman non v'è certezza, spartiamoci quel poco che c'è, se i più furbi rubano in grande noi approfittiamo degli avanzi del loro banchetto."

[12/6] Marco Rovelli, SERVI. IL PAESE SOMMERSO DEI CLANDESTINI AL LAVORO (Feltrinelli, 2010, p. 224, € 19,95). L'universo dei clandestini al lavoro. Una situazione drammatica fatta di violenze e soprusi da parte di caporali e datori di lavoro italiani che fanno leva sulla ricattabilità della forza lavoro clandestina per sequestrare loro documenti, trattenere le misere paghe concordate, il tutto condito da insulti e violenze quotidiane, con la collaborazione attiva di piccoli malavitosi locali. Uno scenario che mai compare sui quotidiani nazionali e che invece rappresenta la dorsale nascosta di un'Italia truce e violenta: l'altra faccia del mito "italiani brava gente". Dalle campagne siciliane e del foggiano, fino ai cantieri edilizi e agli ortomercati del Nord, da questo libro emerge una fotografia brutale del nostro paese. Marco Rovelli si è mischiato con i clandestini, bevendo insieme a loro il tè, e comunicando, facendosi raccontare le loro storie finora inascoltate: dal loro racconto emerge anche il volto crudele del nostro capitalismo, ritornato in alcune aree e comparti a forme ottocentesche di sfruttamento. Non manca un capitolo sulla condizione degli immigrati nel comune di Rosarno: sfruttati senza diritti, vittime di una continua "caccia al nero" e di attacchi da parte di alcuni giovani rosarnesi che hanno portato alla violenta protesta del 7 gennaio 2010.

[12/6] Antonio Scurati, GLI ANNI CHE NON STIAMO VIVENDO. IL TEMPO DELLA CRONACA (Bompiani, 2010, p. 309, ril., € 25,95). Dal delitto di Cogne a quello di Garlasco, dalla strage di Columbine a quella di Erba, dalla Prima guerra del Golfo al terrorismo mediatico, i funerali di Giovanni Paolo II e l'elezione di Barack Obama, l'allarme pedofilia e l'emergenza ambientale, il nichilismo sessuale e quello giovanile, e poi gli outlet, i centri benessere, le sale massaggi, le badanti rumene e le badanti oscene. Raccontando una serie di clamorosi casi di cronaca e analizzando i nuovi miti d'oggi, Antonio Scurati offre una mappatura del presente - dei suoi vizi, dei suoi limiti, delle sue inconsistenze. Con sguardo lucido e impietoso, con forza etica e polemica, con affilata sensibilità letteraria, Scurati riflette sulla trasformazione della nostra società, caratterizzata da un tempo che si consuma nella frammentazione e nell'istantaneità, senza darci modo di capirlo. E neanche di viverlo. Quando, infatti, si è condannati a vivere nell'istante, quando non c'è altro orizzonte che il presente, nessun Carpe Diem è più possibile. Non a caso, in questa nuova dimensione dell'effimero trionfante, sembra che la cultura, la letteratura e gli intellettuali non abbiano più niente da dire. Che la loro voce non abbia abbastanza forza di fronte al volume delle voci televisive. Ma non è così. E questo libro ce lo dimostra.


Politica


[12/6] Massimo Fini, SENZ'ANIMA. ITALIA 1980-2010 (Chiarelettere, 2010, p. 472,
€ 19,95). Un ritratto dell'Italia contemporanea, un paese privo di principi, di valori condivisi che non siano il Dio Quattrino, inguaribilmente volgare, senza dignità e onore, spietato senza essere virile, femmineo ma non femminile, corrotto, intimamente mafioso, devastato nel suo straordinario paesaggio, naturale, urbano, artistico, che lo ingentiliva insieme alla sua gente. Una parodia di democrazia sequestrata dai partiti e dai suoi mediocri esponenti che la violentano, la abusano, la stuprano a comodo loro. "Senz'anima" fotografa uno spazio, mentale, antropologico, politico, quello dell'Italia degli ultimi trent'anni, seguendo l'avventura giornalistica di Massimo Fini, uomo senza appartenenze, dal mitico "Europeo" all'"Indipendente" fino al "Fatto Quotidiano". Della penna dissacrante di Fini non potevano mancare le "stroncature" e anche i ritratti (mai disgiunti, questi, da una dolente pietas) dei personaggi - da Craxi a Martelli, da Cossiga a Berlusconi, da Gardini a Scalfari, da Costanzo a Vespa - che hanno contribuito a conciare l'Italia così com'è.

[12/6] Paolo Stefanini, AVANTI PO. LA LEGA NORD ALLA RISCOSSA NELLE REGIONI ROSSE (Il Saggiatore, 2010, p. 287, € 19,95). Uno lo chiamano "cocomero" perché dicono che fuori è verde, ma dentro è rosso. Un altro è orgoglioso del passato nel Pci ed è convinto di proseguire, da leghista, il lavoro del nonno partigiano. La Lega Nord sale nei voti e scende lungo la penisola, ben al di sotto del Po, in quelle che da sessant'anni venivano chiamate "regioni rosse". Avanti Po" è il ritratto dell'Italia centrale fatta di borghi e città, con crolli improvvisi nel consenso finora monolitico della sinistra, di giovani che credono che il futuro sia Bossi e sindaci che vietano il velo. È una panoramica tra attività politica sul territorio (due bacheche, un gazebo e molte strette di mano) e i tanti elettori convinti dalla tv o per sentito dire. Tra gente che odia Berlusconi e perciò vota Lega e comuni dove i leghisti governano col Pd. Così, mentre la Toscana ha mandato nel 2009 da Prato a Bruxelles il suo primo eurodeputato leghista e la "razza appenninica" garantisce roccaforti lungo tutto il crinale, le elezioni regionali del marzo 2010 rappresentano la nuova sfida per il grande balzo a Sud del partito del Nord. Prefazione di Enrico Deaglio.

Filosofia

Varia

[12/6] Beppe Severgnini, EUROINTERISMI. LA GIOIA DI ESSERE NEROAZZURRI (Rizzoli, 2010, p. 137, ril., € 15,95). Gridare "Siamo noi! Siamo noi! I campioni dell"Europa siamo noi!" fino alle tre del mattino, in un tripudio di bandiere neroazzurre. Beppe Severgnini, a Madrid, come gli interisti in tutto il mondo: felici di festeggiare, con commozione, la fine dell.attesa. Nella stessa stagione Champions League, scudetto (il diciottesimo) e Coppa Italia - tripletta! Nessuna squadra italiana c'era mai riuscita. L'Inter e i suoi tifosi-filosofi - innamorati e pazienti, leali e autoironici - hanno avuto il premio che meritavano. Un lungo, incredibile cerchio si chiude nel modo migliore. Se l'Inter è una forma di allenamento alla vita, diciamolo: la vita sa essere giusta e generosa. Scrive Beppe: "Ho intravisto da bambino la Grande Inter di Herrera, festeggio oggi una squadra ancora più forte: l'Inter Speciale del Comandante Mou. Una squadra che ho cercato di raccontare, per dieci anni, dal disastro al trionfo. Dalla prima pagina sul "Corriere della Sera" ("Inter-Juve", 2000) al primo Interismi (2002), scritto per salvarci con l.ironia dalla sfortuna, da qualche errore e dalla cattiveria altrui; ad Altri interismi (2003), il romanzo di Hector Cuper, gaucho senza sorrisi; a Tripli interismi (2007) uscito in occasione dello scudetto sul campo, e dopo le orribili rivelazioni di Calciopoli, che ne cambiavano il sapore. Eurointerismi è il libro della gioia senza ombre. Potrebbe avere un sottotitolo: missione compiuta!"

[11/6] Luciano De Crescenzo, ULISSE ERA UN FICO (Mondadori, 2010, p. 177, ril.,
€ 21,30). I miti sono le favole degli adulti, le grandi storie con le quali l'uomo si è raccontato a se stesso, ha provato a rispondere alle domande fondamentali. Nelle vicende di Ulisse e di Prometeo, negli amori fra Arianna e Teseo o fra Didone ed Enea, nelle peripezie della guerra di Troia, nei divini difetti di Zeus e Afrodite si possono leggere altrettanti insegnamenti su quello che siamo, e che dovremmo essere. Luciano De Crescenzo, dopo il successo di Socrate e compagnia bella, consegna al nipote Michelangelo, e con lui a tutte le nuove generazioni, dieci lezioni di vita profonde e affascinanti come solo i grandi miti sanno essere. E lo fa ovviamente con il suo spirito irresistibile, con la sua impareggiabile capacità di rendere i classici così magicamente familiari.

[5/6] Luca Rastello, IO SONO IL MERCATO. TEORIA, METODI E STILE DI VITA DEL PERFETTO NARCOTRAFFICANTE (Chiarelettere, 2009, p. 164, € 15,95). Questa è la storia di uomini normali, insospettabili padri di famiglia saliti al vertice del narcotraffico internazionale. Una storia "criminale", raccontata da uno dei protagonisti, che svela le astuzie del sistema cocaina, ma anche la vita e le abitudini dei grandi trafficanti. I pesci grossi, quelli che non ingoiano gli ovuli né trasportano la droga nei doppi fondi delle valigie, ma nei cargo, nei container, a tonnellate alla volta. Uno sguardo dall'interno. Un nuovo punto di osservazione per capire come l'economia illegale riesce a infiltrarsi nell'economia legale e a condizionarla. Perché la coca, oltre i cliché hollywoodiani e le notizie diffuse da tv e giornali, è un affare straordinariamente redditizio che finanzia guerre, conferisce potere e ridisegna i rapporti internazionali.

---------------------------------------------------------------------------
Questa pagina è stata aggiornata il 31 luglio 2010