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Filosofia
Varia
È
uscita il 22 novembre 2009
la nostra seconda pubblicazione bilingue:
GIRO D'ITALIA - VAN GEWEST TOT GEWEST
20 autori italiani contemporanei
scrivono della propria regione.
21 traduttori neerlandesi hanno tradotto i loro contributi.
ISBN/EAN: 978
90 812213 2 0
pp. 352
prijs: € 19,50
*****
Se
capitate ad Amsterdam, non mancate di fare un salto
alla Libreria Bonardi, a due passi dal centro della città, tra
lo zoo (Artis) e il Museo marittimo (Scheepvaartmuseum).
La sua scelta di narrativa italiana contemporanea
è la migliore che abbia mai vista.
Giulio Mozzi
05.12.07
[www.vibrissebollettino.net]
*****
Traduzioni
dal nederlandese:
[5/6] Stefan Brijs, DUE VITE (Twee levens, 2001), tradotto da Franco
Paris (Fazi, 2009, p. 77, €15,95). Immaginate una casa con le finestre
a riquadri, in una fredda campagna del nord. Fuori cade la neve e, dall'esterno,
quelle stesse finestre rimandano una luce calda, un'atmosfera di serenità
casalinga: è la vigilia di Natale. Qui, in questa rassicurante
cornice, Stefan Brijs restringe il suo campo visivo fino al punto in cui
la superficie serena degli oggetti s'increspa e si lacera. In questo punto
abitano un uomo e una donna. Sono sconosciuti l'una all'altro, vivono
due vite del tutto diverse. Lui è un uomo in carriera, è
sposato, e questa sera lo vediamo in casa dei suoceri: si appresta a prendere
parte alla cena di sempre, con menu di sempre, immerso nelle conversazioni
di sempre. Nella sicurezza dei riti ripetuti e delle tradizioni familiari,
l'uomo sente dilagare una strana ansietà, il mistero di un desiderio
che non ha nome ma che gli parla d'altri luoghi, di altre e diverse notti.
[5/6] Paul Verhoeven, L'UOMO GESÙ. LA STORIA VERA DI GESÙ
DI NAZARET (Jezus van Nazaret, 2008), tradotto da Franco Paris (Marsilio,
2010, p. 380, € 25,90). Paul Verhoeven fin dall'infanzia ha provato
per la figura di Gesù Cristo un fascino che non escludeva dubbi
e domande cruciali. Se nei suoi film ha esplorato le zone oscure della
società e della psiche, lo stesso atteggiamento ha adottato nella
stesura del suo primo libro. Chi fu realmente Gesù di Nazaret?
Quale fu la sua vita, e che cosa arrivò a rappresentare? Queste
sono le domande che si pone l'autore. Nel corso di duemila anni, la realtà
di questo straordinario personaggio è passata attraverso la coloritura
dei racconti mirabili, degli atti di fede, dei miracoli, che hanno finito
per ridurlo a poco più di un'icona rassegnata e dolente. Niente
di più lontano dall'immagine del Cristo proposto da Verhoeven.
Verhoeven punta l'obiettivo su particolari trascurati dell'uomo Gesù,
fornendoci il seducente ritratto di un Gesù affabulatore, brillante
e appassionato, ribelle e provocatore, per molti aspetti assai contraddittorio.
Il suo è l'approccio coraggioso e critico del libero pensatore,
che non può fare a meno di porre domande. Fu Gesù a scegliere
i suoi dodici apostoli? Credeva realmente di dover morire? E cosa è
avvenuto davvero al suo corpo? Le risposte di Verhoeven riescono a rendere
L'uomo Gesù un libro assolutamente originale e provocatorio.
Letteratura italiana:
[16/7] Paola Romagnoli, AGNÈS CHE RIDEVA E MANGIAVA AMARENE
(Corbo, 2010, p. 213, € 19,95). Frutto carnoso e denso, simbolo
di estate e libertà, ma anche scrigno che spilla un siero aspro,
l'amarena condensa in sé con incastro perfetto il destino dei cammini
incrociati di Maud, solitaria padrona di una maison d'hòte nella
campagna della Borgogna, di sua figlia Agnès, donna ribelle e tormentata,
onnivora di erotismo e corpi che non possono certo riempire le sue voragini
esistenziali, e di Cesare Claudio, primo amore giovanile di Maud che a
sorpresa ritorna dal passato. Tre le voci che raccontano e si alternano
in un coro dove la complicità va rincorsa con affanno, mentre le
pagine sondano l'anima dei personaggi in un crescendo di scabrose rivelazioni.
[13/7] Cosimo Calamini, LE QUERCE NON FANNO LIMONI (Garzanti, 2010,
p. 295, ril., € 23,40). Montechiasso è un borgo toscano arroccato
sulle colline: nelle giornate di cielo nitido, scarno di nubi e con l'aria
frizzante e pulita, si scorgono le vette delle Apuane, il mar Tirreno,
le colline Metallifere, gli Appennini tosco-emiliani, il Casentino. Lì
vive Sara, diciannove anni, figlia di Attilio, un tempo militante comunista
nonché voce e chitarra del gruppo rock I Timidi. Ma a Montechiasso
sono arrivati anche nuovi abitanti: per esempio il suo amico Averroè,
giovane promessa dell'atletica nonché figlio dell'imam. Tutto sembra
andare per il meglio, finché non arriva la notizia bomba: nel paese
verrà costruita una gigantesca moschea, un'astronave aliena edificata
tra le vigne e i campanili. Verranno tutti coinvolti in una discussione
che rischia di degenerare, tra razzismi e idealismi, solidarietà
e diffidenze: anziani con il pannolone e casalinghe disperate, preti troppo
intraprendenti e affaristi senza scrupoli, politicanti di provincia e
giornalisti ficcanaso, vecchi militanti e giovani rampanti, sciampiste
pettegole e commesse della Coop.
[13/7] Rosanna Campo, LEZIONI DI ARABO (Feltrinelli, 2010, p. 135,
€ 17,30). Betti vive a Parigi, è appena uscita da un divorzio
e per arrotondare lo stipendio lavora nella rosticceria araba di Hassan.
Tra i clienti abituali spicca Suleiman - algerino, professore in un liceo
di periferia, musulmano praticante e depresso. Betti e Suleiman si guardano,
si scrutano, lanciandosi occhiate di sfuggita e sperando che prima o poi
uno dei due faccia un passo avanti. Ma quando finalmente si incontrano
casualmente a una festa e si parlano per la prima volta entrambi rimangono
delusi. Si immergono di nuovo nelle rispettive solitudini concedendosi
qualche altro appuntamento. Ed è proprio la solitudine che alla
fine salda il loro rapporto, che all'inizio ruota attorno alla voglia
di Betti di soggiacere alle fantasie erotiche dell'uomo, spesso al limite
della violenza, ma che poi si tramuta in sincera intesa. Betti riesce
così a rielaborare il trauma legato alla sua prima storia d'amore:
ha solo quattordici anni quando si innamora di Ennio - un meccanico trentenne
sposato - con il quale, in cambio della sua innocenza, impara a conoscere
i segreti del proprio corpo e del sesso. La moglie di Ennio li scopre
e denuncia il marito per pedofilia. Betti e Ennio scappano, vanno a Torino,
ma la polizia li blocca, nasce uno scontro a fuoco e Ennio perde la vita.
Da allora Betti non è più riuscita a voltare pagina, ma
soprattutto non è più stata capace di ammettere con se stessa
di meritare un futuro migliore. E forse con Suleiman, un uomo così
diverso, ha l'ultima possibità.
[13/7] Gaetano Cappelli, CANZONI DELLA GIOVINEZZA PERDUTA (Marsilio,
2010,
p. 331, € 25,25). Racconti. Un giovane alla moda costretto a fare
il cameriere in un cafonissimo matrimonificio dove viene scoperto dalla
ricca ragazza che sta corteggiando. L'inesperto medico romano spedito
in un paesaccio del Meridione che insieme all'amore troverà una
nuova e assai inquietante famiglia. L'ambizioso pittore che, finalmente
sul punto di diventare famoso, scopre il critico che doveva lanciarlo
in fin di vita. E ancora il rocker venditore di pentole Continental che
il destino fa finire tra le braccia della "donna più bella
del mondo" rendendolo intanto impotente come l'aspirante scrittore,
suo amico, rivelerà nel romanzo d'esordio, zeppo di altri imbarazzanti
segreti. Questi e altri ancora i protagonisti che, rincorrendosi di racconto
in racconto, danno vita a un travolgente romanzo sul fondale di una provincia
del Sud dagli orizzonti mai così vasti e luminosi. Grazie a loro,
alle loro storie intessute di illusioni e inganni, avventure e sogni,
comiche acrobazie sessuali e tragici equivoci del cuore, Gaetano Cappelli
evoca, come in una struggente canzone, quel particolare momento della
vita di ognuno che coincide con il sospirato debutto nel mondo del lavoro
e la malinconica fine della giovinezza.
[13/7] Ruggero Cappuccio, FUOCO SU NAPOLI (Feltrinelli, 2010, p.
254, € 21,30). Napoli non sarà più la stessa. I Campi
Flegrei stanno per esplodere e la città sarà presto invasa
dall'acqua e dal fuoco. Nessuno ne è al corrente, tranne Diego
Ventre - avvocato, affascinante e raffinato affabulatore, amico di politici
potenti e di boss della camorra. Trenta giorni non sono molti, ma a Ventre
sono sufficienti per progettare l'affare del secolo: vendere e comprare
immobili strategici. Una volta superata l'emergenza, i profitti saranno
eccezionali. Napoli sarà un'altra città, sarà la
Las Vegas del Mediterraneo. Diego Ventre si muove con agilità,
convince imprenditori, camorristi e affaristi, ridisegna il piano regolatore
e determina il futuro di Napoli. Ricatta, ammalia, seduce, e trova il
tempo per corteggiare la bellissima Luce, figlia di nobili decaduti e
attratta da quest'uomo sicuro di sé e colto, che dice sempre le
cose giuste e sa sorprenderla regalandole un libro rarissimo o facendo
aprire per lei le residenze più inaccessibili. Ma Diego Ventre
è anche la coscienza della città: ama Napoli e la vuole
vedere in cenere, distrutta e purificata, liberata finalmente dall'ingordigia
umana e dalla violenza estetica che per secoli l'ha devastata. Intorno
a Diego e Luce, ruotano personaggi che sembrano interiorizzare le ombre
che tra poco copriranno la città. Donne in cerca di affetto ma
che trovano corpi che sublimano questo bisogno con il sesso, capiclan
alla resa dei conti, pittori che tentano un ultimo assalto all'immortalità
inseguendo sfumature impossibili.
[13/7] Carlo D'Amicis, LA BATTUTA PERFETTA (minimum fax, 2010,
p. 363, € 19,95). Le rivoluzioni, di solito, si fanno nelle strade
e sono intrise di sangue. Quella che ha trasformato l'Italia negli ultimi
cinquant'anni è avvenuta nel salotto di casa, e si è svolta
in un clima di festa. A provocarla, e nello stesso tempo a raccontarla,
è stata la televisione. Alla televisione appartengono i sogni dei
protagonisti di questo romanzo, Filippo Spinato e suo figlio Canio. Ma
mentre il primo parte dal profondo Sud per diventare, oltre che un solerte
funzionario della Rai, l'apostolo della missione educativa intrapresa
(e fallita) dalla tv pubblica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il secondo
si ribella al suo modello pedagogico per aderire anima e corpo alla televisione
commerciale dei decenni successivi, diventando dapprima venditore di "consigli
per gli acquisti", e poi addirittura consigliere dello stesso Berlusconi.
Attraverso il conflitto generazionale tra il qualunquismo euforico di
Canio e l'ideologia ipocrita di suo padre, si rivela la ridicola tragedia
di un paese che, dopo essersi nascosto per anni sotto la maschera grigia
di un perbenismo borghese, cerca ora rifugio dietro il cerone di un capo
del governo che "vuole solo piacere". Ognuno, in questo apocalittico
ed esilarante romanzo, vuole solo piacere. Ma che si insegua il consenso
attraverso una dignitosa serietà o attraverso il riso dionisiaco,
folle e disperata sarà la missione, e destinata a rivelare l'irredimibile
solitudine dell'essere uomo.
[13/7] Alessandro Fabbri, IL RE DELL'ULTIMA SPIAGGIA (Bompiani,
2010, p. 332,
€ 23,25). Carlo Neri lavora in una discoteca di Marina di Ravenna,
il Black Out, un locale che in realtà è un centro ben organizzato
per lo spaccio di droga. E il compito di Carlo, in questo ambiente, è
proprio quello di piazzare cocaina ai giovanissimi in cerca di sballo.
Ma Carlo non vuol certo continuare a lavorare in un locale di second'ordine
della riviera romagnola. No, lui vuole cambiare vita e approfitta di un
provino per un reality; mesi prima, mollata in tronco la sua ragazza Elisa,
s'è portato a letto Vanessa, la responsabile del casting, ed è
ormai sicuro di essere selezionato. Ma all'ultimo minuto qualcosa va storto
e Carlo deve aggrapparsi a un piano B. E per procurarsi i trentamila euro
necessari per realizzarlo è disposto a tutto. Anche a tradire chi
gli è più vicino. Anti-eroe solo, senza lavoro, indebitato
con la mala, attratto da un mondo luccicante plasmato dai sogni televisivi,
animale notturno in una riviera caotica e febbrile, Carlo costruisce uno
spericolato castello di bugie e si lancia contro un muro di guai che aumentano
in modo esponenziale, di pari passo con la sua faccia tosta. Ma lui, abituato
a vivere sempre all'ultima spiaggia, perso in un labirinto di scommesse
alla cieca e fughe a perdifiato, tra colpi di fortuna e svolte comicamente
disastrose, non molla. E nel suo universo dai valori rovesciati, l'amore
di Elisa, una ragazza che gli vuole bene davvero, può rappresentare
una tentazione irresistibile.
[13/7] Romana Petri, TI SPIEGO (Cavallo di ferro, 2010, p. 200,
ril., € 21,95). Mario e Cristiana hanno superato i sessant'anni e
sono divorziati da quindici. Lui è un ingegnere idraulico che si
è appena trasferito a Rio de Janeiro con una giovane moglie e un
figlio di poco più di un anno. Lei è rimasta a Roma con
i loro due figli ormai grandi e un secondo, felice matrimonio. Un giorno,
Cristiana riceve una strana lettera di Mario dal Brasile. Le scrive che
si sta sentendo vecchio, che vorrebbe ritrovare un po' della perduta giovinezza
scambiandosi delle lettere con lei. Dice che solo così, tornando
indietro con chi si è stati giovani davvero, si può esserlo
ancora. Ma quali sono, in realtà, le sue intenzioni? Attraverso
le risposte di Cristiana, il lettore vedrà sfilare davanti ai suoi
occhi, insieme alla storia del loro amore naufragato, i tic e i malesseri
di un'intera generazione: le false utopie, la crisi del rapporto tra uomo
e donna, le rivoluzioni fallite, il terrorismo, la fede politica, i molti
ideali sfumati per non lasciare spazio ad altro che alla banale concretezza.
E poi i rancori, i tradimenti reciproci, tutte le cose non dette che finalmente
tornano a galla in modo violento, brutale, sempre senza pietà.
Fino a una vera e propria resa dei conti nella quale tutte le carte, ormai,
sono in tavola.
[13/7] Antonio Petrocelli, IL CARATTERISTA BASILISCO DEL CINEMA SCATURCHIO
(Hacca, 2010, p. 318, € 18,60). Jonio Castellucci è davvero
un personaggio che dice qualcosa di profondo sul nostro tempo. E un caratterista,
un attore "minore", uno che fa cammei. E, insomma, un precario
dell'arte. Quelli di Jonio Castellucci sono i pensieri nascosti e segreti
di un saltimbanco del nostro tempo, di un artista epicureo che oscilla
continuamente tra la massima "vivi nascosto" e l'impulso a trionfare
sulle scene. Il romanzo di Antonio Petrocelli è la voce limpida
e consapevole di un uomo del sottosuolo, è la spietata e divertente
radiografia delle miserie, delle cattiverie, dei rancori, delle frustrazioni
di un attore che, per troppe ingenuità e per troppi ideali, rimane
ai margini dello star-system. Non mancano però scene esilaranti,
fantastiche, surreali, a riprova del fatto che, probabilmente, la maschera
di Jonio Castellucci è anche questo: quasi un cliché della
istrionica tristezza del dietro le quinte di un attore "minore",
poco ricordato dalle folle e spesso sottopagato da produttori rapaci.
Il caratterista basilisco del Cinema Scaturchio è un inno al cinema
e al teatro, ma anche un anatema contro la crisi del lavoro in Italia
e contro le troppe meschinità della vita. È un romanzo sul
disincanto dei primi venti autunnali. E sul disamore crescente. È,
insomma, la storia di Jonio Castellucci, un personaggio indimenticabile
dei bassifondi di Cinecittà.
[13/7] Sandra Petrignani, E IN MEZZO IL FIUME. A PIEDI NEI DUE
CENTRI DI ROMA (Laterza, 2010, p. 132, € 13,30). "Rispetto alla
città il Tevere va al contrario della Senna. La Senna si butta
nella Manica, il Tevere nel mar Tirreno, e dunque l'una si volge al nord,
l'altro procede da nord a sud. Per questo la rive gauche di Roma è
geograficamente la rive droite. E Trastevere, che incarna il quartiere
intellettuale, artistico e bohémien della capitale si trova sulla
sponda destra." Su e giù per i ponti, in compagnia di artisti
e clochards, Sandra Petrignani ascolta i racconti intimi portati dal fiume
e si fa pellegrina della bellezza maestosa o discreta di Roma.
[13/7] Lidia Ravera, A STROMBOLI (Laterza, 2010, p. 103, €
18,60). "Mi pare riduttivo nominarla. Preferisco il nome comune di
luogo: l'isola. Appartata, inaccessibile. Eccentrica. Approdo e punto
di fuga. Invece parlo proprio di Stromboli. Mi è sembrata un'eccellente
idea fermarmi sotto il vulcano. Al culmine della mia carriera di irrequieta.
Dato che nulla è permanente, nemmeno una casa, nemmeno le cose,
nemmeno la vita umana. Mi esercito alla provvisorietà. Cerco un
senso d'impermanenza. Una marcia di avvicinamento al distacco. È
la lontananza, la chiave di questa ottusa felicità. Sono, finalmente,
lontana. Da che cosa esattamente non lo so, ma mi pare che non abbia importanza.
Dalla terraferma. Dalla città. Dalla realtà. Non lo so.
Mi sento lontana e basta". Lidia Ravera ha eletto Stromboli a suo
domicilio rifugio, una scelta non casuale, adeguata a chi come lei è
'in conflitto perpetuo col suo tempo'. Un'isola per casa per sperimentare
una temporalità diversa, quella del presente e non quella di un
futuro da rincorrere. Per appropriarsi del tempo della natura, il tempo
della contemplazione. Solitario. Da contrapporre al tempo che fugge, delle
carriere e delle ambizioni, delle seduzioni, dei confronti e degli impegni
di militanza politica e culturale. Un tempo nuovo, di qualità,
contrario al tempo dell'ansia dell'esserci, testimoniare, essere visti,
darsi da fare.
[13/7] Vitaliano Trevisan, TRISTISSIMI GIARDINI (Laterza, 2010,
p. 139, € 13,30). "Una rotazione completa del tamburo rotante
della betoniera intorno al suo asse: su questa unità di tempo è
tarato l'orologio degli umani e dei flussi relativi; o viceversa, in fondo
la cosa ha poca importanza: animali, vegetali, persone, sentimenti, pensieri,
ovvero merci e flussi di merci, e in definitiva tutto ciò che si
muove in e per questo territorio, si regola sullo stesso metronomo, 'lavora'
con gli stessi secondi, o meglio, nel caso umano, ne ha impressione; ma
negli interstizi, nelle pieghe, nei bordi, negli spazi residui, abbandonati,
ai margini, fuori dal flusso, un altro tempo lavora e così in ogni
caso moriamo. Curioso: i luoghi in cui più intensamente se ne percepisce
la presenza sono le fabbriche abbandonate. La prima impressione che si
ricava, esplorando questi spazi, è che lì il tempo si sia
improvvisamente fermato, ma naturalmente no, non è così,
solo non scorre, non fluisce, soggiorna, abita il luogo, ne pervade l'atmosfera,
si fa respirare, toccare, pensare, e nel mentre lavora, indifferente,
con ostinata determinazione."
[13/7] Chiara Valerio, SPIAGGIA LIBERA TUTTI (Laterza, 2010, p.
160, € 13,30). Scauri è veramente un bel posto, non c'è
niente ma puoi arrivare facilmente a Roma o a Napoli e in fondo, all'inizio
o alla fine della bella stagione, il mare è da godere. Scauri è
sempre a tre gradi di separazione da chiunque e da qualsiasi posto, tutti
ne hanno sentito parlare o hanno sentito qualcuno parlarne. E il luogo
obbligato della nostalgia di chi ci è cresciuto, ed è pure
un non-luogo perché tutti pensano che sia già Campania.
Gaeta era quasi Repubblica Marinara, Formia ha avuto il primo grattacielo
del litorale. Baia Domizia ha il camping delle svedesi e Sperlonga è
la costa Smeralda del Lazio. Scauri invece ha un lungomare infinito ma
non è mai diventata Rimini, e ha lo stesso microclima delle Isole
Cayman ma non è un paradiso fiscale. Tutto quello che volete sapere
di un pezzo di costa quasi intimo che si è trasformato in una scomposta
Las Vegas borghese con le palme intermittenti di plastica. Da Fabrizia
Ramondino a Winston Churchill, dalle spiagge affollate alla roulette con
i porcellini d'India, all'abuso all'immaginazione, la grazia del vivere
in provincia.
[13/7] Paolo Zanotti, BAMBINI BONZAI (Ponte alle Grazie, 2010,
p. 231, ril., € 22,60). In un futuro non così remoto, i bambini
sono creature diafane e solitarie, costrette a ripararsi dal sole perenne
e feroce, ricche di una fantasia acutissima, a noi sconosciuta. Pepe è
cresciuto in una baraccopoli ai margini di Genova, alle prese con una
madre soavemente irresponsabile e un padre smarrito nelle droghe musicali.
Per anni sue confidenti sono state le antiche figure borghesi del cimitero
di Staglieno e una vecchia zia eccentrica, ultima testimone della scomparsa
dei gabbiani. Ma Pepe adesso scruta i cieli, sa che il momento è
vicino: tra poco non sarà più solo, dopo anni di calura
sta per tornare la grande pioggia. Un evento così catastrofico
che la vita ordinaria sarà sospesa, gli adulti si rifugeranno in
letargo nelle loro stanze, e i bambini potranno invece avventurarsi liberi
per le strade del mondo. Assieme a Primavera, compagna precoce e ficcanaso,
Pepe è finalmente pronto a partire per il viaggio di tutta una
vita. Non sa ancora che nella pioggia troverà l'appuntamento struggente
e definitivo con Sofia e Petronella, l'amicizia, il mare, la morte, la
ribellione, l'amore. Non sa ancora che in quelle poche settimane si giocherà
per intero il senso del suo destino.
[19/6] Leonardo Sciascia, IL FUOCO NEL MARE. RACCONTI DISPERSI
(1947-1975) (Adelphi, 2010, p, 210, € 23,95). A cura di Paolo
Squillacioti. Presentando, nel 1973, la silloge di racconti "Il mare
colore del vino", Leonardo Sciascia ne rivendicava, oltre che la
necessità, la profonda coesione interna. Una coesione, possiamo
oggi precisare, ottenuta a prezzo di esclusioni molto più drastiche
e dolorose di quanto Sciascia non lasciasse trapelare. Basterà
leggere in questo volume, tra i quindici racconti lasciati allora cadere,
la storia di Calcedonio Fiumara ("Il lascito"), che, trasformatosi
da zolfataro in ricco e rapace possidente, vive solo come un cane, senz'altro
amore se non quello per la sua pura e intoccabile ricchezza e finirà
per lasciarla, anziché ai detestati nipoti, a un manicomio, dove
nessuno potrà trarne godimento o sollievo. O "Una commedia
siciliana", che dietro una vicenda in apparenza rocambolesca e a
lieto fine, lascia trasparire la faccia terribile e cupa di un paese "circonfuso
di limoni e mare". A completare il panorama della produzione dispersa
di Sciascia, il lettore troverà qui un nucleo di mirabili prose
e "cronachette": come "I tedeschi in Sicilia", dove
è ricostruito l'eccidio che nell'agosto del 1943 un reparto tedesco
in ritirata compì a Castiglione di Sicilia: eccidio rimasto impunito,
giacché in Italia "quel che accade in Sicilia è cosa
d'altro pianeta".
[12/6] Giuseppe Culicchia, SICILIA, O CARA. UN VIAGGIO SENTIMENTALE
(Feltrinelli, 2010, p. 136, € 17,30). "Ogni volta che torno
in Sicilia da qualche parte dentro di me continuo ad arrivare in Sicilia
per la prima volta, bambino, negli anni settanta". Questo è
il racconto del viaggio del Culicchia bambino, un viaggio che prepara
mesi prima, dopo aver "ascoltato" la Sicilia attraverso le favole
- "la favola del nonno, la favola della nonna, la favola dei cavalli
da corsa, la favola della maestra severa, la favola delle sfilate in uniforme
da Ballila. E poi c'era la mia favola preferita, e cioè la favola
dei due soldati dell'Afrikakorps" - e averla "vista" dalle
sbiadite foto in bianco e nero. Ed ecco allora l'arrivo alla stazione
di Torino, il treno che taglia di netto l'Italia, la nebbia che dirada,
i paesaggi al di là del finestrino, le prime avvisaglie di odori
e colori. Quando il piccolo Giuseppe arriva in Sicilia, le fiabe prendono
vita, i racconti diventano volti, città, parole. Palermo, Trapani
e finalmente Marsala, dove i parenti lo accolgono con una frase che diventa
formula di rito - "Ma tu Peppe sei! Peppe come tuo nonno Giuseppe
Culicchia! Pippinu! Pippinu Piruzzu!". L'orizzonte si allarga sul
mare e Torino sembra appartenere a un'altra vita. Giuseppe Culicchia mette
in gioco la propria memoria e si affida allo sguardo di un bambino - innocente,
curioso, pieno di meraviglia - per raccontare un viaggio che non ha ancora
terminato.
[12/6] Giorgio Vasta, SPAESAMENTO (Laterza, 2010, p. 118, €
13,05). re giorni a Palermo, alla fine dell'estate, come occasione per
prendere le misure del presente italiano. Perché se davvero la
parte è in grado di descrivere il tutto, allora immergersi in fenomeni
quotidiani apparentemente irrilevanti - andare in spiaggia al mattino
e a spasso per la città durante il pomeriggio - può diventare
un modo per confrontarsi con la tragicomica brutalità del nostro
paese. Un paese "spaesato" nel quale i paradossi si mescolano
ai miraggi, le intenzioni concrete alle velleità, i bar del centro
spariscono e i bagnanti in spiaggia fabbricano tutti insieme un idolo
di sabbia. E Berlusconi, il fantasma di Berlusconi, pervade ogni cosa
rivelandoci il processo in atto: la disponibilità nazionale a rassegnarsi,
senza rabbia, con stucchevole fierezza, alla propria miseria.
[11/6] AA.VV., SEI FUORI POSTO. STORIE ITALINE (Einaudi, 2010,
p. 213, € 23,25). Da
quando l'eccesso di informazioni ha reso opaca la società, la letteratura
si è di nuovo arrogata il compito di andare a cercare quello che
non riuscivamo più a vedere. Ed ecco che un gruppo di scrittori,
Roberto Saviano, Carlo Lucarelli, Valeria Parrella, Piero Colaprico, Wu
Ming e Simona Vinci, ci offrono in forma breve uno straordinario "romanzo
italiano". Dentro il presente anche quando parla di ieri.
[11/6] Cosimo Argentina e Fiorenzo Baini, MESSI A 90. LE PARTITE
PIÙ RACCAPRICCIANTI DELL'ITALIA AI MONDIALI E ALTRE STORIE DI ORDINARIA
FOLLIA CALCISTICA (Manni, 2010, p. 164, € 18,60). Per ogni Maradona,
centinaia di brocchi senza talento. Per ogni numero 10, migliaia di mediani
e stopper dai piedi di legno. Per ogni Italia Germania 4-3, decine di
0-0 con la palla che non si muove dal centrocampo. Questi racconti entrano
nel mito del calcio a gamba tesa, diritti sugli stinchi neanche fossero
Marco Materazzi. Quelli di Baini, a ricordare ciò che sarebbe bene
dimenticare; e le storie surreali e folli di Argentina, che dalla verità,
quella della zona d'ombra e dei calci d'angolo, prendono piede. Moviole
di cronaca dal passato, scarti dai mondiali di tutti i tempi che aiutano
a non prendere troppo sul serio lo sport più serio che c'è.
[11/6] Angela Bubba, LA CASA (Elliot, 2009, p. 365, € 21,95).
A Petronà, un freddo e screpolato solco della Calabria, vive la
famiglia Manfredi: il padre Anselmo e la madre Lia, le quattro figlie
Maria, Pina, Mina e Aurora, e l'unico figlio maschio Benio. La casa è
il teatro delle loro storie, un teatro costruito per vivere ma anche per
nascondere, un palco "fragile e ballante" fatto di nascite,
morti, riti, preghiere, petrosi silenzi e baraonde domestiche, di parole
strane e fantasiose che rotolano veloci dalle bocche, di un Sud che sembra
immaginato ma che in realtà è verissimo. L'esordiente Angela
Bubba, vent'anni appena, con una scrittura vitale e sorprendente, inzuppata
di un dialetto che prende l'energia di una lingua nuova, racconta in modo
epico e poetico la storia di una famiglia calabrese, spassosa e infernale,
piena di uomini scriteriati e molli, "dagli occhi stretti e vinosi",
di donne antiche e virili, primordialmente femminili, che arrivano da
un passato favoloso come attraverso una seduta spiritica. "La casa"
è un'orchestra di voci, cadenze, urla, pianti, rimbrotti, un'animata
e stupefacente concertazione.
[11/6] Gianrico Carofiglio, NON ESISTE SAGGEZZA (Rizzoli, 2010,
p. 249, ril.,
€ 18,60). Racconti. Un poliziotto esperto di interrogatori, il singolare
maestro di un'antica disciplina, uno scrittore di noir in cerca di informazioni
per i suoi libri, una bambina scomparsa, una prostituta, un editor sono
alcuni dei personaggi che vivono in queste pagine. Nello scenario roccioso
e affascinante della Murgia, un vecchio saggio insegna a un ragazzino
i segreti del combattimento e della vita. All'aeroporto di Amsterdam un
poliziotto incontra una giovane donna che ha molto da nascondere. Una
scrittrice di talento sfugge al suo editor per paura di morire. Una lunga
notte alla stazione Termini sarà il preludio a incontri molto particolari.
La sospetta sparizione di una cooperante in Colombia mette un procuratore
sulle orme di qualcosa di molto più grande di lei. Tex Willer in
persona parla della sua vita singolare. Per tutti i lettori di Gianrico
Carofiglio un mondo di uomini e donne, fughe e verità celate, morti
violente e tradimenti, suspense e magia, in una rappresentazione narrativa
di rara compiutezza.
[11/6] Vincenzo Consolo, IL CORTEO DI DIONISO, illustrazioni
di Cecilia Capuana (Le
Lepre, 2009, p. 61, € 13,30). Due racconti: Neró Metallicó
e Il teatro del sole.
[11/6] Carlo Fruttero, MUTANDINE DI CHIFFON. MEMORIE RETRIBUITE
(Mondadori,
2010, p. 244, ril., € 24,60) .Il giovanissimo Carlo va tutti i mesi
a pagare l'affitto al dottor Francini, un anziano signore che abita un
buio e tetro appartamento insieme a una scialba moglie. Quale meraviglia
quando un giorno scoprirà che quello stesso dottor Francini deve
il suo benessere alle maliziose canzoni "Si fa ma non si dice"
e "Mutandine di chiffon", che ha composto sotto lo pseudonimo
di Bel-Ami. Oppure la volta in cui Fruttero, giovane redattore, è
costretto a recarsi insieme a Giulio Bollati in un ufficio postale notturno
per inviare all'Onu il telegramma di protesta dei dipendenti dell'Einaudi
contro l'invasione sovietica della Cecoslovacchia... salvo che poi, sul
più bello, i due si rendono conto di non avere abbastanza soldi...
Una esilarante, irriverente, commossa narrazione che inanella avventure,
incontri, aneddoti, ricordi, tutti trasfigurati da uno stile inconfondibile.
[11/6] Massimo Gramellini, L'ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE (Longanesi,
2010, p. 263, ril., € 22,05). A Tomàs, giovane professorino
con ferite mai sanate nel cuore, piace Arianna. Ma di fronte a questo
sentimento che lo spaventa, sceglie di scappare. Tomàs è
una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce
la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla.
E durante la fuga cade in acqua e finisce alle Terme dell'Anima, un universo
parallelo in cui vengono accolti coloro che scappano dalla vita, ma covano
ancora un desiderio irrealizzato in fondo al cuore. Qui Tomàs imparerà
a fare i conti con il suo passato e a morire per ricominciare a vivere.
Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie
di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del
proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé
e poi con gli altri.
[11/6] Pietro Grossi, MARTINI (Sellerio, 2010, p. 64, € 12,60)).
Con la grata nostalgia di chi sa di aver compiuto l'incontro irripetibile
della vita, Frank - voce narrante di questo racconto - ricorda il "grande"
Martini, l'amico trovato e perduto. Era andato a intervistarlo, giornalista
alle prime armi, nel lussuoso albergo dove Thomas J. Martini, già
acclamato scrittore di un primo capolavoro, era sceso per le solite tournée
del successo. Era subito scoccata la scintilla dell'amicizia. I due s'erano
capiti nel profondo: il giornalista aveva letto la condanna finale di
quella grandezza, del destino di essere "tutto ciò che chiunque
avrebbe voluto essere", così come l'artista aveva intuito
la verità nella solitudine del suo interlocutore: "Tu vedi
le cose, Frank". E nel corso del tempo, attraverso un altro paio
di incontri casuali, s'era preparata una specie di silenziosa intesa.
Poi Martini, improvvisamente, era uscito dal suo mondo luccicante, e Frank
aveva continuato a cercarlo, per scoprire forse che non era una fuga,
che non era un rifiuto, ma un più completo abbandono all'autenticità
di una vocazione. "Non era lei che spariva. Ero io". Delle storie
di Grossi colpisce sempre l'intensità, la massa narrativa, la forza
attrattiva di condensare in poco temi e sviluppi molteplici e carichi
di simbolismi. Esperienze avventurose tessute dai fili esili degli eventi
quotidiani, che sollevano pensieri tanto tenaci, insistenti, quanto oggi
troppo alti per dedicarvisi.
[11/6] Rosetta Loy, CUORI INFRANTI (Nottetempo, 2010, p. 65, €
9,80). Due favole nere, due storie di sangue nella provincia italiana,
dove famiglia e buon vicinato dettano i tempi di vite in apparenza normali.
Rosetta Loy racconta gli omicidi di Novi Ligure e di Erba: una figlia
dal viso paffuto e il suo ragazzo un poco più sotto nella scala
sociale che usano di tutta l'energia dei loro corpi ben compattati dallo
sport per trucidare la mamma e il bambino-fratello; e un'ex cascina di
campagna dove l'erba del vicino diventa rossa per la mattanza.
[11/5] Giusi Marchetta, NAPOLI ORE 11 (Terre di mezzo, 2010, p.
185, € 9,80). Dalle lussuose case al Vomero con vista sul vesuvio
ai bassi Quartieri spagnoli, storie di piccole guerre quotidiane, di verità
taciute, di parenti in galera e nessun futuro davanti: come quel ragazzino
muto con un grande talento per la scultura che è pronto a sfidare
il padre e tutto il quartiere pur di dichiarare il proprio amore a un
coetaneo, oppure Mario, un adolescente sfregiato da un petardo che per
una notte soltanto riuscirà a prendersi la sua rivincita sul mondo.
[11/6] Francesca Melandri, EVA DORME (Mondadori, 2010, p. 350,
ril., € 25,25). Eva è una quarantenne altoatesina, una donna
libera e affermata nella sua professione di PR. Alla vigilia di Pasqua
riceve una inattesa comunicazione da Reggio Calabria. Vito è molto
malato e vorrebbe vederla per un'ultima volta. Ma chi è Vito? E'
un carabiniere che ha prestato servizio per anni in Alto Adige. Anni cupi,
di tensione, di attentati, quelli di fine Sessanta. Anni che non impedirono
l'amore tra uno smarrito giovane carabiniere italiano e una ragazza madre
altoatesina, una giovane cuoca, Gerda, sorella di un terrorista e mamma
di Eva. Vito è l'unico uomo che Eva abbia mai sentito come possibile
padre. Ma perché è tornato in Calabria? Che cosa è
stato del grande, struggente, forse impossibile amore tra lui e Gerda?
Per Eva è arrivato il momento di sapere.
[11/6] Roberto Moroni, I MIGLIORI DI NOI (Feltrinelli, 2010, p.
239, € 21,30). Se si vuole fare carriera, bisogna fare i conti con
la grande città - Roma in questo caso - e accettare qualsiasi compromesso.
Almeno così sembrano pensarla Amelia e Titì, coppia trentacinquenne
appena trasferitasi nella capitale da Napoli perché le opportunità,
là, non ci sono. Entrambi provengono da famiglie altoborghesi.
Titì potrebbe addirittura essere un nipote segreto di Benedetto
Croce, votano centrodestra e credono in Berlusconi. Amelia e Titì
entrano in contatto con Augusto lannacchione, un untuoso personaggio infiltrato
nei meandri della politica, che prima li invita a un festino in un lussuosissimo
appartamento del centro e poi procura a Titì un appuntamento con
un personaggio in Rai per un posto nel consiglio di amministrazione. Ed
è la mattina del colloquio di Titì che tutto comincia. Mentre
il suo compagno fa anticamera aspettando il turno per parlare con chi
conta, Amelia pranza con le sorelle che criticano le sue scelte di vita.
L'attesa di Titì si protrae per ore, tra un "adesso tocca
a lei" e un "quasi ci siamo". Amelia, invece, incontra
Sandrone, ex regista di spot pubblicitari e ringhioso uomo di sinistra,
sovrappeso, sciatto, che in qualche modo la mette in crisi aprendo scenari
interiori di generose contraddizioni a lei ignoti. Tra feste di scambisti,
pseudorigori manageriali, vacue esibizioni di potere, Titì e Amelia
accettano l'invito a una nuova festa mentre Sandrone mette silenziosamente
fine ai suoi giorni lasciando un messaggio.
[11/6] Francesco Pacifico, STORIA DELLA MIA PUREZZA (Mondadori,
2010, p. 285, ril., € 25,25). Piero Rosini è un giovane integralista
cattolico. Con una bella moglie altrettanto cattolica, una casa vista
Ikea a Porta di Roma, tanti amici uguali a lui, "intellettuali organici
in golf a strisce e mocassini da tranviere", e un lavoro come redattore
alla casa editrice Non Possumus - ultracattolica, naturalmente. Diretto
ormai a testa bassa verso la santità, eroe della rinuncia e dell'astinenza
sessuale, Piero è costretto suo malgrado a realizzare che dentro
di lui si sta facendo largo un io sepolto e rimosso che lotta per tornare
in superficie. Gli basta vedere ballare sua cognata Ada, florida ventiquattrenne
fiera della propria verginità, per non togliersi più dalla
testa quelle tette immacolate. Ed è seguendo questa versione ruspante
di sé che Piero abbandona Roma e il libro a cui sta lavorando -
un controverso saggio contro Giovanni Paolo II -, per trasferirsi da solo
a Parigi, città tentatrice per eccellenza. Dove le sue certezze
si sgretolano in un vortice di "vorrei ma non posso" che lo
conduce a una fatale, esilarante schizofrenia.
[11/6] Piersandro Pallavicini, A BRACCIA APERTE (Edizioni Ambiente,
2010, p. 211,
€ 21,30). Samuel Badjang non è più africano e non sarà
mai italiano. E nonostante questo, il dottor Bad è oggi un bravo
e rispettato chirurgo ospedaliero, laureato in medicina a Milano. La sua
vita da «bianco acquisito» procede senza strattoni sino all'incontro
con Gaelle, la figlia mai conosciuta, camerunese come lui, anche lei arrivata
in Italia per studiare ma in procinto di scivolare inesorabilmente verso
la clandestinità. Lui si batterà per lei, per darle un lavoro,
per trovarle una sistemazione, infilandosi nel ginepraio della burocrazia,
delle leggine, delle circolari, delle mani rapaci di certo volontariato,
della diffidenza e chiusura degli italiani, del rancore e dell'invidia
degli altri immigrati. In un paese in cui solo l'ironia ti permette di
dire che uno straniero è accolto a braccia aperte.
[11/6] Valeria Parrella, MA QUALE AMORE (Rizzoli, 2010,
p. 127, € 19,95). Una scrittrice parte per Buenos Aires per comporre
un libro che le è stato commissionato in gran fretta da un editore
esigente. Lei accetta il lavoro solo perché è l'unico modo
che ha per fare un viaggio con Michele, l'uomo che ama ma che non la ama
più. Nelle strade argentine si consumerà tra i due un definitivo
distacco silenzioso. La donna vive con lucidità il dolore dell'indifferenza
che Michele le dimostra. E anche le parole di Borges, che aleggiano nell'aria
di Buenos Aires, diventano feroci armi scagliate contro il suo amore.
E la scrittrice racconterà lo strazio della fine di un amore e
lo farà per ogni donna, perché in fondo gli amori si assomigliano
tutti. Tutti iniziano tra le rose, finiscono tra le lacrime e si raccontano
agli amici con risate amare.
[11/6] Emiliano Poddi, ALBORÁN (Instar Libri, 2010, p. 193,
€ 17,95). Luca ha cinque anni e un compito ben preciso: controllare
le lancette. Quando suo nonno gli allunga il microfono e lo inchioda alla
sedia con una trafila di domande, Luca deve non solo rispondere, ma anche
verificare che le lancette del registratore si muovano sotto i vetrini.
Non è un nonno come gli altri, quello di Luca. Smonta i lampadari
e dentro ci costruisce presepi sferici; assembla modellini di cannoni
che sparano davvero; allena i pesci dell'acquario a resistere in apnea.
Che succede se tutto questo, all'improvviso, si interrompe? Adesso Luca
ha trent'anni e lavora in radio, ma al microfono non parla più.
Circondato da pareti acustiche, protetto dal vetro della regia, cerca
di tenere a bada i suoni, di annullare la possibilità dell'errore.
Il rischio è incontrare la ragazza giusta - un amore che si chiama
come la notte - e farsela sfuggire. Per evitare che questo accada Luca
dovrà tuffarsi in un tempo che per definizione non torna indietro:
quello della diretta. Al suo fianco c'è Ezio, il tecnico che in
carriera ha sbagliato una volta sola. C'è Bruce Springsteen, con
la sua voce ruvida e incandescente. E c'è infine un nastro, il
più prezioso tra tutti i tesori che al momento buono tornano a
galla e fanno schizzare in alto le lancette.
[11/6] Tiziano Scarpa, LE COSE FONDAMENTALI (Einaudi, 2010, p.
167, ril., € 23,95). "Da pochi giorni un uomo è diventato
padre. Inizia a scrivere in un quaderno per il figlio Mario. Vuole parlargli
delle cose importanti della vita: che cos'è l'amore, che cosa sono
i soldi, che cos'è il potere, raccontandoglieli per come li ha
conosciuti lui, personalmente. Gli consegnerà questo scritto quando
Mario compirà quattordici anni: l'età in cui i figli cominciano
a detestare i padri, anche perché si accorgono che i padri non
gli hanno detto come funziona veramente il mondo. Il piccolo Mario però
nei primi mesi di vita si ammala gravemente: una delle cure possibili
è il trapianto. Il principale candidato donatore è il padre.
Si fanno le analisi, ma si scopre qualcosa di inaspettato... E questa
la prima parte di un romanzo che mette alla prova la paternità,
dopo l'esperienza di un trauma doppio, a scatole cinesi, trauma nascosto
dentro un altro trauma: malattia e scoperta di una verità primaria
che, nonostante tutto, non riesce a intaccare i legami affettivi. Ma il
libro ha come caratteristica quella di intrecciare avventure sorprendenti
ed esperienza profonda della parola: per esempio, quando il protagonista
si lancia alla ricerca del padre naturale di Mario, spinto dall'emergenza
medica; e nel momento in cui si ritrova completamente solo di fronte alle
parole che pensava di scrivere per Mario quattordicenne, convinto che
sarebbe stato proprio lo sguardo futuro di suo figlio adolescente a leggerle
e a dare loro una luce nuova." (T. Scarpa)
[11/6] Domenico Starnone, FARE SCENE. UNA STORIA DI CINEMA (minimum
fax, 2010, p. 193, € 17,95). Seguendo il filo rosso della settima
arte, Starnone racconta una vicenda individuale che pagina dopo pagina
si allarga fino ad abbracciare la parabola dell'Italia negli ultimi sessant'anni.
Nella prima parte del libro, un bambino cresciuto nella Napoli proletaria
dell'immediato dopoguerra scopre il mondo e compie la sua educazione sentimentale
circondato dall'atmosfera irripetibile delle sale cinematografiche di
allora: luoghi magici, fumosi, dove si entrava anche a metà dello
spettacolo e non era raro che - tra un James Stewart vestito da cowboy
e i turbamenti suscitati da Deborah Kerr - dei perfetti sconosciuti scambiassero
due chiacchiere e stringessero amicizia. Sullo sfondo, una famiglia che
cerca di lasciarsi alle spalle la miseria e un intero popolo in procinto
di cavalcare l'inaspettata onda del benessere. Nella seconda parte del
libro, quel bambino, diventato un adulto di inizio XXI secolo, non si
limita a guardare i film, li fa. E diventato uno scrittore di sceneggiature.
Ma il cinema di oggi non è più quello di Rossellini, Totò,
Fellini, Anna Magnani. E così - mentre assistiamo alla trasformazione
di un ambizioso progetto cinematografico in un prodotto dolciastro e scontato
- ci rendiamo conto che non è solo il protagonista ad aver perso
lo sguardo incantato, ma tutto un paese sempre più desolante.
[11/6] Andrea Tarabbia, LA CALLIGRAFIA COME ARTE DELLA GUERRA (Transeuropa,
2010, p. 219, € 21,95). In una scuola posta al confine tra due stati
in guerra, alcune bambine imparano "l'arte del messaggio, della disciplina
e dell'amor patrio" calligrafando messaggi bellici sopra le testate
dei missili. Sono orfane di una guerra di cui non si vede la fine, e le
guida un maestro di calligrafia dal passato oscuro, Horatio. Sotto la
scuola e la città che la ospita - il cui nome non è mai
rivelato - c'è una seconda città speculare alla prima e
le cui pareti sono dipinte di vernice al fosforo. Come in una spietata
partita a scacchi, gli abitanti della città attendono la prossima
mossa dell'avversario: un missile inoffensivo, che una notte porta al
di qua del confine un misterioso messaggio. Il compito di interpretarne
il contenuto è affidato a Horatio, ma non tutto andrà come
dovrebbe.
[11/6] Sebastiano Vassalli, LE DUE CHIESE (Einaudi, 2010, p. 316,
ril., € 26,60). A Rocca di Sasso - un paese di fantasia "imitato
dal vero" sulla base dei tanti paesini sotto il Monte Rosa - il tempo
sembra non passare mai. La montagna, immobile, domina, rispettata e temuta.
Sotto le sue pendici formicola la vita degli abitanti del paese, con i
suoi piccoli e grandi andirivieni, dalla Prima guerra mondiale ai giorni
nostri. Vassalli disegna i caratteri e tesse i destini, facendo di questo
piccolo mondo un frammento di vita universale. Nel coro spiccano il maestro
Prandini, socialista, volontario in guerra, mutilato, poi legionario a
Fiume, poi gerarca fascista; e Ansimino, autista di corriera e più
tardi meccanico, sposato con una pittrice e padre di Leonardo, che farà
il partigiano. Intorno a loro vive tutta la comunità, tra pettegolezzi,
tradimenti, cene dei coscritti, aspre scene di guerra, lutti: un mondo
fatto di tante storie che si incrociano e che Sebastiano Vassalli annoda,
con sapienza e ironia, in un'epica umanissima; un'intera civiltà,
brulicante di vite, che si anima sulla pagina poco prima di sparire per
sempre inghiottita dall'oggi.
[11/6] Dario Voltolini, FORAVÌA. UN TRITTICO (Feltrinelli,
2010, p. 95, € 11,-). Comincia tutto con un disguido - un appuntamento
che salta. C'è una festa in un casolare sulle colline torinesi,
e un invitato, Dario, che nonostante le precise indicazioni ricevute,
non lo trova ed è costretto a passare la notte in macchina. Niente
di più banale, se non fosse che Dario, nella lettera che oggi scrive
a Luca, l'amico che lo aveva invitato alla festa, arriva a una inquietante
e paradossale conclusione: quel giorno, quel sabato 27 ottobre 1990, non
può essere esistito, eppure c'è stato. Ma nella lettera
c'è di più: ci sono tutte le eccezioni, come le chiama il
protagonista intendendo gli strappi alla regola nella quotidianità,
di quella lunga giornata di quasi vent'anni prima. Soprattutto, c'è
la constatazione che la Torino di una volta non esiste più: i capannoni
appartengono all'archeologia industriale, i sindacalisti sono animali
in via di estinzione, la volontà di cambiare volto alla città
è un ideale abbandonato. Cosa rimane? Rimane solo il centro del
racconto di quella lunga giornata, quando Dario, addormentandosi nel gelo
della macchina in attesa che la luce del mattino gli indichi il punto
in cui ha sbagliato, capisce di aver imboccato un'altra eccezione.
[11/6] Ornella Vorpsi, BEVETE CACAO VAN HOUTEN (Einaudi, 2010,
p. 133, € 16,65).
I protagonisti di questi racconti sono colti nel momento in cui stanno
compiendo una scelta difficile, mentre cercano di lasciarsi tutto alle
spalle per poter ricominciare. Per piccoli tocchi concreti Ornela Vorpsi
attraversa le molte facce dell'esilio, sia che si tratti di un incontro
con la follia, del confronto con la morte che strappa brutalmente la vita
di chi è giovane mentre rifiuta di prendere con sé chi è
sfinito e non desidera che il riposo, sia che si tratti di un reale esilio
geografico e culturale... Con la sua scrittura spaesata e sferzante, la
scrittrice albanese racconta storie di uomini e donne, di paesi e di case,
di vite svuotate, dell'energia di chi non ha più niente da perdere
e tenta il tutto per tutto: vendere il poco che rimane per andarsene a
Roma, lasciare l'amato soltanto perché è troppo bello, lasciarsi
divorare dai sogni, o perdere il lume della ragione.
[5/6] Cristina Guarducci, NONCHALANCE (Fazi, 2010, p. 174, €
21,30). Una donna senza nome, con un bambino nato da un amore ormai finito.
Un musicista nero, Jean Marie, spazzino di giorno e clarinettista jazz
di notte. Due solitudini che s'incontrano una mattina in un parco, a Parigi,
prima che lei si volti e ritorni al suo elegante quartiere, il Marais.
In questo piccolo villaggio ritagliato nella metropoli, rifugio di inguaribili
romantici e agiati bohémien, la sua vita prosegue lenta e tranquilla:
c'è il piccolo Diego da accompagnare all'asilo; l'atelier che espone
i suoi lavoretti in ceramica; ci sono George e Bess, la coppia di americani
ricchi e alla moda. E c'è, soprattutto, l'imperturbabile "signore
di Nation", l'amato-odiato psicanalista che in cambio delle sue confessioni
le offre soltanto frustranti silenzi. Immersi in una routine apparentemente
tranquilla, la donna e il musicista spazzino si cercano e si ritrovano
in sale cinematografiche abbandonate a metà film per la fretta
di gettarsi l'uno sull'altra, o nella penombra dei jazz club dove Jean
Marie suona e coltiva altre mille relazioni parallele, senza che i due
possano però rinunciare a un legame che, inizialmente esile come
il caso, si rivela presto un nuovo, tenace motivo di speranza.
[5/6] Fabio Geda, NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI. STORIA VERA DI
ENAIATOLLAH AKBARI (B.C. Dalai, 2010, p. 155, € 21,30). Se nasci
in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può
capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori
a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è
morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava
è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché
quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando
troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate.
Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna
in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un
uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno
inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l'incredibile
viaggio che lo porterà in Italia passando per l'Iran, la Turchia
e la Grecia. Un'odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la
nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita
a fargli perdere l'ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile
sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere
la sua età. Questa è la sua storia.
[5/6] Sebastiano Mondadori, UN ANNO FA DOMANI (Instar Libri, 2010,
p. 254,
€ 19,30). Ambientato in una borghesia ricca e annoiata, "Un
anno fa domani" comincia con un incidente d'auto (su cui rimarranno
molti dubbi) in cui muore la moglie del protagonista del romanzo, Vittorio
Congedo, medico affermato. Pochi mesi dopo, la sua vita sarà completamente
trasformata: oltre a scoprire un'inattesa eredità milionaria lasciata
dalla moglie, molto presto Vittorio si risposerà con una giovanissima
paziente dalla quale avrà una figlia. Attorno a questo personaggio
ossessionato e cinico si intrecciano le storie di sesso, amanti, aziende,
denaro, lusso e uomini imprigionati in un'infelicità dorata in
cui la famiglia ha perso ogni valore consolatorio. La storia si snoda
su più livelli temporali, alternando al racconto principale le
immagini delle vite dei suoi protagonisti. Ne esce un mosaico in cui la
capacità di scrittura di Mondadori riesce ad affondare la lama
nelle ipocrisie dei nostri giorni. Un romanzo contemporaneo che fa i conti
con la perdita dei valori della nostra società.
[5/6] Antonio Moresco, GLI INCENDIATI (Mondadori, 2010, p. 182,
ril., € 24,60). Un uomo "completamente infelice", nauseato
dal mondo e dall'esistenza, prende la macchina e parte senza una meta.
Si ferma in una località di mare, in un grande albergo, dove si
nasconde e, come un insetto, spia la vita delle famiglie, delle persone
in vacanza. Fa caldo, il mare è oleoso, l'atmosfera viscida e appiccicosa,
l'afa genera piccoli incendi lungo la costa arida. Ma una notte scoppia
l'allarme: un incendio gigantesco si avvicina, le fiamme incombono, i
villeggianti fuggono dall'albergo. Così il protagonista, che riesce
a mettersi in salvo su una collina da dove può rimirare lo spettacolo
terribile del fuoco. Ma si sente osservato, si gira. Dietro di lui c'è
una donna meravigliosa, che gli dice: "Guarda... ho incendiato il
mondo per te!". E, subito dopo: "Vuoi bruciare con me?".
Un istante ancora, e la donna è scomparsa. Comincia un'ossessione,
un inseguimento.
[5/6] Elisa Ruotolo, HO RUBATO LA PIOGGIA (Nottetempo, 2010, p.
159, € 18,60). L'affresco di una provincia campana superstiziosa,
una terra di mestieri inverosimili da tempi immemorabili. Storie di gente
che vive tra le coppe di latta dei tornei di paese e l'oro, comprato nei
vicoli di Forcella per rivenderlo in casa. Nel primo racconto il figlio
dell'allenatore di una squadra che perde sempre entra al posto del centravanti
e la squadra comincia a vincere. E vince tanto che cominciano a chiamarlo
"Molto Leggenda". L'osservatore di un club lo seleziona, ma
nei campi di serie A il ragazzo si perde. "Il bambino è tornato
a casa" racconta di due sorelle, una lenta e una veloce, che preparano
conserve piccanti e sognano con le telenovelas sudamericane, e del nipote
Matteo, che scompare a nove anni e forse un giorno ritorna. Il ragazzino
senza madre di "Guardami" abita con il padre e con Silvia, una
ragazza che vive pulendo le case degli altri e nella loro si ferma. Cesare,
l'amico di famiglia, si innamora di lei ma non riesce a dirlo. Il giovane
narratore s'insinuerà in modo decisivo nello scambio silenzioso.
Audiolibri
[19/6] Giorgio Tirabassi legge Niccolò Ammaniti, CHE LA FESTA
COMINCI (Emons, 2010, CD MP3, € 26,45)Durata complessiva 7 ore
e 55 minuti,
[12/6] Michela Murgia legge ACCABADORA (Emons, 2010, CD MP3, €
26,45). Durata complessiva: 4 ore e 37 minuti.
Classici
Poesia
Gialli/thrillers/noir/fantascienza/fantasy:
[31/7]
Valentina Pattavina, LA LIBRAIA DI ORVIETO (Fanucci, 2010, p. 244,
€ 21,30). Matilde, una quarantenne romana solitaria e dall'animo
ferito, si reca a Orvieto per cercare rifugio. Viene accolta da una comunità
semplice e compatta, da un gruppo variegato ed eterogeneo di persone le
cui esistenze si intrecciano a formare una catena indissolubile. Al centro
della vita di Matilde ci sono da sempre i libri, e adesso anche la libreria
in cui le offrono lavoro, per metà antiquaria e per metà
moderna. Le sue giornate si dipanano secondo ritmi lenti, a piedi o in
sella all'inseparabile bicicletta, alla continua scoperta di scorci della
città e dell'animo umano. Gli eventi e i passaggi di tempo sono
scanditi dalle sue letture, come se tra le righe di un racconto o i versi
di una poesia si nascondesse il mistero del suo dolore, i suoi bubboni
mai risolti. Ma anche Orvieto ha i suoi segreti, celati nelle case, nelle
viscere dei pozzi, nei boschi di castagni che la circondano. Sarà
un castagno millenario e maestoso ad aprire e chiudere la storia, a mostrarci
il corpo di un impiccato appeso a uno dei suoi rami, in una cornice oscura
e dai contorni imperscrutabili; un fatto accaduto dieci anni prima e ormai
dimenticato, che torna alla ribalta per un caso fortuito e condizionerà
pesantemente le sorti dell'intera comunità.
[24/7] Luciano Marrocu, IL CASO DEL CROATO MORTO UCCISO (B.C.Dalai,
2010,
p. 172, € 17,30). 1934. Eupremio Carruezzo e Luciano Serra, poliziotti
della Divisione Affari Generali e Riservati, conducono l'inchiesta sull'assassinio
di un ustascia trovato morto nel suo appartamento romano. Della faccenda
si interessa anche il loro capo supremo, Arturo Bocchini. Dai rapporti
di un informatore politico - che nella sua veste pubblica è un
esponente di punta dell'antifascismo italiano a Parigi - è infatti
emerso un piano per uccidere il re Alessandro di Jugoslavia, che i nazionalisti
croati considerano il principale ostacolo alla conquista dell'indipendenza.
Tra discussioni metafisiche e incontri stravaganti, le indagini portano
Carruezzo e Serra nella capitale francese, città fosca e misteriosa,
popolata di fuoriusciti e spie internazionali, in una Barcellona inquieta,
dove tutto pare alludere alla guerra civile lì da scoppiare, e
infine a Marsiglia, teatro degli avvenimenti decisivi. A Roma, ad attenderli
al rientro dalla missione, ci sarà Mussolini in persona.
[13/7] Domenico Cacopardo, AGRÒ E LA DELIZIOSA VEDOVA CARPINO
(Marsilio, 2010, p. 253, € 21,95). Agli inizi del 1991, al sostituto
procuratore Italo Agrò, appena trasferito a Roma, viene assegnata
come primo caso l'inchiesta sulla morte del commerciante di gioielli Abramo
Carpino, trovato morto nella sua Mercedes davanti all'ingresso di casa.
I sospetti del fratello del defunto, Aaron, si indirizzano sulla vedova,
vista teneramente abbracciata a un uomo. Ma le indagini fanno scoprire
ad Agro che non tutto è come sembra nella vicenda e che la verità
potrebbe essere assai più complessa. Sarà durante una forte
nevicata che blocca tutti gli indiziati nella villa di famiglia che Agrò,
interrogandoli uno alla volta e incrociando le deposizioni come nella
migliore tradizione del giallo classico, risolverà il caso.
[13/7] Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, ACQUA IN BOCCA (mimimum
fax, 2010,
p. 108, € 13,30). l commissario Salvo Montalbano incontra l'ispettrice
Grazia Negro in un gioco, un esperimento, una collaborazione letteraria
senza precedenti: i due "re" del giallo italiano contemporaneo,
entrati in contatto durante le riprese del documentario "A quattro
mani" (Minimum Fax Media 2007), uniscono le forze e regalano ai lettori
una storia che vede protagonisti i loro personaggi di maggior successo.
A metterli in contatto è un insolito omicidio in cui la vittima
viene ritrovata con un pesciolino in bocca: il caso è nelle mani
di Grazia Negro, che, resasi conto di non trovarsi di fronte a un delitto
di ordinaria amministrazione, chiede aiuto al collega siciliano. Un romanzo
dalla struttura insolita e non convenzionale: un collage di lettere, biglietti,
ritagli di giornale, rapporti e verbali, "pizzini" che fanno
rocambolescamente la spola fra i due detective,stimolando e accompagnando
il lettore nella ricostruzione dell'indagine, che si conclude con un finale
mozzafiato. Una jam session fra due narratori geniali che si divertono
a far interagire il loro immaginario e il loro stile, una lettura unica
per gli amanti del poliziesco e del noir. Gli autori hanno scelto di devolvere
i proventi derivati dai diritti d'autore per sostenere progetti di beneficenza.
[13/7] Gabriella Genisi, LA CIRCONFERENZA DELLE ARANCE. LA PRIMA
INCHIESTA DELLA COMMISSARIA LOLÌ (Sonzogno, 2010, p. 218, €
22,60). Se avesse paura delle maldicenze di colleghi e notabili, non avrebbe
certo scelto di fare il poliziotto. E invece ha deciso di seguire con
spavalderia la propria vocazione: combattere le prepotenze, riportare
l'ordine nella vita degli altri, farsi rispettare dai maschi senza rinunciare
a nessuna delle vanità del proprio sesso. Perché mai dovrebbe
rinunciare alla cura della bellezza e della cucina, doti di una vera donna
del Sud? Ma in quella vigilia natalizia anche per lei le cose si fanno
terribilmente complicate. E sì che tutto era cominciato alla grande:
da anni non si ricordava un dicembre così caldo, se n'era andata
in questura scoperchiando il tetto della sua Bianchina con un CD di Roberto
Murolo a tutto volume. Al commissariato, però, l'attende una sorpresa.
C'è un arrestato, le dicono, uno stimato professionista, con il
golfino di cachemire e le mani tanto curate, accusato di violenza sessuale.
Ordinaria amministrazione. Almeno finché Lolì non incrocia
lo sguardo dell'incriminato. Quell'uomo lei lo conosce bene. E subito
capisce che, oltre a far trionfare la giustizia, questa volta dovrà
anche difendere se stessa.
[13/7] Paolo Roversi, PESCEMANGIACANE (Edizioni Ambiente, 2010,
p. 167, € 19,95). Un serial killer si aggira nella Bassa padana,
lungo le sponde del Po. È qui che uccide le sue vittime con un
macabro rituale e le fa ritrovare con la testa infilata nella sabbia.
A indagare sugli omicidi sono il magistrato Federica Della Lovere, bella
e grintosa, e il burbero maresciallo Barillà, del Cta, il Comando
Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente di Milano. E sullo sfondo, il
grande fiume malato, il "cocaine river" nelle cui acque si concentra
tutta la cocaina consumata nell'Italia settentrionale. Un fiume depredato
e sfruttato: dai furti sistematici di sabbia alle discariche abusive nelle
golene, dai rifiuti tossici alle secche che danneggiano le colture, fino
alle piene, ogni anno più terrificanti e disastrose. E poi ancora
i ricordi della gente del fiume, e le parole di un vecchio pescatore che
ha negli occhi la piena del 1951 e nelle mani una canna per catturare
il pesce siluro, il nuovo Marlin del Po.
[12/6] Andrea Camilleri, LA CACCIA AL TESORO (Sellerio, 2010, p.
273, € 18,60). Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta:
un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che
adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di
Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica
del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto
della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un
diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia
di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra
pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata
santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite:
una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili
che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè
tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi
e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente
disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata
poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò
una stravaganza.
[12/6] Fulvio Ervas, FINCHÉ C'È PROSECCO C'È SPERANZA
(Marcos y Marcos, 2010, p. 301, € 21,95). Ferragosto di fuoco
per l'ispettore Stucky: in gita tra le colline del prosecco con le belle
vicine di casa, si sveglia in un letto non suo, in posizione non consona.
Unica certezza, le stelle. Di ritorno a Treviso, cercando conforto tra
i calici, trova il suo oste di fiducia malinconico: non si capacita del
suicidio plateale del conte Ancillotto, fornitore di vini d'eccellenza.
Perché dovrebbe suicidarsi, un uomo che ama le donne, camminare,
guardare il fuoco e, naturalmente, il vino? Mentre Stucky indaga a modo
suo, conversando con la governante, l'amante a cottimo e il prete, piomba
in paese Celinda Salvatierra, tellurica come le terre andine da cui proviene.
I l'unica erede del conte Ancillotto, e semina il panico tra i viticoltori
minacciando di sradicare le vigne per impiantare filari di banani a perdita
d'occhio. In una notte di temporale, tre colpi di pistola si confondono
con i tuoni. L'ingegner Speggiorin, direttore del cementificio, cade nel
fango per sempre. Stucky intravede i soliti intrighi mondani dietro queste
morti innaturali corna, rivalità, vendetta - ma sa che la vera
risposta è nei gas, nel vento. Nelle bollicine del prosecco, nella
polvere che si innalza dai camini del cementificio e si posa su insalate,
acque, grappoli dorati. Nella ruggine che il matto del paese gratta sulle
tombe dei concittadini, impartendo benedizioni, ma anche "fra-gnoccole
a destra e a sinistra con palo di robinia..."
[12/6] Giancarlo Narciso, SOLO FANGO (Edizioni Ambiente, 2010,
p. 271, € 21,30). Chi ha ucciso chi e perché. Questi gli interrogativi
che dominano l'ennesima indagine di Butch Moroni, nello scenario apparentemente
rassicurante di Arco e Riva del Garda. Incaricato di ritrovare una persona
scomparsa, Butch deve ben presto fare i conti con una catena di omicidi
in cui niente è come sembra. Attivisti ambientali impegnati a scongiurare
disastri ecologici, presunti colpevoli e colpevoli dichiarati, vecchi
amici e nuovi arrivi, politici corrotti e protagonisti dal colposo passato.
E al centro, una discarica di rifiuti in procinto di spazzare via interi
paesi. Un'indagine serrata che svela un Trentino differente, anch'esso
risucchiato nella melma della criminalità ambientale e degli interessi
politici, che sembra aver dimenticato duecentosessantotto persone morte
venticinque anni fa. In uno scenario tragicamente reale, tra sospettati
eccellenti e inquirenti poco interessati a scoprire la verità.
Perché "la verità è la fuori, di fronte agli
occhi di tutti. Basta volerla vedere".
[11/6] Giuseppe Pederiali, CAMILLA E IL RUBACUORI (Garzanti, 2010,
p. 313, ril.,
€ 23,40). Camilla Cagliostri ha due problemi. A Modena è arrivato
il nuovo questore, la bolognese Caterina Bergonzini, che vuole rimetterla
in riga, perché Camilla è una poliziotta molto brava (fin
troppo) ma conduce le indagini alla sua maniera, con molta spregiudicatezza
- per non parlare della sua vita privata. Secondo problema, c'è
una nuova difficile inchiesta: due belle ragazze ferocemente mutilate
e uccise. Per fortuna c'è una nota positiva: da Napoli è
arrivata Danila, la sorella minore del suo collega Donato, e sta cercando
lavoro a Modena. L'indagine porterà l'ispettore Cagliostri alla
scoperta di un traffico losco e terribile. E tuttavia, nel corso di giorni
e notti assai difficili e ricche di eventi imprevedibili (e malgrado la
rivalità con "la questora"), Camilla continuerà
a godersi la vita, e tutti i suoi piaceri.
[11/6] Hans Tuzzi, L'ORA INCERTA FRA IL CANE E IL LUPO (Bollati
Boringhieri, 2010, p. 165, € 19,95). Marzo 1985: nei campi ancora
innevati alla periferia sud di Milano, sotto l'antico campanile dell'abbazia
di Chiaravalle, viene trovato il cadavere sfigurato di una giovane donna.
Inizia così la nuova inchiesta del commissario Melis, un'inchiesta
che porterà passo dopo passo lui e i suoi uomini nel mondo del
giornalismo e della più o meno alta finanza. E dei suoi legami
più o meno occulti. Ma se, una volta appurata l'identità
della vittima, le domande fondamentali sono quelle classiche - chi e perché
- altri più sottili e inquietanti interrogativi tormentano Melis,
sullo sfondo di una Milano che reca ancora ben visibili le tracce della
grande nevicata che in gennaio bloccò per giorni le attività
cittadine. E questi dubbi chiamano in causa gli affetti, le ambizioni
e il potere di una società che sembra irrimediabilmente votata
al degrado: per scoprire, alla fine, che solfato nei semi delle carte
i cuori sono più forti dei danari.
[5/6] Lorenzo Calza, LA COMMEDIA È FINITA,
illustrazioni di Roberto Zaghi (Robin, 2009, p. 320, € 15,95). Algo
Lenzi, ex-reporter di guerra in pensione, si trova a indagare sulla misteriosa
catena di delitti che insanguina una famiglia di ceceni immigrati in Italia.
Con l'aiuto di Zambo - amico fidato ed eccentrico - e della moglie Bea,
s'immergerà in una realtà torbida, dai risvolti oscuri.
Applicherà all'indagine la grande esperienza maturata nei territori
di guerra di mezzo mondo. Sulla sua vita incombe un'ombra funesta. Dietro
un indizio se ne cela sempre un altro, e un altro ancora, in un gioco
a incastri, costellato di vittime e carnefici, che apre sempre nuovi scenari.
Fino alla scoperta della verità finale.
[5/6] Raul Montanari, STRANE COSE, DOMANI (B.C.Dalai, 2010, p.
279, ril., € 23,25). Si può essere assassini e innocenti?
Danio fa lo psicologo, è separato e ha un figlio, nervoso come
tutti i ventenni. Ha anche una giovane fidanzata, e le pazienti che affollano
il suo studio lo adorano. Fin troppo. Ma, soprattutto, Danio ha un segreto:
è un assassino. Un assassino per caso. Nessuno lo sa tranne la
sua ex moglie, l'enigmatica, magica Eliana. Il ritrovamento di un diario,
abbandonato in un parco da una ragazzina, rompe il delicatissimo equilibrio
che governa le sue giornate. Coinvolto in un odioso dramma famigliare,
pressato dalla coscienza e seguito ovunque da un bizzarro e indimenticabile
detective privato, Danio dovrà difendere se stesso e le persone
che ama da una minaccia inattesa, fino a una resa dei conti rivelatrice
per il senso stesso della sua esistenza.
[5/6] Valerio Varesi, IL COMMISSARIO SONERI E LA MANO DI DIO (Frassinelli,
2009, p. 279, € 23,95). Un paese isolato dell'Appennino emiliano,
vicino a un passo percorso un tempo dai pellegrini per Roma e ora battuto
da "spalloni" della droga; una strana comunità, che ha
tagliato le comunicazioni con il mondo; un losco imprenditore, legato
al traffico di quella droga, trovato morto sotto il più antico
ponte di Parma. Stavolta il commissario Soneri ha per le mani un caso
tra i più spinosi della sua carriera, anche perché le sue
indagini lo mettono a confronto con un uomo di Dio, uno strano prete dalla
fede eversiva, finito tra quei monti per punizione.
Libri
per ragazzi
[14/7] Silvano Agosti, IL RITORNO DI PINOCCHIO (Salani, 2010, p.
126, ill., € 15,95). Una città, una bambina, una notte. Alla
finestra bussa un bambino, chiede di entrare e dice di essere Pinocchio...
È l'inizio di un'altra storia. Un'avventura speciale di incontri,
di scoperte, di amicizia per le strade della città e della vita.
"Il ritorno di Pinocchio" celebra la scoperta del mondo con
occhi infantili, ribelli alle convenzioni della società e della
cultura. Un viaggio notturno e visionano con lo sguardo del bambino che
è in tutti noi, il distillato di tutti i temi più cari a
Silvano Agosti. Età di lettura: da 10 anni.
[14/7] Silvia Forzani e Gianni Tacconella, GIRO GIROTONDO. FILASTROCCHE
E CONTE (Girotondo, 2009, p. 32, ill., € 13,25). Rime, suoni, ritmi,
magiche parole: Giro girotondo, Ambarabà ciccì coccò,
Pimpirulin piangeva, C'era un gatto! Una divertente raccolta di alcune
delle più belle conte e filastrocche della tradizione popolare
italiana, illustrate con spirito giocoso e ironico, con colori vivaci,
allegri e scoppiettanti. Si sfidano in gare di abilità, reinventano,
modificano e giocano con le parole, creando percorsi di fantasia fondati
sul ritmo, il suono, la rima, le assonanze, il nonsense e il corpo, che
stimolano la creatività e consentono di conservare e mantenere
vive le tradizioni popolari e divertirsi allegramente!Come antiche formule
magiche tramandate per secoli, ancora oggi quando i bambini si trovano
per giocare usano le conte e le filastrocche per decidere a chi tocca
o chi deve dare inizio al gioco.
[14/7] Franz Kafka, LA METAMORFOSI (Gallucci, 2010, p. 101, ill.,
€ 17,30). Nella traduzione di Franco Fortini e disegni di Filippo
Sassòli.
[14/7] Fabian Negrin, FAVOLE AL TELEFONINO (Orecchio acerbo, 2010,
p. 28, ril., ill., € 17,95). "Con la loro estrema malleabilità
e capacità di trasformazione, le fiabe trasportano da una generazione
all'altra, dall'adulto al bambino, un nucleo narrativo immortale la cui
origine si perde nella notte dei tempi, fino a confondersi con l'origine
dell'uomo. Sono vere e proprie forme di vita preistoriche che portiamo
dentro di noi. Cercare di contenerle dentro i 160 caratteri di un sms
è un omaggio giocoso e, al tempo stesso, il tentativo di dare un
piccolo aiuto al loro viaggio verso il futuro. Con la speranza che le
fiabe ci portino con loro. " (F. Negrin) Età di lettura: da
4 anni.
[14/7] Darwin Pastorin, I SEGRETI DEI MONDIALI (Gallucci, 2010,
p. 69, ill., € 13,05).
I mondiali come non ti sono mai stati raccontati. Edizione dopo edizione,
il mistero del malore di Ronaldo e quello di una borraccia avvelenata;
gli 11 tocchi magici di Maradona e un gol entrato nella leggenda; il perché
del rigore sbagliato da Baggio contro il Bbrasile e il motivo della testata
di Zidane a Materazzi. Questi e altri segreti del grande calcio svelati
in una narrazione piena di sorprese. Età di lettura: da 9 anni.
Fumetti
[12/6] Marco
Rizzo e Lelio Bonaccorsa, PEPPINO
IMPASTAT0. UN GIULLARE CONTRO LA MAFIA (BeccoGiallo, 2009, p. 128,
€ 18,60). Dai microfoni di Radio Aut, con l'arma tagliente della
satira, poche settimane prima del suo assassinio Peppino Impastato attacca
ancora una volta i mafiosi di Cinisi, e in particolare il terribile boss
Tano Badalamenti. Come nel film "I cento Passi" e ora a fumetti,
dalle reazioni degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze inedite
di amici e parenti, ecco il ritratto del giovane Peppino: amico sincero
in prima linea nella lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed
esempio di impegno civile per i più giovani, figlio coraggioso
che ha rinunciato al retaggio mafioso della famiglia, seccatura da levare
di mezzo il prima possibile, nell'interesse dei mafiosi e dei politici
locali.
Critica
letteraria/saggistica letteraria
[31/7] Filippo La Porta, UNO SGUARDO SULLA CITTÀ. GLI SCRITTORI
ITALIANI CONTEMPORANEI E I LORO LUOGHI (Donzelli, 2010, p. 123, €21,30).
Ventitré interviste ad altrettanti scrittori italiani. Il tema:
la città, quella in cui vivono o sono vissuti. L'intento: tracciare
una mappa letteraria del nostro paese nel terzo millennio. L'assortimento
degli scrittori è composito: alcuni molto noti (Culicchia, Fois,
Parrella, Albinati, Pascale, Cappelli, Bettin, Covacich), altri cosiddetti
"di genere" (Morchio e Vichi), altri ancora quasi esordienti
(Di Iacovo, Pianesi). Il percorso lungo cui Filippo La Porta, critico
tra i più rigorosi e agguerriti - a partire da un progetto di esplorazione
dello spazio urbano avviato da Anci Rivista -, accompagna ogni autore,
mira a intrecciare il profilo individuale di ciascuno di loro con una
sorta di ricognizione storico-critica delle molteplici rappresentazioni
letterarie delle città in cui vivono. Ed ecco che la letteratura,
spinta ai margini nell'epoca dei linguaggi audiovisivi, si prende una
rivincita e mostra la sua vocazione a rappresentare la realtà.
Molti romanzi italiani di questi anni hanno saputo raccontare le complesse
trasformazioni del nostro paese, e in qualche caso hanno intuito momenti
di svolta e di rottura anche traumatici. Oggi i dipartimenti di architettura
invitano gli scrittori per descrivere meglio il territorio, e i grandi
quotidiani si affidano a loro per i reportage sui quartieri urbani.
[14/7] Massimo Onofri, IL SECOLO PLURALE. PROFILO DI STORIA LETTERARIA
NOVECENTESCA (Avagliano, 2010, p. 307, € 21,30). Se c'è un
secolo che è stato davvero plurale - nei valori e nei disvalori,
nelle idiosincrasie, nelle opzioni culturali e stilistiche -, questo è
stato il Novecento. Un secolo tutt'altro che breve e che, culturalmente
e ideologicamente, non è mai finito di finire. Un secolo che, se
ha celebrato la letteratura nella sua autonomia categoriale, della lettetatura
ha dovuto constatare invece tutte le compromissioni con le nuove scienze
umane, tutte la sua impurità. Un secolo che, nonostante gli infiniti
parricidi, continua a proiettare la corrusca luce dei suoi padri fondatori
sul nostro presente. Di tutto questo, in una scrittura elegante e nervosa,
ellittica e risentita, Massimo Onofri ha fatto appassionato e originale
racconto: narrando idee e movimenti come fossero personaggi, e le persone
e i personaggi come fossero idee. Racconto che, proprio là dove
più pare crescere dentro la sua narrativa fiamma, non rinuncia
ai doveri, che restano sempre gli stessi, d'ogni vera e nuova storia letteraria.
[11/6] Giulio Mozzi, (NON) UN CORSO DI SCRITTURA E NARRAZIONE
(Terre di mezzo, 2009, € 18,90). "Questo libro tenta di presentare
l'attività dello scrivere e del narrare come una normale attività
umana, buona per la vita come sono buoni per la vita il far da mangiare,
l'andare a spasso e il conversare con le amiche e gli amici. Anche per
questo il discorso è un po' divagante, come sono divaganti la conversazione
con gli amici e l'andare a spasso. E anche per questo i discorsi più
o meno teorici, i commenti a testi, l'illustrazione di regole e criteri
si mischiano continuamente con ricordi di lezioni, pezzi d'autobiografia,
conversazioni notturne con amici e colleghi" (G. Mozzi)
Linguistica
/ woordenboeken
[12/6] Gian Luigi Beccaria, IL MARE IN UN IMBUTO. DOVE VA
LA LINGUA ITALIANA (Einaudi, 2010, p. 239, € 23,95).
"Che lingua fa", dove sta andando l'italiano? Come si parla,
come si scrive? Si governa male la sintassi, si fanno errori marchiani
di ortografia. Il mare della nostra ricca, duttile, stratificata, bellissima
lingua, si dissecca spesso nelle strettoie di rigagnoli magri. Nello stesso
tempo molti settori stanno imboccando le vie opposte dell'enfasi, dove
un italiano ipereccitato strafa e stradice. Anche la stessa "fonografia
realistica" che riscontriamo nella narrativa, nei nostri romanzi
che simulano tutti allo stesso modo il parlato, comincia a mostrarsi eccessiva.
Meglio potare il troppo e lo spreco, riuscire a "far passare il mare
in un imbuto", diceva Calvino, fissare un onesto numero di mezzi
espressivi e con quelli cercare di dire qualcosa di meno generico, più
ricco e complesso. Nel libro largo spazio è dedicato alla grammatica,
ai dubbi quotidiani di lingua, ai momenti di "rigidezza" della
norma e ai momenti di "libertà" dell'uso. E intanto si
mettono in rilievo gli inganni e i sortilegi della parola, eufemismi e
falsità, equivoci, etimi e storie curiose, locuzioni idiomatiche
vive o malvive, parole perdute, percorsi e prospettive dell'italiano contemporaneo,
contatti con altre lingue, l'anglomania in corso, le polemiche e i dibattiti
attuali su lingua e dialetto, i linguaggi settoriali, dal politico allo
sportivo alle parole dei giovani; infine i libri, la poesia e la prosa,
il leggere e lo scrivere.
Apprendimento della lingua
- taalverwerving
[14/7] R. Avvisati e.a., ITALIANO, LINGUA NOSTRA. PERCORSI DI INTEGRAZIONE
LINGUISTICA. LIVELLO A2 a cura di Lorenzo Rocca (Guerra, 2010, p. 135,
ill., € 31,90).
[14/7] Fabio Caon, PAROLE IN VIAGGIO + cd audio delle canzoni (Guerra,
2010, p. 154, ill., € 23,25). La collana "CDlibri" è
nata per permettere di usare la musica nell'insegnamento dell'italiano.
[14/7] Carlo Guastalla e Ciro Massimo Naddeo, DOMANI 1. A1. CORSO
DI LINGUA E CULTURA ITALIANA + dvd (Alma, 2010, p. 224, ill. € 23,80).
Seguono ancora 2 livelli superiori: A2 e B1).
[12/6] Carlo Collodi, PINOCCHIO, IL GATTO E LA VOLPE (Hoepli, 2009,
p. 74 + cd audio, € 12,45). Livello A2/B1.
[12/6] Loredana La Cifra, OMICIDIO NEL CASTELLO (Hoepli, 2009,
p. 80 + cd audio,
€ 12,45). Livello A2.
[12/6] Lucilla Landolfi, LEONARDO DA VINCI (Hoepli, 2009, p. 60
+ cd audio, € 12,45). Livello B1.
Arte/Architettura
Fotografia
Teatro/cabaret
Cinema; video/dvd
Musica
Storia - Geschiedenis
[31/7]
Sergio Rizzo, LA CRICCA. PERCHÉ LA REPUBBLICA ITALIANA È
FONDATA SUL CONFLITTO D'INTERESSI (Rizzoli, 2010, p. 265, ril., €
25,25). Quando
si nomina il conflitto d'interessi il pensiero corre subito a Silvio Berlusconi,
al suo strapotere televisivo, alle leggi ad personam. Ma Berlusconi è
solo l'ultimo erede di un sistema consolidato, che coinvolge tutti: politici,
professionisti, manager, sportivi, giornalisti... E i casi si sprecano:
politici che rivestono doppi o tripli incarichi e approvano leggi per
favorire se stessi o le proprie imprese; professori universitari che utilizzano
gli atenei come beni di famiglia, truccando concorsi per collocare i parenti;
imprenditori che siedono in CdA di banche che prestano soldi alle loro
aziende. Il conflitto d'interessi fiorisce nelle aziende pubbliche, tra
i magistrati, nel mondo dello sport e, inutile dirlo, in televisione,
dove non averne uno, anche piccolo, significa essere destinati a non fare
carriera.
[14/7] Francesco Barbagallo, STORIA DELLA CAMORRA (Laterza, 2010,
p. 311,
€ 23,95). Assurta agli on ori della gloria mediatica con Roberto
Saviano, soffusa di racconti e leggende sulle sue origini, a distanza
di più di un secolo dalla sua nascita nei vicoli di Napoli la camorra
non è mai stata studiata nel suo percorso. Questo è il primo
tentativo di stilare una sua storia complessiva da inizio Ottocento fino
ai giorni nostri, di seguirne i costumi, le regole, la mentalità,
gli affari, gli intrecci con la politica e con le altre organizzazioni
criminali, fino a tessere quella rete che oggi gestisce un enorme patrimonio
e investe nei settori più redditizi dell'economia e della finanza.
Dal tempo dei Borboni, quando inizia la sua attività delinquenziale
e si da un'organizzazione, l'onorata società gestisce le estorsioni
su quasi tutte le attività produttive, i mercati, le case da gioco,
la prostituzione. La storia sembra scivolarle addosso, nonostante le repressioni
postunitarie e l'impegno dei grandi intellettuali che hanno lottato per
portare la questione meridionale al centro dell'interesse del nuovo Stato
unitario, nonostante ogni tentativo di farle terra bruciata attorno. Nel
corso degli anni non cessa di evolversi tra corruzione e clientele, accaparrando
nuovi spazi di azione e nuove forme ben più consistenti e di più
ampio respiro rispetto ai suoi tratti storici. Oggi la camorra ha circa
6000 affiliati, i suoi utili sono calcolati in 13 miliardi di euro, in
un quindicennio il suo fatturato si sarebbe quintuplicato. Non è
il frutto del sottosviluppo, tutt'altro.
[14/7] Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, L'AGENDA NERA DELLA SECONDA
REPUBBLICA. VIA D'AMELIO 1992-2010. UN DEPISTAGGIO DI STATO (Ciarelettere,
2010, p. 449, € 19,95). La verità su via D'Amelio è
ancora lontana perché è stata insabbiata. Un falso pentito
ha retto ben sei processi e due sentenze della Suprema corte. Perché?
Com'è possibile che investigatori considerati pilastri dell'antimafia
abbiano dato credito a un'assurdità così clamorosa? Lo Bianco
e Rizza ce lo raccontano fotografando questi ultimi 18 anni di complici
mistificazioni. "L'agenda nera" si apre sul teatro della strage,
ne ricostruisce i retroscena raccontandone, per la prima volta, le indagini,
i processi, la fiera di dichiarazioni, ritrattazioni, arresti e minacce.
E il ribaltone politico che ha portato alla nascita di Forza Italia. Fino
alla nuova inchiesta di Caltanissetta che vede indagati alti ufficiali
di polizia. In attesa degli esiti dell'indagine, una domanda che nasconde
verità scomode si impone: agirono da soli? Dietro la falsa pista
Scarantino, secondo i pm, potrebbe celarsi un progetto eversivo per nascondere
i mandanti occulti della strage. La verità la chiedono i familiari
e i cittadini che in Borsellino hanno visto il simbolo più alto
delle istituzioni. Quelle stesse che probabilmente lo hanno tradito. Chiude
il libro un'intervista al procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo.
[14/7] Corrado Stajano, L'ITALIA FERITA. STORIE DI UN POPOLO
CHE VORREBBE VIVERE SECONDO LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA (Cinemazero, 2010,
p. 274, € 19,95). "L'Italia ferita ricorda quel che è
accaduto in un pezzetto del Novecento (quasi trent'anni) così come
l'ho vissuto scrivendone sui giornali, pubblicando libri, firmando documentari,
prendendo parte a dibattiti che in quel momento erano al centro della
vita collettiva. Nel tentativo, soltanto, di contribuire a far sì
che il Paese cancellasse antichi bubboni e imboccasse sul serio la via
della democrazia inaugurata ufficialmente dopo la seconda guerra mondiale
con la nascita della Repubblica, ma rimasta incompiuta. "L'Italia
ferita" racconta del Sud e della mafia, delle battaglie dei giudici
per l'applicazione della legge, della P2, degli attentati alla Repubblica
e alla sua Costituzione costata sangue e dolore, e di molti altri momenti
cruciali della storia del nostro paese. Sono pagine popolate di personaggi,
uomini che portano il peso della responsabilità della regressione
politica e civile del Paese, ma anche maestri dell'altra Italia degna
di se stessa che non è riuscita a imporre a tutta la comunità
il proprio modello di moralità e di intelligenza." (C. Stajano)
[14/7]
Marizio Torrealta, LA TRATTATIVA (Rizzoli, 2010, p. 675, €
17,30). Gli attentati mafiosi a Falcone e Borsellino possono sembrare
ormai lontani nel tempo e slegati dall'orizzonte di oggi, tuttavia quegli
avvenimenti e il periodo di violenza che seguì non hanno smesso
di riguardarci. Nonostante gli arresti illustri e la fine dell'era delle
bombe, l'esistenza di una trattativa tra alcuni esponenti delle istituzioni
e la mafia è un argomento assolutamente attuale. Non solo P2, Sisde,
politici ormai lontani dalla scena, ma nuovi pentiti, nuove dichiarazioni
e nuovi processi gettano continue ombre sulla salute della nostra vita
politica. Maurizio Torrealta ricostruisce, mettendo in fila date, crimini,
leggi, incartamenti e deposizioni, un affresco d'Italia inquietante e
spietato. Uscito per la prima volta nel 2002 da Editori Riuniti, La trattativa
viene ora riproposto in BUR in una nuova edizione totalmente aggiornata,
con un'introduzione di Pietro Ingroia, tra i massimi protagonisti della
lotta alla mafia. Prefazione di Walter Veltroni.
[19/6]
Enrico Deaglio, IL RACCOLTO ROSSO 1982-2010. CRONACA DI UNA GUERRA
DI MAFIA E DELLE SUE TRISTISSIME CONSEGUENZE (Il Saggiatore, 2010, p.
379, € 22,60). Questo libro è un lungo viaggio cominciato
quasi trent'anni fa. La prima immagine viene da Palermo: un altoparlante
fissato al tettuccio di una piccola Fiat 127 che diffonde l'Inno alla
Gioia di Beethoven e i braccianti che si scoprono il capo di fronte alla
bara. Erano gli epici funerali del comunista Pio La Torre ucciso dalla
mafia. Poi vennero Dalla Chiesa, Buscetta, Falcone, Riina, Provenzano,
Borsellino, Andreotti, la più spaventosa catena di bombe e delitti
che un paese d'Europa abbia conosciuto dopo la fine della Seconda guerra
mondiale. Era il "raccolto rosso": la mietitura con sangue.
I tempi in cui sembrava che stesse per venire giù tutto, ma anche
che avremmo potuto vincere e liberarci di Cosa Nostra. Enrico Deaglio
ha ripreso il viaggio da dove lo lasciò nel lontano 1993, per raccontare
il più imprevisto secondo tempo del film. Un lungo inganno perpetrato
ai nostri danni, la trattativa segreta tra i vertici dello Stato e quelli
della mafia, la Seconda repubblica nata nel sangue e sugli schermi della
televisione. Qui compaiono attori che nel primo tempo non si erano visti
sulla scena: Ciancimino jr., Berlusconi, Dell'Utri, Gardini, Mangano,
gli enigmatici fratelli Graviano e il loro killer di fiducia Gaspare Spatuzza.
Misteri, trattative, soldi che hanno accompagnato l'ascesa economica e
politica del crimine: ovvero le tristissime conseguenze di una lontana
guerra di mafia. Questa è una storia d'Italia che era destinata
a rimanere sconosciuta.
[19/6] Nicola Fano, GARIBALDI. L'ILLUSIONE ITALIANA (B.C. Dalai,
2010, p. 206, € 23,25). La vita di Garibaldi contiene alcuni grandi
sogni (molto attuali) e alcune grandi delusioni (altrettanto attuali):
gli uni e le altre nascosti nelle sue avventure che forse vanno rilette
sotto nuova luce. Si tratta di parlare dell'Italia, della sua identità
mancata e dell'incompletezza degli italiani. Ma anche di un Paese e una
classe politica (noi, oggi, nel 2010) che hanno rotto ogni legame con
la propria storia e la propria memoria comune. Insomma, la vita di Garibaldi
incarna l'illusione italiana. L'educazione guerrigliera e sentimentale
in America Latina come un Che Guevara di inizio Ottocento; poi la guerra
solitaria del 1848 e la mitica difesa di Roma nel 1849; i Cacciatori delle
Alpi e la pazzia dei Mille a regalare mezza Italia ai Savoia; e ancora,
l'Aspromonte, Mentana e l'ultima vittoria, a Digione, sessantacinquenne
in carrozzina sotto le insegne francesi: tutta la vita dell'eroe è
segnata da due parole, Italia e Libertà. Ma davvero Italia e Libertà
sono accomunabili? Garibaldi ha perso, regalando il suo Paese a un re
vanitoso e a un primo ministro per cui il compromesso era tutto. Ha perso
arroccandosi a Caprera, quasi un auto-esilio voluto, invece di puntare
su Roma. Che cosa sarebbe successo, alla fine del 1860, se decine di migliaia
di bergamaschi e napoletani, milanesi e siciliani, genovesi e calabresi
fossero entrati a Roma completando finalmente la rivoluzione italiana.
[12/6] Attilio Bolzoni, FAQ MAFIA (Bompiani, 2010, p. 249, €
15,95). Che cosa è la mafia? Da quanto esiste la mafia? Quando
spara? Quando tace? Come uccide e come pensa. Com'era e com'è.
Le sue leggi i suoi riti, le sue donne, i suoi capi. E i suoi misteri.
Dai silenzi di una Palermo "felicissima" alla morte di Giovanni
Falcone e di Paolo Borsellino: stragi di mafia ma non solo di mafia. Attilio
Bolzoni risponde alle domande più semplici e a quelle dimenticate,
presentando un ritratto lucido e aggiornato di Cosa Nostra e dei suoi
intrecci con la politica e gli apparati. Patti e ricatti, latitanze infinite,
depistaggi di Stato. Un lungo viaggio dentro e intorno alla mafia siciliana.
Come è stata difesa dalla Chiesa. Come è entrata nella finanza.
Come è stata raccontata dalla letteratura e dal giornalismo. Come
l'hanno rappresentata il cinema e la tivù. La trama, lunga un secolo
e mezzo, di un'associazione segreta sempre favorita dal potere.
[12/6] Giovanni Fasanella e Rosario Priore, INTRIGO INTERNAZIONALE.
PERCHÉ LA GUERRA IN ITALIA. LE VERITÀ CHE NON SI SONO
MAI POTUTE DIRE (Chiarelettere, 2010, p. 195, € 18,60). L'indicibile
della storia italiana. La domanda di fondo è: perché l'Italia
dal 1969 è stata funestata dal terrorismo e dalla violenza politica
con centinaia di morti e migliaia di feriti? Perché solo nel nostro
paese? Tutte le inchieste giudiziarie hanno dato finora molta importanza
al ruolo dei servizi segreti deviati, della P2, della Cia. Risultato:
nessuna verità giudiziaria, nessuna verità storica. Rosario
Priore, il magistrato che si è occupato di eversione nera e rossa,
di Autonomia operaia, del caso Moro, di Ustica, dell'attentato a Giovanni
Paolo II, qui prova a rispondere cambiando completamente scenario. E strumenti
di analisi. Grazie ad anni di ricerche, testimonianze, prove, carte private,
incontri con ex terroristi, agenti segreti e uomini politici anche stranieri,
Priore ricostruisce uno scenario internazionale inedito per spiegare il
terrorismo e la strategia della tensione in Italia, testimoniando la verità
che finora nessuno ha potuto certificare attraverso le sentenze. Colpita
la manovalanza (e non sempre), la giustizia si è infatti dovuta
fermare senza arrivare a scoprire il livello più alto dei responsabili.
Siamo stati in guerra, senza saperlo. L'egemonia del Mediterraneo, il
controllo delle fonti energetiche ci hanno messo in rotta di collisione
con l'asse franco-inglese che non ha mai sopportato il nostro rapporto
privilegiato con la Libia. Ecco chi era il terzo giocatore dopo Urss e
Stati Uniti.
[11/6] Antonio Gibelli, BERLUSCONI PASSATO ALLA STORIA. L'ITALIA
NELL'ERA DELLA DEMOCRAZIA AUTORITARIA (Donzelli, 2010, p. 121, €
16,65). È legittimo parlare di «età berlusconiana»
allo stesso modo in cui si parla di «età crispina»
o di «età giolittiana»? E quando comincia questa età?
Quali ne sono i precedenti, lo svolgimento, i connotati fondamentali?
Quali il bilancio e il possibile epilogo? A queste domande tenta di dare
risposta il saggio di Antonio Gibelli. Egli immagina di dover raccontare
ai suoi studenti, in un breve corso sulla storia dItalia dallUnità
a oggi, gli ultimi quindici anni. Il quadro che ne scaturisce legittima
lidea che Silvio Berlusconi possa ragionevolmente pretendere di
«intestarsi unepoca». Dando prova di qualità
non comuni (a cominciare dalla tenacia), in contrasto con lapparente
modestia della sua figura, il leader lombardo ha portato al potere la
destra proprio nel momento in cui essa sembrava più debole, scompaginata
e priva di riferimenti. Espressione di tendenze profonde della società
italiana ma presenti nellintero mondo occidentale al tempo della
mondializzazione, ha tentato di plasmare lo Stato a sua immagine e a misura
dei suoi interessi personali. Così facendo, è certamente
riuscito a essere il capo vincente e indiscusso di una fazione; non altrettanto
il leader capace di governare il paese. E nel suo insieme, lItalia
berlusconiana, proiettata ormai interamente fuori della sua storia postbellica,
appare teatro di un esperimento molto spinto di democrazia autoritaria,
che logora gli equilibri istituzionali della compagine nazionale, minaccia
i suoi fondamenti costituzionali e rischia di mettere in discussione le
sue tradizioni civili.
(Auto)biografie, lettere,
interviste, dialoghi, diari
[14/7] Simonetta Agnello Hornby, CAMERA OSCURA (Skira, 2010, p.
127, ril., ill.,
€ 19,95). Sappiamo tutti che Lewis Carroll amava i bambini ed era
un grande affabulatore. Di mestiere professore di matematica alla Christ
Church di Oxford, talvolta portava le figlie del preside Liddell a fare
dei picnic. La piccola Alice Liddell era la sua preferita e per lei scrisse
"Alice nel paese delle meraviglie". Il libro, si sa, fu uno
strepitoso successo e Lewis Carroll fu sempre più attorniato dalle
sue piccole ammiratrici, che lui, un pioniere della fotografia, amava
ritrarre in costumi esotici, in tableaux vivants e, dal 1867, anche nude.
Tutte le famiglie rimasero soddisfatte delle fotografie delle figlie ignude,
fuorché una, che pose fine bruscamente alle sedute. In questo nuovo
racconto, Simonetta Agnello Hornby narra la storia di questa amicizia
interrotta attraverso gli occhi della bambina ormai cresciuta e della
sua compagna Alice. Una collana dedicata ai racconti dell'arte. Storie
inedite per scoprire curiosità e segreti dei grandi maestri dell'arte.
Scritti da giornalisti, critici e storici dell'arte, musicisti e archivisti,
questi racconti vogliono avvicinare un pubblico sempre più vasto
al mondo dell'arte, alle sue curiosità e ai suoi segreti.
[14/7] Gad Lerner, SCINTILLE. UNA STORIA DI ANIME VAGABONDE (Felrinelli,
2009, p. 223, € 19,95). Gilgul, nella Qabbalah ebraica, è
il frenetico movimento delle anime vagabonde che ruotano intorno a noi
quando la separazione dal corpo è dovuta a circostanze ingiuste
o dolorose. Tanto violenti possono essere i conflitti che attendono gli
spiriti rimasti sulla terra, che la tradizione parla addirittura di "scintille
d'anime" prodotte dalla loro frantumazione. Gad Lerner si addentra
nel suo gilgul familiare, nelle "scintille d'anime" della sua
storia personale. Suo padre Moshé reca il trauma della Galizia
yiddish spazzata via dalla furia della guerra, e mai davvero trapiantata
in Medio Oriente. Dietro di lui si staglia enigmatica la figura di nonna
Teta, incompresa e dileggiata perché estranea alla raffinatezza
levantina della Beirut in cui è cresciuta Tali, la moglie di Moshé.
Ma anche la Beirut degli anni Quaranta, luogo d'incanto senza pari, si
rivela un recinto di beatitudine illusoria. Vano è il tentativo
di rimuovere lo sterminio degli ebrei d'Europa e la Guerra d'indipendenza
nella nativa Palestina: anche se taciuti, questi eventi si ripercuotono
nella vicenda familiare generando malessere e inconsapevolezza. Le anime
vagabonde nel gilgul reclamano di essere perpetuate nel riconoscimento,
senza il quale non c'è serenità possibile. Un'indagine sulla
memoria e sui conflitti familiari si rivela occasione per un viaggio nel
mondo contemporaneo minato dalla crisi dei nazionalismi. Una storia sospesa
tra biografia e reportage.
[12/6] Luigi de Magistris, ASSALTO AL PM. STORIA DI UN CATTIVO
MAGISTRATO (Chiarelettere, 2010, p. 297, € 18,60). Le sue indagini:
legittime e fondate. La sua cacciata: illecita. Lo ha stabilito la Procura
di Salerno: in questo libro dolente e appassionato, per la prima volta,
de Magistris racconta tutto. Gli sgambetti dei superiori, come sono nate
le inchieste, da quelle meno note ma importantissime ("Shock",
"Artemide", "Splendor") fino alle più conosciute
"Why not", "Poseidone" e "Toghe lucane".
Ecco come opera la "nuova P2", nella complicità tra insospettabili
e criminali. 'Ndrangheta, colletti bianchi e borghesia mafiosa. Oggi tanto
si parla di riforma della giustizia, di durata dei processi, di stop alle
intercettazioni. Questa storia esemplare dimostra cosa c'è dietro:
la volontà politica di avere una magistratura programmata per servire.
Conclude il testo la postfazione di Antonio Ingroia, procuratore aggiunto
a Palermo. In appendice tutte le lettere e i documenti del caso de Magistris.
(Prefazione di Marco Travaglio)
[12/6] Oscar Luigi Scàlfaro e Gian Carlo Caselli, DI SANA E
ROBUSTA COSTITUZIONE. INTERVISTA DI CARLO ALBERTO DALLA CHIESA (add,
2010, p. 190,
€ 18,60). Piero Calamandrei diceva che per cercare i luoghi in cui
è nata la Costituzione bisogna andare sulle montagne in cui caddero
i partigiani, nelle carceri in cui furono imprigionati e nei campi dove
furono impiccati: ovunque è morto un italiano per riscattare la
libertà e la dignità di un popolo, lì devono andare
i giovani perché lì è nata la nostra Costituzione.
Parole forti, che mai come oggi suonano sconosciute proprio a quei giovani
che della vita democratica sono linfa vitale e che invece vivono sempre
più lontani da quei luoghi del pensiero e dell'azione che i costituenti
trasformarono in un grandioso inno alla convivenza civile e alla vita
democratica. La Costituzione è la legge fondamentale e fondativa
dello Stato italiano. In vigore dal 1° gennaio 1948 la Costituzione
non è un atto politico e non è lo strumento di una parte
contro l'altra, ma un terreno di confronto pensato e strutturato per adeguarsi
alle trasformazioni del paese. Oscar Luigi Scàlfaro e Gian Carlo
Caselli si confrontano sull'attualità della carta costituzionale,
sul suo stato di salute e sulla necessità di una rivalutazione
e di una vera presa di coscienza del suo ruolo centrale nella vita democratica
dell'Italia. Completa il libro la pubblicazione integrale della Costituzione
della Repubblica Italiana.
Bere, mangiare, dormire - eten, drinken, overnachten
[12/6] Giovanni Bietti, VINI NATURALI D'ITALIA. MANUALE DEL BERE
SANO. VOL. 1: ITALIA CENTRALE (Edizioni Estemporanee, 2010, € 16,65)
Agriturismo
& Camping; turismo
[12/6] LOCANDE D'ITALIA. ANTOLOGIA DELLA BUONA ACCOGLIENZA 2011
(Slow Food, 2010, p. 658, € 23,95).
Attualità
[12/6] Oliviero Beha, DOPO DI LUI IL DILUVIO. WEIMAR, ITALIA (Chiarelettere,
2010,
p. 236, € 18,60). "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che
ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi,
sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra..."
scriveva Giuseppe Tornasi di Lampedusa, e dalla parafrasi dell'immortale
"Gattopardo", nella quale gli "sciacalli" sono coloro
che ridono al telefono del terremoto dell'Aquila, parte Oliviero Beha
per una ricognizione tra le macerie materiali e immateriali del Paese.
A cinque anni dall'uscita del suo pamphlet "Crescete & prostituitevi",
preso alla lettera dalla classe dirigente di ieri e di oggi, l'autore
si domanda che cosa succederà quando sarà finita la stagione
di Berlusconi, se davvero "dopo di Lui" ci sarà "il
diluvio". Perché Berlusconi è il prototipo di quel
"berlusconismo" che ha attecchito a destra e a sinistra. Per
arrivare a concludere che non siamo più una "democrazia",
che tira aria da "Weimar" sia pure "all'amatriciana",
che ogni giorno che passa è peggio e il risveglio del Paese si
allontana. Ma non è detto, ci sono albori all'orizzonte.
[14/7] Filippo Ceccarelli, LA SUBURRA. SESSO E POTERE: STORIA BREVE
DI DUE ANNI INDECENTI (Feltrinelli, 2010, p. 239, € 19,95). Ministre
sexy, telefoni bollenti e debitamente intercettati, immondizia programmatica,
ciarpame elettorale. Dal compleanno della vergine di Casoria ai massaggi
del Salaria Sport Village è come se un ridicolo e osceno diavolaccio
avesse piantato i suoi artigli sull'agenda d'Italia. Maiali e farfalline,
coca e complotti, tatuaggi, prostata, carne fresca e chirurgia estetica.
Non c'è scandalo, ormai, che non se ne trascini dietro un altro
peggiore. Addio paese tollerante e disincantato. Tra le macerie della
politica e i relitti del buonsenso, il casting nazionale mette in fila
aspiranti imperatori della decadenza, cortigiani velenosi, teledivi capricciosi,
e poi lolite, paparazzi, papponi, carabinieri marci e trans dell'altro
mondo. Due anni appena e in sconsiderata allegria il Palazzo trasloca
alla Suburra, destinazione malfamata per eccellenza. E qui Veronica rompe,
Zappadu scatta, Gianpi procura, D'Addario registra, "Repubblica"
domanda, Feltri spara, Boffo cade, in Vaticano giocano a moscacieca, Marrazzo
s'inoltra nella notte infernale, Brenda va a morire ammazzata, Bologna
è espugnata dal Cinziagate e tra un appalto e l'altro la Cricca
codifica il tariffario della tangente sessuale. Con ironico sgomento Filippo
Ceccarelli delinea i moduli della pornocrazia senza alzare il ditino del
moralista; si diverte piuttosto a interpretarne segni, presagi e risonanze
con l'ausilio di oroscopi, pitture, mitologia, videogiochi frammenti di
diario e di poesia, da Esiodo a "Novella 2000".
[12/6] Giorgio Bocca, ANNUS HORRIBILIS (Feltrinelli, 2010, p. 159,
€ 19,95). La crisi economica e l'autoritarismo strisciante. Il circo
berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra
e il ritorno dei fascisti. L'Italia delle ronde e l'Italia dei respingimenti.
Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia. Un
anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno
riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui
suoi atavici difetti. Giorgio Bocca racconta il nostro annus horribilis
con la veemenza e l'intransigenza di cui può essere capace solo
un grande "antitaliano" come lui. La sua è un'invettiva,
un appassionato j'accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della
nostra vita pubblica: il trasformismo, l'opportunismo, la memoria corta,
la furberia diffusa, l'impunità, l'ossequio al potente di turno.
La classe dirigente si adegua a quella che viene percepita come una morale
corrente, che è poi la negazione della morale, la propensione a
chiedere allo stato tutti i benefici e a dare in cambio il meno possibile.
"E allora diciamo una buona volta che come società nazionale
siamo ancora dei poveri, con il modo di pensare dei poveri: tiriamo a
campare, del doman non v'è certezza, spartiamoci quel poco che
c'è, se i più furbi rubano in grande noi approfittiamo degli
avanzi del loro banchetto."
[12/6] Marco Rovelli, SERVI. IL PAESE SOMMERSO DEI CLANDESTINI
AL LAVORO (Feltrinelli, 2010, p. 224, € 19,95). L'universo dei clandestini
al lavoro. Una situazione drammatica fatta di violenze e soprusi da parte
di caporali e datori di lavoro italiani che fanno leva sulla ricattabilità
della forza lavoro clandestina per sequestrare loro documenti, trattenere
le misere paghe concordate, il tutto condito da insulti e violenze quotidiane,
con la collaborazione attiva di piccoli malavitosi locali. Uno scenario
che mai compare sui quotidiani nazionali e che invece rappresenta la dorsale
nascosta di un'Italia truce e violenta: l'altra faccia del mito "italiani
brava gente". Dalle campagne siciliane e del foggiano, fino ai cantieri
edilizi e agli ortomercati del Nord, da questo libro emerge una fotografia
brutale del nostro paese. Marco Rovelli si è mischiato con i clandestini,
bevendo insieme a loro il tè, e comunicando, facendosi raccontare
le loro storie finora inascoltate: dal loro racconto emerge anche il volto
crudele del nostro capitalismo, ritornato in alcune aree e comparti a
forme ottocentesche di sfruttamento. Non manca un capitolo sulla condizione
degli immigrati nel comune di Rosarno: sfruttati senza diritti, vittime
di una continua "caccia al nero" e di attacchi da parte di alcuni
giovani rosarnesi che hanno portato alla violenta protesta del 7 gennaio
2010.
[12/6] Antonio Scurati, GLI ANNI CHE NON STIAMO VIVENDO. IL TEMPO
DELLA CRONACA (Bompiani, 2010, p. 309, ril., € 25,95). Dal delitto
di Cogne a quello di Garlasco, dalla strage di Columbine a quella di Erba,
dalla Prima guerra del Golfo al terrorismo mediatico, i funerali di Giovanni
Paolo II e l'elezione di Barack Obama, l'allarme pedofilia e l'emergenza
ambientale, il nichilismo sessuale e quello giovanile, e poi gli outlet,
i centri benessere, le sale massaggi, le badanti rumene e le badanti oscene.
Raccontando una serie di clamorosi casi di cronaca e analizzando i nuovi
miti d'oggi, Antonio Scurati offre una mappatura del presente - dei suoi
vizi, dei suoi limiti, delle sue inconsistenze. Con sguardo lucido e impietoso,
con forza etica e polemica, con affilata sensibilità letteraria,
Scurati riflette sulla trasformazione della nostra società, caratterizzata
da un tempo che si consuma nella frammentazione e nell'istantaneità,
senza darci modo di capirlo. E neanche di viverlo. Quando, infatti, si
è condannati a vivere nell'istante, quando non c'è altro
orizzonte che il presente, nessun Carpe Diem è più possibile.
Non a caso, in questa nuova dimensione dell'effimero trionfante, sembra
che la cultura, la letteratura e gli intellettuali non abbiano più
niente da dire. Che la loro voce non abbia abbastanza forza di fronte
al volume delle voci televisive. Ma non è così. E questo
libro ce lo dimostra.
Politica
[12/6] Massimo Fini, SENZ'ANIMA. ITALIA 1980-2010 (Chiarelettere,
2010, p. 472,
€ 19,95). Un ritratto dell'Italia contemporanea, un paese privo di
principi, di valori condivisi che non siano il Dio Quattrino, inguaribilmente
volgare, senza dignità e onore, spietato senza essere virile, femmineo
ma non femminile, corrotto, intimamente mafioso, devastato nel suo straordinario
paesaggio, naturale, urbano, artistico, che lo ingentiliva insieme alla
sua gente. Una parodia di democrazia sequestrata dai partiti e dai suoi
mediocri esponenti che la violentano, la abusano, la stuprano a comodo
loro. "Senz'anima" fotografa uno spazio, mentale, antropologico,
politico, quello dell'Italia degli ultimi trent'anni, seguendo l'avventura
giornalistica di Massimo Fini, uomo senza appartenenze, dal mitico "Europeo"
all'"Indipendente" fino al "Fatto Quotidiano". Della
penna dissacrante di Fini non potevano mancare le "stroncature"
e anche i ritratti (mai disgiunti, questi, da una dolente pietas) dei
personaggi - da Craxi a Martelli, da Cossiga a Berlusconi, da Gardini
a Scalfari, da Costanzo a Vespa - che hanno contribuito a conciare l'Italia
così com'è.
[12/6] Paolo Stefanini, AVANTI PO. LA LEGA NORD ALLA RISCOSSA NELLE
REGIONI ROSSE (Il Saggiatore, 2010, p. 287, € 19,95). Uno lo chiamano
"cocomero" perché dicono che fuori è verde, ma
dentro è rosso. Un altro è orgoglioso del passato nel Pci
ed è convinto di proseguire, da leghista, il lavoro del nonno partigiano.
La Lega Nord sale nei voti e scende lungo la penisola, ben al di sotto
del Po, in quelle che da sessant'anni venivano chiamate "regioni
rosse". Avanti Po" è il ritratto dell'Italia centrale
fatta di borghi e città, con crolli improvvisi nel consenso finora
monolitico della sinistra, di giovani che credono che il futuro sia Bossi
e sindaci che vietano il velo. È una panoramica tra attività
politica sul territorio (due bacheche, un gazebo e molte strette di mano)
e i tanti elettori convinti dalla tv o per sentito dire. Tra gente che
odia Berlusconi e perciò vota Lega e comuni dove i leghisti governano
col Pd. Così, mentre la Toscana ha mandato nel 2009 da Prato a
Bruxelles il suo primo eurodeputato leghista e la "razza appenninica"
garantisce roccaforti lungo tutto il crinale, le elezioni regionali del
marzo 2010 rappresentano la nuova sfida per il grande balzo a Sud del
partito del Nord. Prefazione di Enrico Deaglio.
Filosofia
Varia
[12/6]
Beppe Severgnini, EUROINTERISMI. LA GIOIA DI ESSERE NEROAZZURRI
(Rizzoli, 2010, p. 137, ril., € 15,95). Gridare "Siamo noi!
Siamo noi! I campioni dell"Europa siamo noi!" fino alle tre
del mattino, in un tripudio di bandiere neroazzurre. Beppe Severgnini,
a Madrid, come gli interisti in tutto il mondo: felici di festeggiare,
con commozione, la fine dell.attesa. Nella stessa stagione Champions League,
scudetto (il diciottesimo) e Coppa Italia - tripletta! Nessuna squadra
italiana c'era mai riuscita. L'Inter e i suoi tifosi-filosofi - innamorati
e pazienti, leali e autoironici - hanno avuto il premio che meritavano.
Un lungo, incredibile cerchio si chiude nel modo migliore. Se l'Inter
è una forma di allenamento alla vita, diciamolo: la vita sa essere
giusta e generosa. Scrive Beppe: "Ho intravisto da bambino la Grande
Inter di Herrera, festeggio oggi una squadra ancora più forte:
l'Inter Speciale del Comandante Mou. Una squadra che ho cercato di raccontare,
per dieci anni, dal disastro al trionfo. Dalla prima pagina sul "Corriere
della Sera" ("Inter-Juve", 2000) al primo Interismi (2002),
scritto per salvarci con l.ironia dalla sfortuna, da qualche errore e
dalla cattiveria altrui; ad Altri interismi (2003), il romanzo di Hector
Cuper, gaucho senza sorrisi; a Tripli interismi (2007) uscito in occasione
dello scudetto sul campo, e dopo le orribili rivelazioni di Calciopoli,
che ne cambiavano il sapore. Eurointerismi è il libro della gioia
senza ombre. Potrebbe avere un sottotitolo: missione compiuta!"
[11/6] Luciano De Crescenzo, ULISSE ERA UN FICO (Mondadori, 2010,
p. 177, ril.,
€ 21,30). I miti sono le favole degli adulti, le grandi storie con
le quali l'uomo si è raccontato a se stesso, ha provato a rispondere
alle domande fondamentali. Nelle vicende di Ulisse e di Prometeo, negli
amori fra Arianna e Teseo o fra Didone ed Enea, nelle peripezie della
guerra di Troia, nei divini difetti di Zeus e Afrodite si possono leggere
altrettanti insegnamenti su quello che siamo, e che dovremmo essere. Luciano
De Crescenzo, dopo il successo di Socrate e compagnia bella, consegna
al nipote Michelangelo, e con lui a tutte le nuove generazioni, dieci
lezioni di vita profonde e affascinanti come solo i grandi miti sanno
essere. E lo fa ovviamente con il suo spirito irresistibile, con la sua
impareggiabile capacità di rendere i classici così magicamente
familiari.
[5/6]
Luca Rastello, IO SONO IL MERCATO. TEORIA, METODI E STILE DI VITA
DEL PERFETTO NARCOTRAFFICANTE (Chiarelettere, 2009, p. 164, € 15,95).
Questa è la storia di uomini normali, insospettabili padri di famiglia
saliti al vertice del narcotraffico internazionale. Una storia "criminale",
raccontata da uno dei protagonisti, che svela le astuzie del sistema cocaina,
ma anche la vita e le abitudini dei grandi trafficanti. I pesci grossi,
quelli che non ingoiano gli ovuli né trasportano la droga nei doppi
fondi delle valigie, ma nei cargo, nei container, a tonnellate alla volta.
Uno sguardo dall'interno. Un nuovo punto di osservazione per capire come
l'economia illegale riesce a infiltrarsi nell'economia legale e a condizionarla.
Perché la coca, oltre i cliché hollywoodiani e le notizie
diffuse da tv e giornali, è un affare straordinariamente redditizio
che finanzia guerre, conferisce potere e ridisegna i rapporti internazionali.
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Questa pagina è stata aggiornata il 31 luglio 2010
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